Carcere

In Emilia-Romagna esistono 10 istituti penitenziari per adulti e 1 per minori. La Regione, pur non avendo una competenza diretta in materia, fatta eccezione per la sanità, interviene in questo ambito attraverso 4 assessorati: oltre alla Sanità, il Welfare, la Formazione e la Cultura. Le azioni regionali sono concordate attraverso un protocollo sottoscritto con il Ministero della Giustizia.

Cosa fa la Regione

Il Protocollo (pdf, 874.5 KB) rappresenta lo strumento operativo per la programmazione degli interventi, volti all'umanizzazione della pena attraverso il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti all'interno delle carceri del territorio.
Le azioni vengono programmate annualmente di concerto con il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, l'UIEPE e il Centro di Giustizia Minorile e di Comunità.
Esse finalizzate al reinserimento sociale dei detenuti e a favorire l’accesso alle misure alternative alla detenzione concorrendo cosi al contrasto del sovraffollamento.

La Regione Emilia-Romagna, in accordo con l’art. 27 della Costituzione e nell'ambito della programmazione degli interventi sociali, sostiene l’esecuzione penale attraverso l’assegnazione di contributi annuali mediante uno specifico Programma regionale ai sensi della Legge regionale n. 2 del 2003.
Sono beneficiari di tali risorse i 10 Comuni sede di istituto penitenziario per adulti: Bologna, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini (case circondariali); Parma (casa di reclusione); Castelfranco Emilia (casa di reclusione a custodia attenuata).
I Comuni, nell'ambito della programmazione di zona e previo confronto e discussione con i soggetti istituzionali territoriali e del terzo settore attraverso i Comitati Locali per l’Area Penale (CLEPA), programmano e realizzano azioni sia all’interno degli istituti penitenziari che all’esterno, nel contesto
delle misure alternative alla detenzione e di comunità.

Integrazione sociale: Programma annuale per l’esecuzione penale

Il Programma regionale si articola in tre aree:

  • Sportelli informativi rivolti a tutta la popolazione detenuta, con funzioni di ascolto, accoglienza, orientamento e accompagnamento nonché di mediazione linguistica e interculturale per i migranti con particolare riferimento alle persone in fase di dimissione (dimittendi)
  • Interventi per il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti, finalizzati quindi a garantire alle persone un efficace e attivo utilizzo del tempo detentivo attraverso l’incremento dell’offerta di attività formative, culturali, ricreative, sportive e tramite progetti sperimentali di studio e/o lavoro all’interno e fuori del carcere, con il coinvolgimento del volontariato regionale. Vengono inoltre attivate azioni di sostegno ai legami famigliari, in particolare alla cura e all’educazione di minori quando presenti negli istituti con le madri
  • Realizzazione, in stretta connessione con l'UEPE (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna), di azioni di accoglienza, accompagnamento sociale, tirocini e inserimenti lavorativi finalizzate ad un graduale rientro nel tessuto socio-lavorativo di coloro che si trovano in esecuzione penale esterna o che abbiano terminato di scontare la pena da non più di 6 mesi. Una particolare attenzione viene riservata alle donne detenute, ai legami familiari ed alla relazione genitori-figli

Da segnalare infine quale ambito di intervento quello volto a creare un raccordo tra le strutture detentive e i servizi territoriali del Comune di residenza, al fine di costruire i percorsi di uscita per le persone dimittende con carattere di elevata fragilità.

Salute: Assistenza sanitaria penitenziaria

L'assistenza sanitaria alla popolazione detenuta è di competenza del Servizio sanitario nazionale e dei Servizi sanitari regionali
Nei 10 istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna l'attività di assistenza delle Aziende Usl si svolge secondo il modello territoriale delle Case della Salute, attraverso l'azione integrata dei professionisti addetti all’assistenza primaria in stretto raccordo con gli specialisti ambulatoriali, gli operatori dei Dipartimenti di salute mentale-dipendenze patologiche, anche favorendo la collaborazione con gli operatori sanitari del territorio, soprattutto in previsione della dimissione
Per maggiori info:
http://salute.regione.emilia-romagna.it/carcere

Formazione e lavoro: Piano per l’inclusione di adulti e giovani in esecuzione penale

L’inclusione lavorativa delle persone più vulnerabili è una delle priorità dal Programma operativo regionale Fondo sociale europeo 2014/2020. Tra queste ci sono le persone che si trovano in esecuzione penale. Per loro la Regione ha scelto di programmare interventi di formazione e integrazione lavorativa.
Per maggiori info:
http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/inclusione/inclusione-carcere

Cultura: Teatro carcere

Il progetto “Stanze di Teatro in Carcere” è sostenuto economicamente attraverso la L.R. 13/99 “Norme in materia di spettacolo”. Attraverso un contributo annuale l’Assessorato alla Cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità, promuove e sostiene la realizzazione e il coordinamento di attività laboratoriali e teatrali presso gli istituti di pena del territorio regionale, spettacoli anche al di fuori della realtà carceraria, iniziative editoriali e di documentazione e la promozione culturale dell’attività in carcere rivolta a tutta la comunità, per sensibilizzare su questa tematica.
Il progetto è attivo da diversi anni grazie all’impegno del Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna, che si è costituito in Associazione nel 2011; i risultati conseguiti e l’importante lavoro di rete condotto dal Coordinamento ha portato anche al Protocollo d’intesa (pdf, 716.4 KB) sull’attività di Teatro in Carcere, sottoscritto per gli anni 2011-2015 e nuovamente rinnovato ed ampliato alle attività per i minori sottoposti a misure penali per il periodo 2016-2019.
All’attuale Protocollo aderiscono il Coordinamento medesimo, la Regione Emilia-Romagna (Assessorato Politiche di welfare e abitative, Assessorato alla Fultura, politiche giovanili e politiche per la legalità e Assessorato Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro), il Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia-Romagna e Marche e il Centro per la Giustizia Minorile dell’Emilia-Romagna e Marche.

A chi rivolgersi

Servizio Politiche per l'integrazione sociale, il contrasto alla povertà e terzo settore

viale Aldo Moro 21, 40127 Bologna

Viviana Bussadori
Tel. 051/5277495
e-mail: viviana.bussadori@regione.emilia-romagna.it

Gisberto Cornia
Tel. 051/5277105
e-mail: gisberto.cornia@regione.emilia-romagna.it

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pubblicato il 2013/09/24 15:55:00 GMT+2 ultima modifica 2019-05-06T14:21:53+02:00

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