lunedì 18.12.2017
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Una festa per la famiglia

Nei giorni scorsi ho partecipato alla festa del Centro per le Famiglie dell’Asp di Bologna. Una festa che corona pienamente il senso della campagna regionale di sensibilizzazione e promozione dell’affido e dell’accoglienza familiare denominata “A braccia aperte”, che ci ha visto in prima linea sin dall’insediamento di questa Giunta.

Perché? Perché siamo convinti del potere generativo e trasformazionale delle relazioni familiari: la famiglia accoglie, la famiglia offre cure e attenzioni, la famiglia dà sostegno, la famiglia concorre a modificare situazioni difficili, e in questo senso è un vero e proprio moltiplicatore di virtù e di benessere, in grado di far crescere, non solo i bambini, ma tutti i soggetti coinvolti.

E ancora siamo sostenitori di una cultura condivisa del fare famiglia: pensiamo a una genitorialità “sociale”, che va oltre la porta di casa, per aprirsi all’esterno, al buon vicinato, al mondo dell’associazionismo e del volontariato, alla comunità nella sua totalità, dove ognuno può contribuire a creare un ambiente più positivo, una rete stabile di relazioni allargate e significative.

Ci abbiamo creduto tanto da modificare persino la normativa regionale agendo sulla legge 14/2008 nelle sue parti relative all'affido familiare con l'inserimento proprio della famiglia, anche composta da persone singole, come prima struttura di accoglienza che possa prestarsi a ospitare i bambini in affidamento. Una legge, lo sappiamo, non modifica immediatamente i comportamenti ma può intervenire su quella dimensione culturale che fa da cornice al nostro agire. E in questo ambito si muove anche la formazione che sia Bologna sia la regione stanno promuovendo per incoraggiare le famiglie e non farle sentire sole.

La “top three” delle nostre province più "ospitali" è rappresentata da Reggio Emilia, Modena e Bologna che da sole nel 2015 hanno accolto 843 bambini su un totale di quasi 1.500 in regione: luoghi aperti con gente aperta, che non si tira indietro di fronte alle necessità. Progetti come questo, che dimostrano di funzionare, rappresentano vere e proprie “perle” del nostro territorio e ci aiutano a rendere le nostre città più belle, accoglienti e coese. Per questo vanno riconosciuti, valorizzati e riprodotti: l'innovazione nasce anche dall’emulazione... continuiamo così per il futuro dei nostri bambini. 

Elisabetta Gualmini

Vicepresidente e assessore al welfare

 

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Pubblicato il 03/10/2017 — ultima modifica 03/10/2017
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