Graziano Delrio
Presidente ANCI nazionale e sindaco Reggio Emilia
Tutti siamo convinti che la crescita economica sia un problema di tutti, siamo tutti preoccupati. Ma non siamo tutti preoccupati per il benessere sociale. Ci sono parti di società, categorie, che credono non sia un loro problema. Non assumono il tema come importante per loro. Praticano una sorta di sussidiarietà alla rovescia.
La spesa sociale è troppo poca, ma è soprattutto male organizzata. La spesa sociale è pari a 51 miliardi, ma il 90% sono trasferimenti monetari che hanno un effetto quasi nullo sull’inserimento sociale, sulla generazione di occupazione… Se non sono gestiti nel micro, non hanno nemmeno un effetto significativo. Se si trasformassero questi trasferimenti e si trasferissero agli Enti locali diventerebbero 300mila posti di lavoro in più. La spesa è poca e non efficiente. Perché la gestisce tutta lo Stato? Serve un municipalismo serio che ci porta fuori da uno Stato sabaudo. La spesa centrale è meno efficiente.
I nostri servizi sono forti. Devono fare un salto per valorizzare le reti sul territorio, le reti informali. Ci sono bisogni non espressi che fanno parte del malessere sociale vero che non intercettiamo, se non con le reti informali. Pubblico deve diventare sostenitore dell’impresa sociale, che non ha come primo obiettivo il profitto ma la creazione del lavoro.
Ma il Terzo settore deve essere capace di ripensare i propri servizi. L’impresa sociale aggrega la domanda se lavora col pubblico, non lo fa di per sé sempre e comunque. Per le aziende che fanno contrattazione secondaria, ragioniamo insieme che servizi si possono inserire: non rinunciamo a chiamare le imprese a una responsabilità collettiva.
