venerdì 27.04.2018
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Coop sociali, sull’affidamento di servizi una rivoluzione copernicana

Stiamo promuovendo una serie di incontri nelle nostre città - a Bologna, Forlì, Reggio Emilia, Piacenza – per discutere e confrontarci su un tema di assoluto rilievo per il contesto sociale ed economico dell’Emilia-Romagna: le nuove Linee guida regionali sull’affidamento di servizi alle cooperative sociali.

Approvate dalla Giunta nelle scorse settimane, forniscono indicazioni chiare, omogene e trasparenti ai Comuni, ai relativi enti e aziende strumentali, agli stessi operatori economici, sulle procedure di appalto di servizi al mondo della cooperazione sociale.

Stiamo parlando di una realtà, la cooperazione sociale, il cui protagonismo si è ulteriormente accentuato dopo l’approvazione della Legge regionale (12/2014) ed è in continuo sviluppo. Le quasi mille cooperative realizzano infatti un fatturato che sfiora i due miliardi, grazie al lavoro di quasi 43mila addetti, in gran parte donne. Le aree forti della cooperazione sociale sono, scendendo lungo la via Emilia, le città di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, a cui si aggiunge l’area che unisce il faentino con il forlivese e la città di Rimini.

Nel 2014 (ultimi dati disponibili), rispetto all’anno precedente, l’occupazione è aumentata del 4,3%, il fatturato del 2,3%, con una crescita diffusa, in quanto il 69% delle cooperative ha chiuso in utile. Ogni quattro occupati tre sono di genere femminile, i contratti a tempo indeterminato rappresentano l’83% del totale. Quasi il 70% delle entrate deriva da convenzioni con il Pubblico e da corrispettivi per le attività prestate.

I seminari di approfondimento sulle Linee guida hanno dunque lo scopo di fornire le indicazioni operative alle stazioni appaltanti per la corretta interpretazione ed attuazione della legge regionale e – al tempo stesso – raccogliere le sollecitazioni e le osservazioni da parte delle Amministrazioni e degli operatori economici, alla luce della difficile fase di applicazione del nuovo Codice dei contratti pubblici.

Le Linee guida sono coerenti con legislazione nazionale, in particolare con il nuovo Codice sugli appalti e con le linee guida nazionali dell’Anac, e hanno la peculiarità di soddisfare da un lato le esigenze dei Comuni, in qualità di stazioni appaltanti (l’Anci è stata tra i grandi promotori dell’iniziativa) fornendo loro uno strumento agevole e di facile lettura, dall’altro la cooperazione sociale, che mantiene un ruolo strategico nel rispetto delle normative all’insegna della trasparenza in materia di affidamento dei servizi.

Ma la novità più importante è quella relativa alla vera e propria rivoluzione che le Linee guida introducono. Per la prima volta, recependo le indicazioni nazionali e sovranazionali, si promuove un bilanciamento tra la dimensione sociale e quella della economicità. L’attenzione alle clausole sociali diventa un fattore integrante dei criteri di aggiudicazione della gara. È una rivoluzione copernicana, come ha anche rimarcato Cantone: di qui in avanti il principio dell'economicità, il rapporto costi/benefici, pure fondamentale, può essere temperato. Le Linee guida inoltre illustrano alcune novità sul piano dei rapporti tra pubblica amministrazione e cooperazione sociale e del metodo di lavoro, come la co-progettazione e la negoziazione, strumenti su cui come Regione continueremo a lavorare.  Insomma un altro obiettivo di mandato è stato raggiunto e ora non rimane che controllarne l’attuazione insieme alle stazioni appaltanti dei nostri comuni.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e Assessore al Welfare

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Pubblicato il 09/11/2016 — ultima modifica 09/11/2016
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