mercoledì 21.11.2018
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Cooperazione internazionale, solidarietà e impegno concreto

Lotta contro la povertà, ridistribuzione delle risorse, equità. Sono le parole chiave del nostro intervento per la cooperazione internazionale allo sviluppo che, attraverso il bando in scadenza il 3 di luglio, contribuisce ai progetti realizzati da Terzo settore, Ong ed enti locali nei paesi più poveri del mondo. Da oltre trent’anni migliaia di persone in questa regione mettono infatti il proprio impegno volontario in paesi devastati e poverissimi per garantire migliore condizioni di vita ai bambini e aiutarli nei settori dell’educazione e della salute, per sostenere lo sviluppo locale e quello rurale di comunità e villaggi distrutti dagli effetti dei cambiamenti climatici e delle guerre, per limitare la recrudescenza di epidemie come meningite e Aids.

E’ una solidarietà civile diffusa che non ha eguali in Italia e che è parte di un Dna emiliano romagnolo fatto di capacità di progettare, inventiva, impegno.  A questo spirito la Regione Emilia Romagna contribuisce concretamente da tempo. Quest’anno confermiamo questa scelta e, di più, rilanciamo. Credo infatti che lo sviluppo sostenibile di paesi in difficoltà, spesso vicinissimi a noi, non solo sia al centro dell’Agenda ONU 2030 - obiettivo dell’Europa e dell’Italia a cui regioni ed enti locali sono chiamati a fare la loro parte - ma sia anche centrale per il futuro delle città dell’Emilia Romagna collocate solidamente in una dimensione internazionale. In poche parole, credo che siamo volenti o nolenti sempre più interconnessi e che quello che succede a Tunisi, Addis Abeba o a Il Cairo ci riguarda sempre di più e sempre più da vicino.

Per questo il bando annuale per la cooperazione internazionale è una misura a cui teniamo particolarmente.  Ed è un aiuto davvero tangibile (quasi 1 milione di euro) che quest’anno non abbiamo solo confermato, ma innovato nelle forme e nei contenuti. Si tratta infatti del primo bando per la cooperazione allo sviluppo scritto sulla base del piano triennale per la cooperazione internazionale approvato a fine 2016, con cui la Regione ha fatto suoi  gli obiettivi dell’Agenda ONU 2020 e ha integrato i propri indirizzi politici con quelli nazionali ed europei,  modificando  aree geografiche di intervento e  priorità: cambiamenti climatici, nuovi conflitti e povertà e processi migratori  sono così entrati con forza tra le priorità della cooperazione.

In questi mesi abbiamo poi lavorato per coordinare nuovamente e tenere unito il mondo composito e fondamentale dell'associazionismo legato alla solidarietà internazionale fatto di cittadini, professionisti, volontari che si impegnano gratuitamente in tanti modi (pensiamo all’ospitalità offerta dai nostri territori ai bambini del Saharawi in arrivo in questi giorni in Emilia Romagna) attraverso le associazioni e le Ong e spesso con il contributo di tanti comuni. Abbiamo per questo rinnovato il Gruppo Consultivo, l’organismo che, insieme alla Consulta, collabora con la Regione nella definizione delle politiche in materia di cooperazione internazionale.  

In linea con l’Agenda Onu crediamo sempre di più in una governance multilivello, dove tutte  le istituzione pubbliche e private possono agire ad ogni livello per la pace e lo sviluppo globale. Si tratta di aumentare l’efficienza e l’impatto delle azioni che mettiamo in campo,  con una governance più coordinata e tenendo a mente quel bisogno di pace e di cooperazione internazionale –  richiamata pochi giorni fa anche dal Miur nelle tracce dell’esame di maturità -   con cui Aldo Moro si rivolse nel 1975 alla conferenza per la sicurezza in Europa : “Ci unisce, malgrado tutto, la nostra storia. Ci unisce un intento di pace al riparo di ogni minaccia alla sicurezza. Ci unisce il bisogno ed il desiderio di cooperazione”.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

 

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Pubblicato il 27/06/2018 — ultima modifica 27/06/2018
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