martedì 19.06.2018
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Politiche sociali, risorse raddoppiate e ora il “reddito di solidarietà”

Il 2016 sarà un anno di svolta per le politiche sociali. Per gli investimenti già previsti, per i progetti che la Regione e l’Assessorato stanno per mettere in campo. Abbiamo raddoppiato le risorse regionali a favore del welfare già entro il primo anno di mandato, che scade tra pochi giorni. E’ come aver creato un altro Assessorato accanto a quello che già c’era. Nessun taglio, dunque, come purtroppo vediamo in altre regioni, ma una direzione decisa verso il potenziamento e la qualificazione dei servizi.

Il bilancio della Regione, approvato di recente, contiene una nuova, importantissima sfida che vedrà l’Assessorato in prima fila: un impegno preciso e costante nella lotta alla povertà.

L’Emilia-Romagna presenta dati confortanti se confrontati al piano nazionale (3,3% di tasso di “povertà assoluta” contro il 6,6%), ma non possiamo e non intendiamo restare indifferenti di fronte agli oltre 65.000 nuclei familiari che vivono in condizioni di estrema difficoltà. Sono persone giovani, madri e padri sotto i 35 anni con bambini a carico, anziani a reddito bassissimo, famiglie numerose con tre e più figli.

Ebbene, la Regione, nel 2016, affiancherà ai fondi stanziati dal governo (circa 37 milioni per l’anno in corso) una cifra all’incirca di pari importo, per un intervento complessivo superiore ai 70 milioni.

Tali fondi contribuiranno a finanziare quello che abbiamo chiamato “reddito di solidarietà”. Tre saranno i punti chiave che lo contraddistingueranno: 1) l'aiuto finanziario sarà temporaneo e fortemente collegato a un patto tra diritti e doveri, ovvero a un percorso concreto di reinserimento attivo da parte dei beneficiari (tramite lavoro o formazione, progetti educativi per i minori, iniziative di inclusione per gli anziani, eccetera), pena la perdita del sussidio; 2) l'idea di mettere in tasca più reddito alle persone dovrà essere, indirettamente, la via principale per affrontare anche altre sfide oggi prioritarie per i Comuni (dal rischio di sfratto alle spese condominiali, dal pagamento delle rette per i nidi al trasporto sociale, eccetera); 3) il reddito di solidarietà sarà quindi controllato ed emendato anno dopo anno; se qualcosa non funziona si correggerà e si cambierà.

A breve, dunque, inizierà il confronto con gli enti locali, i sindacati e tutti i soggetti impegnati nel sociale per lavorare al ritaglio delle categorie di destinatari. Quello che si va ad introdurre è uno strumento nuovo di zecca del bilancio regionale, che prima non c'era e oggi semplicemente c'è. 

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente ed Assessore al Welfare

 

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Pubblicato il 02/02/2015 — ultima modifica 21/06/2016
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