sabato 19.08.2017
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Accompagnamento sociale a persone fragili: un servizio che necessita di cura e sensibilità

Tra i provvedimenti più significativi approvati sul finire del 2016, non ho dubbi nell’inserire anche le nuove Linee guida relative all’accompagnamento sociale. La Regione ha infatti definito e dettato le norme  riguardo i servizi di assistenza e trasporto, dando indicazioni omogenee e chiare ai Comuni su chi può esercitare l’attività e su chi possano essere i destinatari.

Stiamo parlando di normali attività quotidiane – recarsi al lavoro o dal medico, in posta o in un ufficio pubblico – ma che possono diventare inaccessibili a chi è disabile, anziano, fragile e ha bisogno di essere assistito o, per spostarsi, non è in grado di utilizzare in autonomia i mezzi di trasporto, pubblici o privati che siano.

Tutti i giorni mi capita di incontrare genitori preoccupati, fratelli e sorelle in ansia perché i loro cari, in condizioni di non autosufficienza, non possono frequentare agevolmente un tirocinio formativo o partecipare a un’attività di svago per il problema del trasporto.

Abbiamo così cercato di delineare delle “Linee guida” che possano fungere da punto di riferimento uniforme per gli enti locali. Un provvedimento che è il frutto del lavoro importantissimo svolto negli ultimi anni dal PAR, il Tavolo regionale per la Terza Età, a cui partecipano sindacati, associazioni datoriali e tutte le organizzazioni che rappresentano gli anziani.

Sono stati i partecipanti al PAR a cogliere la rilevanza del problema e del bisogno espresso dai nostri cittadini e sono stati loro a fornire una risposta. Per questo li ringrazio.

Al centro delle Linee guida vi è la definizione di questo specifico servizio di assistenza, le modalità di funzionamento, la presentazione di chi può esercitare la funzione e la descrizione delle caratteristiche delicate e cruciali della relazione di cura.

Si muove infatti dall’assunto che chi opera nel settore non può limitarsi al mero trasporto, ma deve essere in grado di rispondere a un bisogno ampio del soggetto debole, quello di attenzione, cura, delicatezza e sensibilità. Sono previsti standard minimi per la prestazione offerta: tra questi, una adeguata formazione degli operatori, una buona qualità degli automezzi utilizzati e una copertura assicurativa adeguata. 

Ora, finalmente, i Comuni potranno stipulare convenzioni con le associazione del Terzo Settore ed elaborare veri e propri elenchi dei soggetti autorizzati all’accompagnamento sociale.

Il valore e il rilievo delle Linee guida è dato anche dai numeri: sono infatti migliaia  le persone coinvolte tra operatori e utenti in un sistema che, soprattutto grazie al volontariato, garantisce questo tipo di prestazione, da e verso i centri diurni, le case-famiglia, gli ospedali, le residenze per anziani o per persone disabili e offre un aiuto concreto alle persone più fragili per conquistare autonomia e vivere dignitosamente nel proprio ambiente.

Ci auguriamo dunque che questo ulteriore strumento di indirizzo possa essere utile agli enti locali e al mondo delle associazioni per lavorare insieme ad una sfida politica e sociale prioritaria: non lasciare sole le persone che necessitano di aiuto e di relazioni umane proficue e arricchenti.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

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Pubblicato il 10/01/2017 — ultima modifica 10/01/2017
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