mercoledì 17.10.2018
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L’investimento storico dello Stato sugli asili nido

Con l’approvazione dei decreti attuativi della legge di riforma della scuola (L. 107/2015) per la prima volta arrivano significative risorse statali per la prima infanzia, in particolare per gli asili nido. Se fino ad oggi infatti gli enti locali si sono fatti carico sotto ogni aspetto dei servizi per la fascia di età 0-3, con il nuovo decreto lo Stato riconosce che anche questi servizi rientrano a pieno titolo nel ciclo dell’istruzione 0-99 e decide di investire massicciamente per consolidare le strutture già avviate o per ampliare l’offerta formativa nelle regioni in cui gli asili sono ancora pochi.

Si tratta di una svolta molto importante; per la prima volta lo stato interviene nel settore della primissima infanzia colmando una lacuna storica che aveva di fatto eretto i comuni a veri e propri supplenti del governo nazionale.

I sindaci e gli amministratori lo sanno bene: sono stati anni di bilanci con il segno meno e di servizi educativi difesi a tutti i costi ma con grandi difficoltà. Oggi, con la creazione del primo Fondo nazionale, si punta a irrobustire gli asili esistenti e a potenziare la formazione del personale. Vengono quindi riconosciuti lo sforzo e la lungimiranza degli amministratori locali.

Nelle regioni dove i servizi educativi sono già fortemente sviluppati, come la nostra, le risorse statali, oltre 20 milioni dei 209 stanziati a livello nazionale, verranno utilizzate anche per contenere le rette a carico delle famiglie. E’ noto infatti come la spesa per l’asilo nido possa disincentivare le famiglie a utilizzare questo servizio optando per altre soluzioni; tramite il possibile abbattimento delle rette si potrà in qualche modo sollevare le famiglie da un sistema tariffario ancora gravoso e nello stesso tempo includere un numero maggiore di bambini e bambine nei progetti educativi proposti. Ancora, si potrà ampliare l’offerta di posti, soprattutto nei Comuni dove le liste di attesa non sono ancora esaurite, tramite un numero più ampio di convenzioni con i gestori o altre possibilità. I comuni decideranno liberamente sulle base delle loro esigenze specifiche.

Siamo dunque particolarmente soddisfatti di questo finanziamento “fuori dall’ordinario”, promesso dal governo e realizzato. Nel momento in cui stiamo lavorando in Regione alla prima Direttiva sull’accreditamento e la qualità dei servizi educativi, tutto concorre verso un unico obiettivo, quello di aumentare sempre di più la qualità complessiva dei servizi per la prima infanzia. Una congiuntura favorevole che cercheremo di sfruttare al meglio.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

 

 

 

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Pubblicato il 15/11/2017 — ultima modifica 15/11/2017
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