giovedì 26.04.2018
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Adozione, scelta complessa e profonda. Che va ancor più sostenuta

L’adozione di un bambino è una scelta complessa e profonda che deve essere presa con consapevolezza e convinzione, dopo un percorso di maturazione personale e di coppia.

Sono tremila le famiglie adottive che si sono costituite in Emilia-Romagna negli ultimi dieci anni, di cui circa 700 (il 23%) impegnate nel percorso dell’adozione nazionale e 2300 (il 77%) alle prese con l’adozione internazionale. Un paese intero, si potrebbe dire, di dimensioni ridotte ma ricco di significato, in quanto costituito anche da famiglie multietniche interculturali. L’età dei bambini al momento dell’adozione si concentra per lo più nella categoria che va dai 6 ai 10 anni (46%), a cui si aggiunge un 7% di bambini con più di 11 anni;  il restante 50%  circa dei bimbi adottati ha un’età  fino ai 5 anni.

Sono dati contenuti nel Rapporto “Dieci anni di adozioni in Emilia-Romagna” che presentiamo sul Portale Sociale e che vi invito a leggere. Una fotografia esaustiva e piena di spunti sulle adozioni in Emilia-Romagna dal punto di vista dei bambini, delle famiglie e degli operatori coinvolti.

Come l’esperienza dei servizi ha dimostrato in questi anni,  l’età  relativamente alta dei bambini al momento dell’adozione, il loro precedente vissuto spesso doloroso e a volte traumatico, connotano l’adozione come un percorso delicato e complesso che va sempre più adeguatamente sostenuto dai servizi (con adeguata specializzazione e formazione), specie nella fase di valutazione e accompagnamento dopo l’inserimento del bambino  nella nuova famiglia, in un’ottica di qualificazione, prevenzione e sostegno.

Così come occorre prestare grande attenzione alla delicatissima fase successiva al momento dell’ingresso del bambino nella nuova famiglia, che gioca un ruolo assai importante nella prevenzione delle difficoltà adottive, le quali spesso si acutizzano durante l’età adolescenziale, mettendo a volte a rischio la stessa tenuta dei legami familiari. Tanto che, come Regione, stiamo ragionando sulla possibilità di affiancare le famiglie (in caso di bisogno) anche oltre i due anni di aiuto e sostegno previsti dalle Linee di indirizzo regionali in materia.

Ma c’è un altro aspetto che merita attenzione e una approfondita riflessione. L’Italia è uno dei paesi occidentali dove si realizzano più adozioni internazionali ma, negli ultimi anni, e in modo sempre più accentuato, si è registrata una contrazione nel numero delle adozioni realizzate. Una tendenza che si è manifestata in maniera evidente anche in Emilia-Romagna, con un calo del 35% degli aspiranti genitori adottivi negli ultimi tre anni.

Le cause sono numerose: la complessità delle procedure, i tempi d’attesa, le difficoltà crescenti che incontrano le famiglie, i costi difficili da sostenere.

Occorre dunque che anche dalla Regione Emilia-Romagna arrivi un contributo di idee e di proposte per approvare a invertire questa tendenza, a 12 anni dall’approvazione delle Linee di indirizzo regionali in materia di adozione, che ha costituito in questi anni la cornice legislativa e metodologica per gli Amministratori degli enti locali e delle Ausl.

Con questo obiettivo, stiamo dunque predisponendo un aggiornamento del “Protocollo operativo sulle adozioni”, che allarghi la platea dei sottoscrittori con un’attenzione particolare al mondo dell’associazionismo familiare; così come stiamo studiando modalità per rendere ancora più funzionale l’operato del “Tavolo tecnico regionale adozioni”, compatibilmente con le risorse disponibili. Un percorso che potrà trovare ulteriore sostegno anche all’interno del nuovo Piano socio-sanitario. Il tutto per essere sempre più dalla parte dei bambini e delle nuove e bellissime famiglie che vengono a formarsi.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al Welfare

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Pubblicato il 02/02/2015 — ultima modifica 21/06/2016
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