lunedì 18.12.2017
caricamento meteo
Sections

Il nuovo Piano Socio-Sanitario: i servizi alla persona per una politica sempre più giusta

Il nuovo Piano socio-sanitario diventa finalmente realtà. Approvato il 12 luglio scorso in Assemblea, dopo un lungo percorso che ha coinvolto oltre 500 soggetti, tra persone singole, enti e associazioni, si presenta oggi in un nuovo formato, più in linea con i documenti di matrice europea. Un documento di indirizzo generale snello e di agevole lettura, accompagnato da un corredo di schede operative, che entrano maggiormente nel dettaglio delle politiche e delle azioni che verranno realizzate. Un Piano per il prossimo triennio che consolida quanto di positivo da sempre contraddistingue la nostra regione, e al contempo ammoderna e innova le politiche regionali dopo le trasformazioni indotte dalla crisi economica del 2008-2013.

Ma cosa cambia effettivamente rispetto al passato (e al precedente Piano del 2008)?

In primis, il modello organizzativo interno, orientato sempre più verso una effettiva integrazione tra servizi e uffici pubblici. Se vogliamo offrire politiche integrate tra il sociale e il sanitario, anche le pubbliche amministrazioni devono imparare a lavorare in modo coordinato. La sfida è chiara: saranno veramente capaci gli uffici del sociale, del sanitario, e del lavoro di collaborare e di dare risposte univoche nel momento della presa in carico e negli interventi proposti? Sono in grado di agire realmente in forma trasversale e congiunta, superando la classica logica per compartimenti stagni che disorienta i cittadini e spezzetta le risposte ai bisogni? L’attuazione della legge regionale 14 del 2015 sull’inserimento socio-lavorativo delle persone fragili e la messa in opera delle politiche di contrasto alla povertà, così come si dice nel Piano, ci mettono fortemente alla prova su questo.

In secondo luogo, muta il modello organizzativo esterno, perché, mentre si ribadisce con forza una regia pubblica di pianificazione e controllo dell’operato dei distretti e della qualità dei servizi erogati, allo stesso tempo non possiamo non riconoscere il dinamismo delle nostre comunità e delle loro associazioni. Abbiamo bisogno delle nostre comunità, non tanto come semplici esecutrici di un mandato che la pubblica amministrazione fa cadere dall’alto, ma come parti attive nell’ascolto dei nuovi bisogni e nella proposta delle iniziative da sviluppare.

Infine cambiano e si rinnovano i contenuti degli interventi che la Regione mette in atto per fronteggiare i nuovi rischi sociali e le vere e proprie emergenze che si sono manifestate negli ultimi anni. Ci sono politiche che per la prima volta si toccano e si intersecano; penso alle politiche abitative e alle politiche sociali, sapendo che oggi più che mai la perdita della casa rischia di diventare il primo tassello di un percorso di marginalizzazione crescente, il primo elemento di vulnerabilità in un circolo vizioso da cui è sempre più difficile uscire.

Cosa non cambia invece? Non cambiano le risorse finanziarie; il quadro dei finanziamenti a favore dell’area socio-sanitaria non è mai diminuito negli anni, ma semmai si è consolidato e rafforzato anche grazie al recupero di fondi europei (come per la legge 14/2015) o al reperimento dei fondi contro la povertà estrema (dal bilancio nazionale e regionale). A dimostrazione che, oltre ai buoni propositi e alle parole profuse, a noi interessa ribadire l’assoluta centralità dei servizi alla persona. Sono convinta che quanto più si investe sul sociale, sulla prevenzione e il benessere delle persone in tutte le dimensioni della loro vita, tanto più si allontana il rischio di percorsi definitivi di sanitarizzazione e di ospedalizzazione. Il sociale previene il sanitario; questo è forse il messaggio più importante del nuovo Piano socio-sanitario per il triennio 2017-2019.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

Azioni sul documento
Pubblicato il 25/07/2017 — ultima modifica 25/07/2017
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it