venerdì 17.08.2018
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Affido, rivedere la legge regionale

Ritorna la Newsletter dell'assessorato al Welfare e alle Politiche abitative e con essa il dialogo tra me e voi che, sempre più numerosi, ci leggete sul Portale Sociale della Regione. Portale che ha visto un restyling nei contenuti in modo da offrirvi un quadro puntuale e sempre aggiornato del lavoro svolto da questo assessorato sulle tematiche di nostra pertinenza, ma anche sulle politiche nazionali nel settore.

L'obiettivo è quello di proporre, giorno dopo giorno, un panorama completo di ciò che andiamo realizzando. Ai cittadini, prima di tutto. E poi ai tanti operatori del sociale dell'Emilia-Romagna, per i quali vogliamo essere un punto di riferimento costante. La Newsletter continuerà ad avere cadenza trisettimanale, con uscita il mercoledì.

Oggi vorrei richiamare la vostra attenzione sull'affido familiare, tema che mi sta molto a cuore e sul quale stiamo lavorando con impegno. Considerate che il nostro territorio, sensibile su tante tematiche sociali, è ancora poco attivo rispetto ad altre aree del Paese per quanto riguarda l'accoglienza di bambini e adolescenti allontanati dalle famiglie per periodi temporanei. Questi minori vengono ancora troppo spesso collocati in strutture residenziali, mentre potrebbero essere accolti e seguiti da famiglie, con o senza figli, coppie di tutte le età e anche persone singole. Purtroppo negli ultimi quattro anni abbiamo registrato un calo del 7 per cento degli affidi familiari in Emilia-Romagna. E' necessario invertire la tendenza e dare prova di coraggio e apertura, caratteristiche che sono decisamente diffuse nella nostra regione. Si tratta di una forma di accoglienza tra le più gratuite e generose che esistano, che ha lo scopo di ricongiungere il minore con i genitori naturali e di aiutarlo ad attraversare un periodo di difficoltà. Bastano anche poche ore di disponibilità per far fare i compiti, per accompagnare e ritirare i bambini da scuola, oppure per farli svagare durante il fine settimana. E’ previsto un piccolo rimborso da parte del Comune di appartenenza. Chi pensa di avere un po’ di tempo a disposizione e tanta voglia di aprire le braccia lo faccia senza esitazioni!

Come Regione abbiamo dunque lanciato la campagna sull'affidamento familiare “A braccia aperte”. Si è già svolto a Bologna un convegno per operatori e un flash mob in piazza Santo Stefano per sensibilizzare i cittadini su questa importante opportunità di impegno sociale, ma anche di crescita personale e della propria famiglia.

Altre manifestazioni seguiranno, ma quello che mi preme maggiormente è rivedere la legge regionale del 2008, che dà pari dignità al collocamento dei minori in famiglia e in strutture residenziali, per equipararla a quella nazionale che invece prescrive di privilegiare la soluzione familiare rispetto a quella in comunità. Si consideri che in Emilia-Romagna oltre il 52% dei bambini e ragazzi provenienti da famiglie in temporanea difficoltà vengono ancora collocati in strutture residenziali. La tendenza può essere modificata, pur considerando il lavoro eccellente che le comunità di accoglienza dei minori in Emilia Romagna continuano a svolgere.

Fissare nella legge regionale un criterio di priorità per l’affido familiare ci mette in linea con le altre regioni italiane e forse ci aiuterà a dare una piccola spinta all’accoglienza di minori dentro le nostre famiglie con tutti gli effetti positivi che questo comporta.

Per ora mi fermo qui, del bilancio di previsione dell’anno 2016 e di tante altre iniziative parleremo in seguito.  Un augurio a tutti per un Natale di condivisione e di rinnovamento.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare e Politiche abitative

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Pubblicato il 02/02/2015 — ultima modifica 21/06/2016
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