domenica 22.04.2018
caricamento meteo
Sections

Contro le discriminazioni

Ruoli e competenze

Chi fa che cosa: la Regione, le Province e i Comuni capo-distretto

I compiti della Regione nell´ambito del Protocollo contro le discriminazioni:

  • la definizione dei requisiti minimi per l’attivazione ed il funzionamento dei punti di referenza antidiscriminazione (sportelli);
  • il riconoscimento con atto formale dei punti di referenza antidiscriminazione attivati;
  • la realizzazione delle azioni di coordinamento di sistema (formazione operatori e operatrici dei nodi territoriali, scheda unica di segnalazione/rilevazione, strutturazione di un sistema di monitoraggio, predisposizione pagine web);
  • l’attivazione di forme costanti di collaborazione e confronto con il Dipartimento Diritti e Pari Opportunità/UNAR e con gli altri soggetti regionali, nazionali ed internazionali in particolare qualora intendano costituire analoghi Centri sovralocali;
  • la promozione in ogni sede dei contenuti del protocollo nonché l’eventuale adesione di soggetti pubblici e privati di rilievo regionale impegnati nella tutela delle altre forme di discriminazione;
  • l’istituzione di un tavolo di coordinamento tecnico interassessorile al fine di raccordare le azioni e le iniziative in materia di anti-discriminazione e favorire la circolazione e lo scambio di informazioni all’interno dell’amministrazione regionale;
  • la stesura del rapporto annuale del Centro regionale sulla situazione della discriminazione in Emilia-Romagna e sulle azioni di contrasto poste in essere;
  • la predisposizione di forme di sostegno economico per la realizzazione di azioni a livello locale.

 

Le Province, a partire anche dall’esperienza dei piani di zona ed eventualmente avvalendosi degli Osservatori immigrazione già istituiti, sono deputate al raccordo tra ambiti distrettuali e Regione e al monitoraggio dei casi su base provinciale. (vd elenco dei referenti provinciali)

Ai sensi dell’art. 17 del Programma 2006-2008 per l’integrazione dei cittadini stranieri alle Province spettano l’elaborazione di specifici piani di intervento, le funzioni di coordinamento e monitoraggio delle reti antidiscriminazione dei distretti e delle attività svolte raccordandosi con la Regione Emilia-Romagna secondo le modalità già indicate nel Protocollo regionale e nell’ambito dei contesti tecnici e istituzionali individuati.

Province e Comuni capo-distretto rivestono un ruolo fondamentale nella individuazione dei nodi delle reti territoriali e nell’attività istruttoria relativa.

Province e Comuni capo-distretto d´intesa, anche attraverso la definizione di protocolli o accordi con gli altri soggetti pubblici e con i soggetti privati dei rispettivi territori, coordinano e gestiscono, in sede locale, l´operatività delle reti anti-discriminazione della zona distrettuale tenendo conto delle forme di raccordo che le parti firmatarie intendono definire al fine di garantirne il più efficace funzionamento. Nella logica di rafforzare le eventuali esperienze di reti già attive in campi analoghi, le Province e i Comuni capo-distretto, hanno il compito di coinvolgere, oltre i soggetti che hanno espresso l´intenzione di aderire a livello locale, anche altre figure istituzionali, organizzazioni o organismi ritenuti più opportuni, (es: difensori civici, consigliere di parità, consulte locali, giudici di pace, patronati, centri antiviolenza, associazioni di migranti e di tutela dei diritti, associazioni iscritte al registro regionale, associazioni di donne migranti, organizzazioni per la tutela dei diritti dei disabili, delle persone anziane, degli omosessuali).

< archiviato sotto: >
Azioni sul documento
Pubblicato il 01/04/2010 — ultima modifica 22/11/2013
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it