Come fare per diventare un nodo territoriale
Requisiti, modulistica e procedure per diventare nodi territoriali contro le discriminazioni
Possono diventare nodi territoriali contro le discriminazioni servizi degli Enti locali, dei sindacati e delle organizzazioni datoriali, associazioni iscritte al registro D.lgs 215/03, associazioni di migranti e per la tutela dei diritti, cooperative, centri interculturali ecc. (Vedi documento Procedure).
La caratteristica essenziale, oltre a quelle strutturali e organizzative minime descritte nel documento sui requisiti, è che si tratti di luoghi frequentati e conosciuti dalla cittadinanza.
Verificata l´esistenza delle caratteristiche minime e stabilito a che tipo di nodo si intende fare riferimento, il legale rappresentante del soggetto giuridico che si intende candidare a svolgere funzioni di sportello (sia come nodi di raccordo che come nodi antenna) compila l’apposita modulistica e la trasmette al Comune capo-distretto.
I Comuni capo-distretto verificano e attestano la rispondenza ai requisiti strutturali; tale attestazione viene allegata alla modulistica e trasmessa alle Province. I Comuni capo-distretto possono altresì esprimere un parere complessivo sulla singola candidatura anche a partire dall’esperienza nel territorio del soggetto.
Ogni variazione nei requisiti minimi previsti deve essere comunicata dal soggetto al Comune capo-distretto e alla Provincia; il Comune capo-distretto svolge una costante funzione di monitoraggio sulla permanenza dei requisiti.
Le Province comunicano alla Regione con cadenza almeno annuale (*):
- le candidature dei nodi di raccordo e antenna con funzione di sportello;
- le variazioni nei requisiti di quanti sono già stati riconosciuti in precedenza;
- l’elenco dei nodi antenna con funzione di punto informativo e di supporto.
Le Province possono altresì esprimere un parere complessivo sulle candidature trasmesse alla Regione.
La Regione, previa verifica della sussistenza dei requisiti e della regolarità della procedura sopra indicata, procede quindi con proprio atto al riconoscimento formale dei nodi di raccordo e dei nodi antenna con funzioni di sportello.
Una volta riconosciuti i punti anti-discriminazione devono garantire la presenza al loro interno di almeno un/a operatice/tore che abbia frequentato almeno il 70% del corso di aggiornamento di base appositamente realizzato e finanziato dalla Regione. In caso contrario il punto verrà considerato come "temporaneamente non operativo".
* La prossima scadenza è fissata al 15 maggio 2012 per l'invio delle domande alle rispettive Province; le Province dovranno trasmettere poi tutta la documentazione pervenuta alla Regione entro il 31 maggio 2012
