sabato 20.01.2018
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Ogni tanto bisogna cambiare: il nuovo sistema di agevolazioni sociali per i trasporti pubblici

Le agevolazioni per il trasporto pubblico locale, destinate a migliaia di persone e famiglie in particolari condizioni sociali, sono uno dei tratti caratterizzanti dell’impegno della Regione, che da tempo destina a questo obiettivo risorse pari a 1 milione di euro ogni anno. 

Di recente, abbiamo deciso di andare verso un nuovo sistema di tariffe scontate, rivedendo le categorie di beneficiari. Una scelta che ha suscitato clamore e che, anche per qualche difetto di comunicazione da parte nostra, ha creato un certo disorientamento tra i cittadini. E’ bene, dunque, fare chiarezza.

Una premessa tuttavia è necessaria. Le nuove agevolazioni che la Regione (e in particolare l’assessorato al Welfare) ha messo in campo prevedono benefici e sconti ulteriori rispetto a quelli già previsti dalle aziende di trasporto (sempre a carico di comuni e regione) per chi versa in condizioni di particolare e certificato disagio.

I ritocchi e i cambiamenti che sono stati decisi hanno una motivazione precisa: il profondo cambiamento demografico e sociale che in questi ultimi anni ha investito anche l’Emilia-Romagna.

Sappiamo bene che andiamo ad incidere su una categoria, quella degli anziani, particolarmente e giustamente sensibile su questi temi. Ma siamo la regione che, in Italia, detiene il record di invecchiamento demografico e il primato della presenza di ultraottantenni. Il cambiamento era dunque necessario e non più rinviabile.

E’ davvero un bene che la vita media si sia allungata e che i nostri anziani stiano sempre meglio; ma se avessimo tenuto ferma un’età cosi bassa per le agevolazioni sociali erogate dall’Assessorato al Welfare, e cioè a partire dai 58 anni di età per le donne e dai 60 anni per gli uomini, la crescita esponenziale di persone che avrebbero avuto diritto allo sconto avrebbe nel giro di pochissimi anni reso il sistema completamente insostenibile.

A chi dice che avremmo potuto mettere a disposizione maggiori risorse, la risposta è chiara: la priorità della Regione e dell’Assessorato, nel 2016, è investire in maniera decisa e importante nelle misure di contrasto alla povertà. Un intervento che alleggerirà anche i costi dei trasporti per il cittadino. Dunque, tutto si “tiene”, all’interno di una manovra che intende dare risposte forti a esigenze e bisogni imprescindibili per le persone e le famiglie: la casa, la crescita dei figli, la possibilità di sostenersi da soli. E’ questo l’obiettivo primario dell’intero bilancio regionale di quest’anno, con uno sforzo finanziario che non ha uguali da tempo: 75 milioni circa all’anno, tra fondi ministeriali e regionali.

Da qui la nostra scelta. Nell’impossibilità di aumentare anche il Fondo per la mobilità di determinate categorie sociali, abbiamo intrapreso una scelta di cambiamento e di aggiornamento.  Ecco, più in dettaglio, quello su cui puntiamo.

  • Dopo aver trasferito la gestione del Fondo regionale ai Comuni, abbiamo inserito per le diverse categorie di destinatari il parametro dell’Isee per monitorare con trasparenza ed equità il reddito, così come richiesto per tutti i servizi erogati da istituzioni pubbliche. E’ evidente che l’Isee, che considera anche il patrimonio, i conti correnti bancari, la composizione del nucleo familiare e le altre indennità ricevute dal settore pubblico può portare alla luce redditi più alti di quanto previsto. E può portare alcune categorie a uscire dalle agevolazioni al posto di altre che entrano perché ne hanno maggiore bisogno e diritto.
  • Abbiamo attualizzato le categorie che erano già incluse nel sistema di agevolazioni sociali per l’autobus. Si è ritenuto che l’età per definire “anziani” uomini e donne dovesse essere alzata rispetto agli ultimi decenni a fronte dell’allungamento della vita media. L’età per le donne è stata alzata, da 58 a 63 anni, per poi estenderla gradualmente sino ai 65 anni nei prossimi due anni;  e per gli uomini che hanno diritto al beneficio è stata elevata da 60 a 65, sempre al di sotto di una certa soglia di reddito (15mila euro Isee). Una donna di 58 anni, siamo sicuri che sia “anziana”?  Un uomo di 65 anni è davvero “vecchio”? Di questo io mi permetto di dubitare… Comprendiamo bene che una persona che si aspettava di godere di questa ulteriore agevolazione sulle tariffe dell’autobus possa rimanere sorpresa (e anche arrabbiata) nel venire a sapere, magari all’improvviso, che lo sconto non c’è più e occorre aspettare ancora 2-3 anni. Spetta a noi la responsabilità di promuovere un’informazione completa, corretta e diffusa.
  • Abbiamo poi inserito nuove categorie che presentano bisogni a cui ancora le istituzioni non hanno risposto, o hanno risposto poco. E così, le famiglie con almeno 4 figli (e reddito sotto ai 18mila euro Isee) sono entrate tra i beneficiari, per il semplice motivo che sino ad oggi non hanno mai goduto di particolari incentivi o vantaggi nell’ambito dei servizi pubblici, in un welfare italiano che storicamente ha garantito altre categorie rispetto ai nuclei familiari.

Queste sono state le nostre scelte, discusse con gli enti locali e condivise anche con le organizzazioni sindacali, che ringrazio molto per il grande contributo di discussione e collaborazione che hanno costantemente fornito. Si può essere d’accordo oppure no, ma la nostra priorità era quella di rendere il sistema delle agevolazioni che possiamo mettere a disposizione più giusto e bilanciato.

E’ chiaro che ogni cambiamento crea una fase d’incertezza. Per questo siamo disponibili, a fronte di elementi imprevedibili che ancora permangono, ad esempio sulle stime relative alle dichiarazioni Isee, ad apportare ritocchi e correzioni se sorgono criticità e disfunzioni. La verifica sarà costante e condivisa.

Ma una cosa vogliamo dirla con forza. Non rinunceremo mai e in nessun modo a leggere e analizzare i bisogni e le domande che mutano nel corso del tempo, a capire chi ha di più e chi di meno, con l’obiettivo, per quanto possibile, di includere e non di escludere, di tenere dentro e non di allontanare. Certo, qualcuno rimarrà insoddisfatto e qualcuno ci criticherà, e qualcuno potrà anche perderà benefici di cui in passato altri - a parità di caratteristiche - hanno potuto godere. Non è semplice tenere insieme equità e sostenibilità; in qualche modo noi ci stiamo provando.

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente ed Assessore al Welfare

 

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Pubblicato il 02/02/2015 — ultima modifica 21/06/2016
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