martedì 19.06.2018
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Finalmente si parte con il “Dopo di noi”

Finalmente dalle parole passiamo ai fatti. Parte il “Dopo di Noi” della Regione Emilia Romagna, tramite il binario dei fondi assegnati ai distretti e il binario del bando regionale.

Sono oltre quattro milioni le persone con disabilità nel nostro paese; a loro e alle loro famiglie la legge 112/2016 cerca di dare risposte concrete. Un provvedimento lungimirante, che non guarda solo al presente, al qui ed ora, ma anche al futuro delle persone con disabilità, a quello che avverrà quando i genitori o altre persone vicine non saranno più in grado di prendersi cura di loro, al "Dopo di noi" appunto.

La tutela della persona disabile adulta, un fondo dedicato, il “progetto personale di vita” sono i tre pilastri su cui poggia la legge nazionale, che mette a disposizione oltre 180 milioni per il triennio 2016-2018, di cui circa 14 milioni per la nostra regione.

Di questi, 6,5 milioni sono stati assegnati con Delibera regionale (DGR 733/2017) ai Comuni emiliano-romagnoli per varare interventi importanti sia in campo educativo-assistenziale che sul terreno dell’abitare: percorsi di uscita dai nuclei familiari di origine o di deistituzionalizzazione, misure mirate ad accrescere la consapevolezza e l’autonomia nella gestione della vita quotidiana delle persone disabili, azioni a sostegno della domiciliarità in soluzioni abitative innovative, spazi o strutture a carattere familiare e domestico.

Nelle prossime settimane questo percorso verrà rafforzato con altri 2,8 milioni di euro destinati a un bando regionale ad hoc (rivolto a Enti locali, associazioni, fondazioni, famiglie e privati), destinato a finanziare interventi strutturali, ossia progetti tesi alla realizzazione di soluzioni alloggiative in ogni ambito provinciale con la previsione del coinvolgimento diretto delle associazioni dei disabili presenti sul territorio, della comunità locale, delle stesse persone con disabilità e dei loro familiari.

E’ un bene che le misure regionali vengano elaborate e perfezionate dal basso insieme alle associazioni, al volontariato e a tutti i soggetti che quotidianamente si occupano dei nostri cittadini disabili; imporre queste politiche dall’alto sarebbe controproducente oltre che presuntuoso.

I fondi regionali costituiscono dunque una buona partenza, una prima risposta, tangibile e concreta, a quel carico di angoscia e di isolamento che per troppo tempo le famiglie delle persone con disabilità hanno vissuto, a quei bisogni importanti che tanti nostri cittadini con sempre più forza ci esprimono. Sappiamo bene, dai tempi in cui la regione Emilia Romagna ha legiferato per prima in Italia in materia di caregiving,  quanto sia rilevante farsi carico e dare punti di riferimento a chi si occupa per tutta la vita della cura di persone non autosufficienti, giovani e anziani.

Come istituzioni non possiamo rinunciare al nostro ruolo e delegare tutto alle famiglie, permettere che le famiglie facciano al posto nostro. Proviamo insieme ad aggiungere un tassello nuovo e importante di servizi e assistenza pubblica in un sistema di welfare che vuole essere ritagliato prima di tutto sulle persone. 

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

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Pubblicato il 22/08/2017 — ultima modifica 22/08/2017
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