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Azioni ed interventi riservati a soggetti in area penale esterna: misure alternative e di comunità e progetti sperimentali

Secondo i dati pubblicati a livello nazionale sul sito del Ministero della Giustizia, negli ultimi 5 anni sono duplicati gli affidamenti in prova ai servizi sociali e quadruplicata la detenzione domiciliare.

Questa tendenza ha interessato anche la nostra regione, in quanto in diversi comuni sede di Istituto Penale le misure alternative alle detenzione sono sensibilmente aumentate (ad esempio Ferrara, Parma e soprattutto Rimini)

Pur non essendovi vincoli sulla destinazione delle risorse rispetto alle due azioni individuate nel presente programma, in sede locale dovrà essere garantita una programmazione delle attività ed un utilizzo delle risorse coerente all’incidenza delle due misure (esecuzione penale interna ed esterna).

L’obiettivo è sostenere azioni di accompagnamento finalizzate ad un graduale rientro nel tessuto socio-lavorativo delle persone in area penale esterna, di condannati in esecuzione penale esterna e di soggetti che abbiano terminato di scontare la pena da non più di 6 mesi, presenti sul territorio provinciale.

Tali azioni devono essere realizzate in collaborazione con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna.

Vengono altresì supportati i percorsi di formazione professionale ed inserimento al lavoro  finanziati con il Fondo Sociale Europeo, attraverso l’adozione di misure di supporto all’autonomia e alla frequenza (ad esempio contributo alle spese di trasporto, interventi di conciliazione, sostegno abitativo..) sulla base di programmi di intervento individualizzati integrati (lavoro/sociale/salute).

 

Inoltre il programma, tenendo conto del contesto di innovazione normativa (ad es L. 28/04/2014 n. 67), sostiene, attraverso la promozione di progetti ad hoc, e in collaborazione con gli uffici di esecuzione penale esterna (UEPE) e i servizi territoriali, lo svolgimento di programmi trattamentali derivanti dalla sospensione del procedimento e l’applicazione della misura della messa alla prova, che prevedono quali attività obbligatorie:

  • l’esecuzione del lavoro di pubblica utilità, consistente in una prestazione gratuita in favore della collettività. Lo spettro di applicazione della sanzione, inizialmente prevista nei procedimenti di competenza del giudice di pace (ai sensi dell’art. 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000 n. 274) è stato successivamente allargato a numerose e diverse fattispecie penali, che hanno configurato il lavoro di pubblica utilità come una modalità di riparazione del danno collegata all’esecuzione di diverse sanzioni e misure penali, che vengono eseguite nella comunità.
  • l’attuazione di condotte riparative, volte ad eliminare le conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato, nonché il risarcimento del danno cagionato e, ove possibile, l’attività di mediazione con la vittima del reato. In tale ambito si fa riferimento alla Direttiva 2012/29/UE, recepita con D.Lgs n.212 del 15 dicembre 2015, che introduce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione alle vittime di reato.

 

Oltre all'attuazione delle attività promosse attraverso il Programma Area Penale ai sensi della DGR 649/2017 sono stati finanziati negli anni diversi progetti sperimentali, ai sensi della  legge regionale 3/2008.

2016_2017

Così come definita dalle Nazione Unite, la Giustizia Riparativa è un processo che coinvolge la vittima, il reo e la comunità nella ricerca di soluzioni agli effetti del conflitto generato dal fatto delittuoso, allo scopo di promuovere la riparazione del danno, la riconciliazione trea le parti e il rafforzamento del senso di sicurezza collettivo.

Dei diversi possibili programmi d Giustizia Riparativa la mediazione penale è sicuramente quello centrale, ma non l’unico. Altre tipologie di intervento secondo l’approccio ripartivo possono essere group conferencing con le famiglie e comunità, ciclesentencing, peacemaking circle e percorsi riparativi in esecuzione penale.

2011-2012

Negli anni, prima di realizzare il progetto AC.E.RO, la Regione Emilia-Romagna ha promosso e sostenuto progetti di accoglienza abitativa e progetti di inclusione lavorativa per soggetti in area penale esterna.

Progetti di accoglienza abitativa di soggetti in area penale

 

 

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Pubblicato il 11/04/2014 — ultima modifica 01/06/2017
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