lunedì 22.10.2018
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L’ascensore non è un lusso…

La mobilità e l'accessibilità delle categorie più deboli, anziani, persone con disabilità, sono obiettivi che qualsiasi comunità civile dovrebbe porsi. Come Giunta regionale ne abbiamo fatto una priorità di mandato, finanziando annualmente il “Fondo regionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche”, quasi 6 milioni nel triennio 2015-2017 per la realizzazione di interventi edilizi di adeguamento dei propri alloggi e di miglioramento delle condizioni abitative, e stanziando, quest’anno per la prima volta, un ulteriore aiuto concreto di 2 milioni di euro per l’installazione di ascensori e montascale.  

Parliamo di oltre 6.500 fabbricati gestiti da Acer, per un totale di 56.000 alloggi, costruiti in gran parte (il 40%) prima del 1969, quindi molto vecchi, con ambienti spesso caratterizzati dalla presenza di ostacoli architettonici e, soprattutto, completamente privi di ascensori. Anche perché le norme nazionali che impongono di dotare i condomini di ascensori risalgono al 1989 (legge n.13) e quindi dopo che molti condomini erano stati costruiti.

In questo senso i dati regionali non sono affatto positivi: su 87mila edifici con quattro o più piani, solo 27mila sono muniti di ascensore, mentre gli altri 60.465, quasi il 70%, ne sono sprovvisti (con picchi in alcune province come Forlì e Piacenza che toccano rispettivamente il 75% e l’80%).

Se poi affianchiamo a questo quadro il fatto che il 30% dei nuclei assegnatari dell’Erp è composto da persone con età superiore ai 65 anni, le quali più spesso soffrono di problemi motori, la sfida dell’accessibilità diviene ancora più stringente e l’ascensore ne è inevitabilmente il simbolo. La sua assenza nelle case a più piani pone evidenti limiti alla vita quotidiana delle persone, di fatto li costringe ad una segregazione non volontaria. Non uscire di casa o farlo solo raramente frena una normale vita di relazioni diventando immediatamente motivo di isolamento ed esclusione sociale. L’ascensore non può dunque essere percepito come un lusso o un privilegio per pochi, ma rappresenta sempre più un’opportunità per vivere dignitosamente e in maniera indipendente all’interno di una comunità.

Entro la prossima estate verrà pubblicato il bando che consentirà ai Comuni proprietari di alloggi di accedere al finanziamento regionale per le opere di adeguamento che, oltre all’installazione degli ascensori, potranno prevedere anche l’abbattimento di eventuali barriere all’accesso (dislivelli con gradini o rampe troppo ripide, corridoi e servizi troppo stretti, pavimentazioni scivolose…). Sulle case popolari abbiamo lavorato davvero tanto cercando di promuovere una migliore equità, una buona tenuta degli alloggi e un loro ammodernamento; oggi la nostra attenzione si rivolge a coloro che vivono dentro a questi edifici. Proprio queste persone, spesso anziani o bambini, hanno tutto il diritto di vivere bene e di poter uscire di casa quando e come vogliono.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

 

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Pubblicato il 08/06/2018 — ultima modifica 08/06/2018
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