venerdì 21.09.2018
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Avanti con la riforma del Terzo Settore. Arriva il primo finanziamento statale

Esiste un mondo variegato, fatto da tante, tantissime piccole realtà capillarmente radicate sul territorio e attive al fine di rendere la nostra società più giusta, equa e inclusiva. È il mondo del Terzo Settore che conta quasi 28.000 organizzazioni con un totale di oltre 500.000 addetti, fra dipendenti e volontari, secondo gli ultimi dati nazionali ISTAT. Un patrimonio preziosissimo per la nostra regione, per tutte le funzioni svolte e per la collaborazione costante con il settore pubblico.

Oggi, grazie a un sostanzioso finanziamento statale (oltre 1,7 milioni), previsto dalla Legge di Riforma n.106 del giugno 2016, vogliamo dare nuovo impulso al protagonismo attivo, alla creatività e alla progettualità innovativa del Terzo Settore. Dal contrasto alle fragilità, alla promozione dell'inclusione sociale, dal rafforzamento della cittadinanza attiva, al sostegno delle fasce deboli (anziani, diversamente abili...), sarà possibile finanziare interventi che, in linea con la programmazione regionale prevista dal Piano socio-sanitario 2017-2019, incoraggeranno la partecipazione del volontariato e dell’associazionismo nella gestione dei problemi e delle sfide che riguardano le nostre comunità. I contributi verranno assegnati ai distretti e arriveranno sino a 22.500 euro per progetto. Nel complesso, la Regione conta di finanziare oltre 100 progetti.

E’ un segnale davvero importante. Perché si trova finalmente un equilibrio tra la visione più accentrata e uniformante su cu sui fa leva la riforma nazionale (e il Codice approvato nel 2017) che, giustamente, ha promosso uno schema normativo unificante e omogeneo per tutto l’associazionismo, e l’esigenza di garantire la piena operatività a livello locale di tutte le organizzazioni del Terzo Settore, anche le più piccole, che da tempo raccolgono e rispondono ai bisogni della cittadinanza, soprattutto di quella più fragile (bambini e anziani).

Con questo robusto finanziamento, il governo dà l’opportunità alle Regioni di programmare interventi mirati sulle esigenze territoriali e ai distretti di disegnare progetti e interventi anche basandosi sul metodo della co-progettazione.

Andiamo dunque avanti con l’accompagnamento della riforma nazionale, che già si è concretizzato a livello regionale nell’unificazione degli Osservatori del volontariato e delle associazioni di promozione sociale, nell’avvio di un percorso di riorganizzazione e fusione dei Centri di servizio del volontariato e di rinnovamento dal basso degli organismi di rappresentanza, sperando di mantenere un giusto equilibrio tra richieste e raccomandazioni che vengono dall’alto (dalle norme nazionali) e esigenze dal basso.

Proprio in questi giorni ho incontrato diverse associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato tra la Romagna e l’Emilia che mi hanno chiesto con insistenza di non lasciarle sole nel cammino che da qui in avanti verrà fatto per dare attuazione alla riforma. Su questo l’impegno della Regione ci sarà e sarà costante.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

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Pubblicato il 16/05/2018 — ultima modifica 16/05/2018
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