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Eliminare le barriere comunicative: un bell’esempio

Superare le barriere comunicative per facilitare l’inclusione e l’accoglienza. E’ un’idea che sosteniamo e un progetto innovativo quello che il Comune di Solarolo, insieme alle associazioni faentine promotrici del progetto “Autismo Faenza” e “Fare leggere tutti”, sta portando avanti per eliminare gli ostacoli nella comunicazione per chi ha bisogni più complessi.

L’obiettivo del progetto è trasformare la città e renderla più accessibile, eliminando non solo le barriere architettoniche ma anche quelle comunicative. Un obiettivo a portata di mano grazie alla “Comunicazione Alternativa e Aumentativa (CAA)”: tabelle personalizzate con immagini o simboli - a cui si associano parole o concetti da esprimere di frequente - permettono di semplificare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad utilizzare i più comuni canali di dialogo verbale. Studiata e usata in particolar modo da persone affette da disturbi dello spettro autistico, a Solarolo viene impiegata negli esercizi commerciali grazie a un progetto portato avanti con passione dalla giovane assessore del Comune di Solarolo, Martina Tarlazzi che abbiamo incontrato a Bologna alcuni mesi fa insieme alle persone con cui ha portato avanti il progetto.

“Città in CAA” – questo il nome del progetto - prevede la possibilità di dotare i luoghi urbani (negozi, scuole uffici pubblici, parrocchie) di tavole per la comunicazione accessibile, realizzate ad hoc per il contesto in cui si trova. Nel comune di Solarolo, tra i primi in Italia, l’adesione è stata quasi totale da parte dei commercianti: e non solo la gelateria, l’edicola e la farmacia, ma anche la scuola, la biblioteca e la parrocchia hanno accettato di esporre le tabelle personalizzate e di aderire alla formazione  proposta dalle associazioni e dal Comune. E’ stato poi creato stato anche un sito ad hoc ( http://www.cittaincaa.it/) mentre il progetto si sta allargando ai comuni limitrofi della Bassa Romagna e forse del bresciano.

“Faremo una tavola rotonda il 12 aprile con i commercianti che hanno aderito per verificare l’andamento del progetto ’ – ha commentato Martina raccontandoci gli ultimi sviluppi del progetto. ‘Per ora l’iniziativa è stata apprezzata anche dagli anziani e dagli stranieri: qui da noi c’è una comunità cinese molto numerosa. Sarebbe bello – ha concluso Martina - che altri comuni come il nostro partissero con la CAA. Certo, è molto più facile a livello di piccoli comuni, ma vorremo parlarne con Anci e siamo fiduciosi”.

Nella settimana in cui si è celebrata la giornata mondiale sull’autismo ho voluto raccontare dell’incontro con Martina e con le tante persone che hanno promosso e seguito il progetto “Città in CAA”. Come amministratore ho l’opportunità di conoscere e promuovere le buone idee che incontro. E le risposte concrete che i Comuni, spesso i più piccoli, sanno realizzare sono spesso anche le più innovative!

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

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Pubblicato il 04/04/2018 — ultima modifica 04/04/2018
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