lunedì 22.01.2018
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Progetti in corso

Ufficio di Piano di Piacenza

  • GRUPPO DI INCONTRO E MUTUO AIUTO DI GENITORI AFFIDATARI

Ente promotore: Comune di Piacenza Centro per le famiglie

Ente attuatore: Associazione Dalla parte dei bambini onlus

Il progetto, attivo da molti anni prevede la conduzione di un gruppo di famiglie affidatarie (una dozzina) da parte di una psicologa e di una volontaria dell’Associazione dalla parte dei bambini nell’ambito di una convenzione annuale con il Comune di Piacenza. Le famiglie si incontrano con cadenza mensile ,trattano diversi argomenti e vengono anche utilizzate tecniche animative, mezzi audio visivi e metodologie di coinvolgimento attivo delle famiglie. È previsto contemporaneamente agli incontri un servizio di intrattenimento per i minori.

  • FAMIGLIA AFFIANCA FAMIGLIA

Ente promotore: Comune di Piacenza Centro per le Famiglie

Ente attuatore: Associazione Dalla parte dei bambini Onlus

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Scuole , parrocchie, volontariato

Il progetto iniziato nel marzo 2015 ha l’obiettivo di individuare famiglie e tutor disponibili a sperimentare un progetto di affiancamento familiare. Per l’anno in corso sono previste le seguenti attività :

1) Incontri con associazioni di volontariato, parrocchie e gruppi presenti sul territorio per presentazione e condivisione del progetto

2 contatti con alcune scuole primarie cittadine per distribuzione di un calendario di presentazione dell’affiancamento familiare, proposta di uno spettacolo teatrale specifico , di un laboratorio per bambini e di un incontro con le famiglie

Per l’anno prossimo si prevede la formazione delle famiglie disponibili e un corso di formazione per i tutor.

  • ATTIVITÀ DI SENSIBILIZZAZIONE IN TEMA DI AFFIDO NELLE SCUOLE PRIMARIE

Ente promotore: Comune di Piacenza Centro per le famiglie

Ente attuatore: Associazione Dalla parte dei bambini Onlus, Associazione Le valigie

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Scuole primarie

Il progetto, attivo da diversi anni nella città di Piacenza prevede interventi di sensibilizzazione all’interno delle classi seconde e terze delle scuole primarie piacentine, per sensibilizzare bambini ,genitori e insegnanti al tema dell’affido e dell’accoglienza familiare. Previo contatto e autorizzazione con i Dirigenti scolastici vengono svolti laboratori nelle classi in orario scolastico, con la presenza attiva delle insegnanti e viene realizzato uno spettacolo teatrale conclusivo sul tema. È previsto un incontro con i genitori, che assistono allo spettacolo e vengono informati delle caratteristiche dell’affido e dei servizi territoriali che se occupano.

  • PERCORSI DI FORMAZIONE ADULTI ACCOGLIENTI

Ente promotore: Provincia di Piacenza, Associazione Dalla parte dei bambini Onlus

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Comune di Piacenza

La Provincia di Piacenza ha attivato nel 2014 il percorso di formazione per aspiranti adulti accoglienti ,ai sensi della direttiva regionale 1904/2011 ,rivolto ad adulti impegnati nella gestione di comunità familiari , comunità case famiglie, comunità gestanti e per madri con bambino. Il corso è stato seguito da 25 persone provenienti sia dalla città di Piacenza e provincia, che da Parma, Modena e Ferrara.

  • PERCORSO DI FORMAZIONE PER ASPIRANTI MENTOR

Ente promotore: Provincia di Piacenza

Ente attuatore: Associazione Dalla parte dei bambini Onlus

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Comune di Piacenza

Alla fine dell’anno 2014 si è concluso il percorso di formazione /informazione per aspiranti MENTOR; ovvero aspiranti volontari che affiancheranno ragazzi collocati fuori dalla famiglia d’origine. Obiettivo del corso era formare adulti disposti ad accompagnare minori prossimi alla maggiore età ,collocati in comunità di accoglienza e per i quali è possibile prevedere un affiancamento temporaneo fino al raggiungimento di una autonomia economica e personale. Hanno partecipato 10 adulti.   

Ufficio di Piano di Distretto Levante

  • FAMIGLIA AFFIANCA FAMIGLIA 

Ente promotore: Suep e Associazione dalla parte dei bambini

Ente attuatore: Associazione dalla parte dei bambini, Servizio sociale di levante, Associazione genitori insieme (age)

Altri soggetti coinvolti nel progetto: comuni associazioni locali

Attività promozionali, informative e formative per la realizzazione di progetti di affiancamento famiglie a sostegno di situazioni famigliari con minori in condizioni di fragilità.

Ufficio di Piano di Langhirano

  • L.IN.F.A. LUOGO DI INCONTRO PER FAMIGLIE APERTE 

Ente promotore: Asp Azienda sociale sud est

Ente attuatore: Asp Azienda sociale sud est in collaborazione con Coop Connessioni

Altri soggetti coinvolti nel progetto: scuole, associazioni sportive, parrocchia.

Il progetto si pone l’obiettivo generale di accrescere il dialogo e l’ interrelazione tra le famiglie residenti sul territorio ed i servizi competenti. A partire dai bisogni rilevati si è dato vita ad un luogo fisico d’ incontro ed accoglienza, di tipo semi-residenziale, atto a facilitare lo svolgimento di attività finalizzate alla costruzione di nuovi percorsi di sostegno alla genitorialità ed ai minori. Il soddisfacimento dei bisogni rilevati rende altresì necessario un approccio pluridimensionale che si basa sulle seguenti azioni:

  1. Creazione di gruppi di sostegno alla genitorialità ed ai minori. I gruppi (gruppo mamme, gruppo adolescenti, gruppo separazioni conflittuali, gruppo sostegno alla genitorialità) consentono di migliorare la qualità del servizio attraverso la partecipazione attiva delle famiglie e la diversificazione del servizio offerto, in base alle necessità rilevate nell’utenza.
  2. Attivazione di laboratori tematici che consentiranno di sviluppare la creatività e la partecipazione attiva come prevenzione al disagio sociale.
  3. Attività di sensibilizzazione sul tema dell’affido, svolta attraverso il coinvolgimento di nuove famiglie accoglienti sostenuto e accompagnato dal confronto con altri genitori affidatari.
  4. Organizzazione di eventi formativi rivolti agli operatori e alla cittadinanza

Ufficio di Piano di Distretto Sud- Est

  • UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA

Il progetto proposto, della Fondazione Paideia, ha la finalità di sostenere famiglie che vivono un periodo di difficoltà nella gestione della quotidianità e nelle relazioni educative con i figli. Il progetto, innovativo, sposta la centralità dell'intervento dal bambino (tipico dell'affido) al nucleo familiare: una famiglia sostiene un'altra famiglia in temporanea difficoltà, coinvolgendo i componenti di entrambi i nuclei. L'affiancamento permette di instaurare un rapporto di reciprocità che sostiene senza dividere, con uno sguardo sulla famiglia, vista come risorsa, non come problema; é finalizzato ad aumentare l'interazione tra famiglie, enti e servizi, sia facilitando nelle famiglie una relazione di maggiore fiducia nei confronti delle realtà istituzionali, sia implementando la collaborazione pubblico-privato. Il progetto è coordinato da un'équipe tecnica che si occupa di tutte le fasi dello sviluppo, in partnership con realtà associative e gruppi familiari del territorio.

Ufficio di Piano di Parma 

  • UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA

Ente promotore: Comune di Parma

Ente attuatore: Comune di Parma

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Centro servizi volontariato, Fondazione Cariparma, Fondazione Paideia

Una famiglia per una famiglia è la sperimentazione di una nuova forma di sostegno fra famiglie: un nucleo familiare che vive un periodo di difficoltà viene affiancato da un altro nella gestione della vita quotidiana e nelle relazioni educative con i figli, per un periodo di tempo determinato. È un patto di solidarietà tra famiglie, basato sullo scambio, la relazione, la reciprocità. Coinvolge famiglie capaci di ascolto e attenzione, disponibili ad intraprendere un’esperienza di affiancamento, o che già aiutano nuclei famigliari in difficoltà, e che possono trovare nel progetto una preparazione mirata, un costante sostegno e tutoraggio, una rete di appoggio fatta da altre famiglie, Associazioni, e Comune di Parma insieme.

Ufficio di Piano di Reggio Emilia 

  • UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA

Ente promotore: Cooperativa Madre Teresa/Cooperativa Progetto Crescere

Ente attuatore: Area Sociale e Socio-sanitaria dell'Unione Terra di Mezzo

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Fondazione Onlus Paideia di Torino, Fondazione Manodori, Istituti comprensivi del territorio, Parrocchie, Famiglie risorsa, Associazioni sportive e di volontariato del territorio, Caritas, Regione Emilia Romagna

A una famiglia in difficoltà viene affiancata una famiglia “risorsa” in una relazione solidale e di prossimità: i membri della famiglia affiancante offrono le proprie specifiche competenze, determinate da età, professioni, inclinazioni differenti e questo permette di intervenire in situazioni di disagio non ancora conclamato, al fine di prevenire il deteriorarsi di una situazione che potrebbe portare anche all’allontanamento del bambino. Grazie ad uno sguardo diverso sul nucleo familiare, che sappia cogliere le risorse ancora presenti e rafforzarle, la centralità dell’intervento si sposta dal bambino alla famiglia. “Una famiglia a una famiglia” opera per rafforzare i legami e la relazione tra genitori e figli.

Ufficio di Piano Unione Tresinaro Secchia

  • GRUPPO DI SOSTEGNO PER FAMIGLIE AFFIDATARIE E ADULTI ACCOGLIENTI

Ente promotore: Unione dei Comuni della Val D’Enza

Ente attuatore : Servizio Sociale Integrato-Centro per le Famiglie e Servizio Famiglie e Infanzia

Incontri di sostegno mensili con il gruppo delle famiglie affidatarie per percorsi di formazione e di sostegno

  • GRUPPO DI SOSTEGNO PER GENITORI DI ADOLESCENTI CON PROGETTI DI AFFIDO -SOSTEGNO

Ente promotore: Servizio Sociale Integrato

Ente attuatore: Servizio Sociale Integrato - Centro per le Famiglie-Servizio Famiglia e Infanzia

Incontri mensili di supporto educativo e sostegno genitoriale per genitori con complessità e fragilità genitoriale

Ufficio di Piano Frignano

  • LABORATORIO AFFIDO

Ente promotore: Unione dei Comuni del Frignano

Ente attuatore: Unione dei Comuni del Frignano Azienda USL di Modena Distretto n.5

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Famiglie affidatarie del territorio

Incontri periodici di condivisione, programmazione e confronto sulle tematiche dell'affido

Ufficio di Piano Modena

  • UN BAMBINO PER AMICO

Ente promotore: Consulta per le politiche familiari, solidali e della coesione sociale

Ente attuatore: Centro per le famiglie del comune di Modena e Consulta per le politiche familiari, solidali e della coesione sociale

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Famiglie di Supporto, famiglie d'origine dei bambini, Servizi Sociali, Scuole di ogni ordine e grado, associazioni, AUSL NPI.

Il progetto nasce negli anni 90 dalla collaborazione tra la Consulta e il Centro per le Famiglie. Il fine era ed è quello di dare sostegno a famiglie che in un determinato momento della loro esistenza hanno bisogno di un supporto familiare che non possiedono. Il progetto è realizzato grazie alla disponibilità di Volontari che offrono una prestazione libera e gratuita a favore di famiglie in situazione di disagio medio-lieve. Questo fa si che il progetto si inserisca nell'area della prevenzione attraverso il metodo e le tecniche dello sviluppo di comunità. Diverse le finalità e gli obiettivi dell'intervento tra queste: sviluppo di reti sociali, integrazione delle famiglie nel territorio, prevenzione dell'isolamento sociale, diffusione di una cultura dell'accoglienza, promozione del benessere familiare. Gli interventi prevedono l'accoglienza e l'ospitalità in alcuni momenti della settimana, nel fine settimana, lo svolgimento dei compiti attività normalmente legate alla vita di un bambino. I Volontari possono contare sulla presenza dell'operatore del progetto che offre un'ampia disponibilità attraverso una facile reperibilità, momenti di verifica costanti, formazione e gruppi di confronto. La banca dati dei Volontari è in continua evoluzione perché le persone entrano ed escono dal progetto e, alle volte, intraprendono il percorso dell'affido familiare. Nel 2015 le famiglie accoglienti inserite nella banca dati sono state 160 mentre i progetti sono stati 170 in tutta la città. L'operatore del progetto cura la promozione del progetto stesso affinché la banca dati dei Volontari abbia sempre delle disponibilità e può sempre contare per il confronto dei casi sul lavoro d'equipe del Centro e della Consulta oltre al confronto con il Servizio Sociale.

Ufficio di Piano Unione Delle Terre D’argine 

  • UN BAMBINO PER AMICO

Ente promotore: Servizio sociale minori e famiglie dell’unione delle terre d’argine

Ente attuatore: Centro per le famiglie

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Servizio sociale territoriale Associazione Venite alla Festa Associazione Chernobyl

Il progetto 'Un bambino per amico sostiene le famiglie nella cura dei loro figli, quando le difficoltà della vita quotidiana incalzano e, allo stesso tempo, promuove e orienta la disponibilità di persone o famiglie volontarie nel prendersi cura di bambini e bambine in alcuni momenti della giornata o della settimana. Si rivolge sia ai genitori che sentono l'esigenza di un supporto per la gestione della propria vita familiare e ai bambini che possono usufruire di nuove opportunità di incontro e gioco, sia a singoli o famiglie che offrono il proprio aiuto per sostenere un bambino o una famiglia in difficoltà. Il Centro per le famiglie in collaborazione con le Associazioni Venite alla festa e Chernobyl svolge una azione di promozione raccogliendo le disponibilità di volontari per questi progetti di sostegno , propone un percorso di preparazione . Qualora, direttamente o attraverso il servizio sociale territoriale, il Centro per le famiglie raccoglie il bisogno di genitori di essere sostenuti in alcuni compiti di cura dei figli , provvede a verificare la disponibilità dei volontari.

Ufficio di Piano Unione dei Comuni del Distretto Ceramico

  •  FAMIGLIE IN CIRCOLO

Ente promotore: Unione dei Comuni del Distretto Ceramico

Ente attuatore: Unione dei Comuni del Distretto Ceramico

Altri soggetti coinvolti nel progetto: famiglie

Il progetto si rivolge a tutte quelle famiglie che, attraversando un periodo difficile, hanno bisogno di aiuto nella cura e nella gestione del quotidiano dei propri bambini. Le famiglie possono essere conosciute e seguite dal Servizio Tutela Minori dell’Unione dei Comuni e dai Servizi Sociali del territorio. Le famiglie che vivono situazioni di disagio e di solitudine possono quindi contare su altre famiglie che mettono il loro tempo a disposizione prestando aiuti di vario genere (aiuto al domicilio, trasporti verso e dal nido/scuola, aiuto nello svolgimento dei compiti, piccole incombenze relative alla spesa, al riordino e alla pulizia della casa).

Ufficio di Piano di Bologna

  • PROGRAMMA DI INTERVENTO PER LA PREVENZIONE DELL'ISTITUZIONALIZZAZIONE (P.I.P.P.I.)

Ente promotore: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Università degli Studi di Padova Regione Emilia Romagna

Ente attuatore:  Comune di Bologna e Città Metropolitana

Altri soggetti coinvolti nel progetto: ASP Città di Bologna: Centro per le Famiglie; AUSL: Consultorio Familiare, Neuropsichiatria Infantile; cooperative sociali: Open Group, Società Dolce; Associazione Margherita Onlus; famiglie e minori 

Il programma prevede un intervento intensivo e integrato a favore di nuclei familiari a medio grave rischio di allontanamento dei loro figli (home intensive care), attraverso il coinvolgimento attivo della famiglia nel processo di cambiamento che la riguarda. Il programma ha la finalità di sostenere e proteggere il legame tra genitori e figli, favorire una crescita positiva dei bambini e un maggior benessere per tutto il nucleo familiare all'interno del proprio contesto di vita. Uno dei dispositivi di intervento fondamentali del programma è l'affiancamento della famiglia di appoggio, secondo la logica del sostegno “da famiglia e famiglia”. La famiglia di appoggio può essere una famiglia, una coppia, un single; si rende disponibile a dedicare un po' del proprio tempo (qualche ora durante la settimana, uno o più pomeriggi, il fine settimana, in base alle propria organizzazione e alle proprie possibilità); diventa, per i bambini accolti, uno spazio di normalità  e familiarità, un punto di riferimento importante; li aiuta nello svolgimento dei compiti, li coinvolge nel tempo libero in attività ricreative, sportive, ludiche. Offre ai genitori un sostegno concreto, sia fattivo che emotivo, nella vita di tutti i giorni, è disponibile ad ascoltarli e a confrontarsi con loro; a creare delle occasioni conviviali di scambio; sa cogliere e rinforzare le risorse dei genitori e li sollecita nell’attenzione ai bisogni dei loro figli, supportandoli nella relazione e nella comunicazione con loro; media rispetto alla diversa cultura di appartenenza, li aiuta nella conoscenza di altre famiglie, li accompagna nell'individuare le risorse territoriali disponibili in funzione di specifici bisogni. Tale progetto di sostegno familiare è coordinato dal Centro per le famiglie in collaborazione con la cooperativa Open Group; le risorse accoglienti sono persone che hanno svolto il percorso di formazione dell'affido, volontari iscritti al registro cittadino del Volontariato familiare, famiglie di appoggio della rete di Open group, coppie che stanno svolgendo il percorso adottivo e che desiderano sperimentarsi nel contatto con bambini e genitori. Le famiglie di appoggio si incontrano periodicamente in un gruppo di confronto e sostegno che si svolge al Centro per le famiglie circa una volta al mese e si raccordano, per il progetto di affiancamento, con l'equipe territoriale che segue il nucleo. Il programma P.I.P.P.I. ha una durata di 18 mesi; prevede nel tempo la diminuzione graduale degli interventi specialistici a favore di genitori e figli, mentre parallelamente punta a creare intorno ai nuclei una rete sociale e relazionale stabile, relazioni di sostegno spontanee che li affianchino in modo più naturale. La famiglia di appoggio, la comunità del vicinato, dei compagni di scuola, della parrocchia, del centro sportivo, del parco giochi...possono diventare risorse fondamentali perché sono presenti aldilà dei Servizi e stanno accanto al nucleo nella quotidianità e lo possono sostenere nel tempo attraverso relazioni di reciprocità e di mutuo aiuto.

    • L'OSPITE È DESIDERATO: ACCOGLIENZA IN FAMIGLIA DI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI

Ente promotore: ASP Città di Bologna: Centro per le famiglie, Ufficio Minori non accompagnati - Comune di Bologna

Ente attuatore: ASP Città di Bologna: Centro per le famiglie, Ufficio Minori non accompagnati - Comune di Bologna: Ufficio Tutele e Protezioni.

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Autorità Giudiziaria, Comunità educative, mediatori culturali, famiglie e minori , Centro interculturale Zonarelli, Associazioni di cittadini stranieri.

L'Ufficio minori non accompagnati si occupa della presa in carico di tutti i minori sprovvisti di riferimenti parentali rinvenuti sul nostro territorio, secondo la normativa vigente. Per ognuno di loro predispone l'accoglienza e definisce progetti di integrazione, socializzazione, formazione, inserimento lavorativo, cura della documentazione, passaggio all’autonomia. La collaborazione con il Centro per le famiglie ha consentito di ampliare le opportunità di accoglienza per tali minori attraverso l'inserimento in famiglia, quando possibile. L'istruttoria delle risorse accoglienti viene svolta da un'equipe di lavoro che valuta l'idoneità delle risorse e la fattibilità dell'inserimento in famiglia. Il servizio monitora l'andamento dell'accoglienza attraverso colloqui periodici e visite domiciliari; sostiene il progetto di autonomia e regolarizzazione del minore, affiancando la famiglia in questo compito.

Ufficio di Piano del Distretto Pianura Ovest

  • FAMIGLIE ACCOGLIENTI – DISTRETTO DI CASALECCHIO DI RENO

Ente promotore: Ausl/Asc Insieme

Ente attuatore : A.A.A.

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Associazione Ci vuole un villaggio, Distretto di Casalecchio di Reno

Accoglienza e sostegno ai minori in difficoltà e alle loro famiglie attraverso esperienze part-time e/o di vacanza rivolti ai bambini; creazione e potenziamento di reti di famiglie accoglienti.

  • FAMIGLIE ACCOGLIENTI DI ZOLA PREDOSA

Ente promotore: Comune di Zola Predosa in convenzione con ASC Insieme

Ente attuatore: Associazione di volontariato Emiliani Onlus

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Servizio A.A.A.

Operare per il minore in difficoltà all’interno del contesto di vita creando una relazione di prossimità con la sua famiglia

Ufficio di Piano del Circondario Imolese

  • ADESSO PARLO IO

Ente promotore: Asp Circondario imolese

Ente attuatore: Fondazione Santa Caterina

Percorso di gruppo per minori in affido familiare che promuove il racconto, il confronto e la condivisione tra i membri del gruppo stesso cercando di partire dall’ascolto del minore, di approfondirne i vissuti e l’esperienza all’interno dell’affido analizzandone le problematicità e la ricerca attiva delle soluzioni.

Ufficio di Piano Distretto Ovest (Fe)  

  • AFFIANCAMENTO FAMILIARE “DARE UNA FAMIGLIA A UNA FAMIGLIA”

Ente promotore: Centro per le Famiglie del Comune di Ferrara

Ente attuatore: Centro per le Famiglie del Comune di Ferrara

Altri soggetti coinvolti nel progetto: ASP Ferrara - Servizio Sociale Minori, Fondazione PAIDEIA (Torino), Associazioni di Volontariato Familiare: Centro Donna Giustizia, SAV, CIRCI, DAMMI LA MANO  

Lo scopo degli interventi è quello di limitare il più possibile l’allontanamento dei bambini dal proprio nucleo di origine in un particolare momento di difficoltà. Si tratta quindi di un intervento preventivo che vuole dare un aiuto alle famiglie in difficoltà attraverso un nucleo familiare che offre un appoggio non per sostituire ma per aiutare a far crescere tutti e ciascuno in entrambe le famiglie. Diversamente da affido e adozione, l’affiancamento familiare non prevede ospitalità o accoglienza presso la propria abitazione, ma consente comunque interventi di sostegno importanti sul piano preventivo. Ogni componente della famiglia affiancante diventa soggetto attivo e solidale e apporta il proprio aiuto alla famiglia in difficoltà, in relazione al ruolo che ricopre, al genere e all’età. Ogni affiancamento ha generalmente la durata di un anno e l’impegno settimanale richiesto alle famiglie disposte ad aiutare varia in base alle caratteristiche delle due famiglie e agli obiettivi specifici che si pone il progetto. Sono previsti, nel corso dell’anno, degli incontri di auto-aiuto e di confronto con le famiglie che intendono offrire un po’ del loro tempo a bambini e ad altre famiglie in temporanea difficoltà. All’interno delle attività del Centro per le Famiglie vengono inoltre proposti momento di confronto specifici dedicati anche ai genitori delle famiglie affiancate. Negli interventi di affiancamento familiare un ruolo centrale è rivestito dal tutor, che accompagna le famiglie durante tutto il progetto e svolge un ruolo di mediazione nelle relazioni tra le due famiglie. Facilitatore comunicativo, mediatore dei conflitti, riequilibratore emotivo, il tutor interviene laddove insorgono difficoltà e incomprensioni.  È chiamato a leggere i problemi dei diversi soggetti coinvolti, a riformularli, aiutando questi ultimi a trovare soluzioni autonome, senza mai sostituirsi a loro nel processo decisionale. Anche per i tutors sono previsti momenti di confronto e formazione. Gli affiancamenti familiari sono partiti a Ferrara nel gennaio 2009 e nel corso di sei anni (fino cioè a dicembre 2014) sono stati 47 gli affiancamenti realizzati sul territorio ferrarese, cui si aggiungono altri 5 interventi di sostegno familiare attraverso l’affiancamento familiare avviati nel corso del primo semestre 2015.

  • VOLONTARIATO ACCOGLIENTE

Ente promotore: Associazione Agire sociale Centro servizi per il volontariato

Ente attuatore: Associazione Agire sociale Centro servizi per il volontariato

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Centro Donna Giustizia, Comitato Alba Nuova, Dammi la mano, Famiglie Numerose, Famiglie per l’accoglienza, SAV – Servizio Accoglienza alla Vita, Viale K; In collaborazione con Asp Settore minori e Centro per le famiglie del Comune di Ferrara

Il progetto prende spunto dalla necessità di offrire sostegno e accompagnamento a famiglie fragili, in presenza di gravi difficoltà nel mantenere un lavoro senza un adeguato appoggio o una rete familiare o territoriale, in particolare nell’accudimento e cura dei minori. In genere, attraverso un progetto di volontariato specifico, è concordata la presenza di uno o più volontari in alcuni momenti della settimana o nell’arco dell’anno per la cura, l’accompagnamento in orari o periodi in cui i servizi pubblici non sono disponibili e vi è per la mamma la necessità di lavorare.  È prevista l’attivazione di attività di aiuto-compiti per piccoli gruppi di alunni con problemi di recupero scolastico, presso strutture o enti del territorio (Parrocchie, centri sociali, centri polivalenti) o presso l’abitazione di volontari. Le situazioni di disagio sociale ed economico che colpiscono molte famiglie con bambini spesso si incrociano con la mancanza di reti amicali e parentali e c’è bisogno di un aiuto. Si tratta di famiglie numerose o di famiglie costituite da un solo genitore, che molte volte è una mamma ma anche di nuclei familiari dove il capofamiglia ha un lavoro precario o è disoccupato. Vi sono circostanze a rischio che, se non vengono aiutate, possono necessitare di interventi più complessi ma anche semplici situazioni difficili (ad esempio non riuscire ad andare a prendere il bambino dall’asilo durante un periodo di stage). Con i volontari accoglienti molti genitori riescono ad affrontare turni di lavoro in orari non coperti da asili e scuole pubbliche e a beneficiare per i propri figli di un aiuto compiti per la scuola o a farli partecipare ai campi estivi. L’aiuto richiesto può essere anche di poche ore alla settimana per un periodo limitato. Il percorso nel volontariato accogliente vede un primo momento di ascolto attivo e di accoglienza dei genitori da parte dei volontari esperti. Le richieste di aiuto sono raccolte dai volontari presso associazioni o per conoscenza diretta delle famiglie, altre volte provengono da Enti e Servizi pubblici. Ogni nuovo volontario viene accompagnato nell’esperienza di aiuto familiare da un volontario esperto a cui può fare riferimento in caso di difficoltà.

Ufficio di Piano dell'Unione dei Comuni Della Bassa Romagna 

  • MAMMA AIUTA MAMMA

Ente promotore: Unione dei comuni della Bassa Romagna

Ente attuatore: Unione dei comuni

Altri soggetti coinvolti nel progetto: San Vincenzo, Famiglie per l'accoglienza, Caritas e altre associazioni del territorio 

Una mamma competente offre il suo supporto e la disponibilità della sua casa e del suo tempo per sperimentare le risorse e abilità di una mamma fragile per potenziarne le capacità pratiche e le autonomie. Il progetto ha una durata definita e viene attivato e monitorato in integrazione tra l'assistente sociale responsabile del caso, la mamma accogliente e le associazioni di volontariato.

  • RETI DI FAMIGLIE, MUTUO AIUTO E PROGETTI DI ACCOGLIENZA E AFFIDO

Ente promotore: Unione dei comuni della Bassa Romagna

Ente attuatore: Unione dei comuni della Bassa Romagna 

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Associazioni del territorio, Centro per le famiglie Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Servizi educativi, Biblioteche e contesti aggregativi del territorio 

Progetto complessivo elaborato nell'ambito del percorso partecipativo labassaromagna 2020 che prevede, attraverso l'attivazione di una rete di famiglie, la realizzazione di iniziative di promozione dell'affido e dell'accoglienza a partire dalle famiglie dei bambini che frequentano i servizi 0-3 del territorio, le biblioteche (iniziative pubbliche), i centri aggregativi, ecc. Sono stati anche realizzati incontri tra famiglie interessate ad intraprendere esperienze di affido, affiancamento e accoglienza e famiglie che già hanno accolto minori. All'interno del progetto sono stati promossi affiancamenti e accoglienze part time.

Ufficio di Piano di Ravenna

  • PROGETTO ACCOGLIENZA FAMILIARE

Ente promotore: Azienda Servizi alla Persona Ravenna Cervia e Russi

Ente attuatore: Azienda Servizi alla Persona Ravenna Cervia e Russi  

Si tratta di un progetto che ha l'obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza ai temi dell'accoglienza/sostegno familiare e reperire risorse al fine di affiancare e supportare le capacità genitoriali, in modo innovativo e partecipato, dei ” genitori fragili” per evitare e contenere l’allontanamento del minore dal nucleo familiare d’origine.

Ufficio di Piano di Faenza 

  • SOSTEGNO FAMILIARE

Ente promotore: Servizi sociali associati

Ente attuatore: Centro per le famiglie

Sensibilizzazione, promozione e reperimento di famiglie per attivare forme diversificate di accoglienza al fine di sostenere le capacità genitoriali. Tali modalità di accoglienza familiare (per alcune ore la settimana, al giorno, nel fine settimana, accompagnamenti) permettono di costruire “una rete familiare” lì dove non c'è o è fragile e costituiscono una forma preventiva a situazioni che potrebbero evolvere negativamente.

Ufficio di Piano Cesena Valle Savio 

  • PROGETTO FAMIGLIE: VULNERABILITÀ, RESILIENZA, PROSSIMITÀ

Ente Promotore: Unione dei Comuni Valle Savio

Ente attuatore: Asp  Cesena Valle Savio

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Università di Ferrara  

Il progetto “Famiglie: vulnerabilità-resilienza-prossimità” è attivo dall’ottobre 2012 con il Comune di Cesena - Area Minori e Famiglia in co-costruzione e condivisione con A.S.P. del Distretto Cesena Valle Savio e la collaborazione per la supervisione della Prof.ssa Bastianoni dell’Università di Ferrara. Obiettivi del progetto:

-        Supportare i genitori nel loro ruolo parentale e nelle loro responsabilità.

-        Migliorare il funzionamento psicosociale e cognitivo dei bambini all’interno dei diversi contesti di vita.

-        Aumentare/attivare la capacità/risorse delle famiglie nel fronteggiare aspetti di crisi.

-        Rafforzare i processi protettivi, rendendo le famiglie più competenti.  

Sotto il profilo metodologico è stato centrale il setting di formazione/supervisione integrata, stabile e continuativa che ha consentito al gruppo educativo, al gruppo delle assistenti sociali e al gruppo dei volontari di avere accesso stabilmente ad uno “spazio” dove poter essere ascoltati, accolti e dove poter ricevere sostegno professionale e condivisione. Il progetto vede il coinvolgimento di 3educatori + 22 volontari + 11 AS area minori famiglie + 2 tirocinanti per la documentazione +2 responsabili (Area Minori e Famiglia-Ente Locale + Responsabile Area famiglia –ASP)Dal 2012 sono 21 le famiglie seguite di cui 42 adulti e 33 bambini. Attualmente delle 21 famiglie seguite, solo 1 famiglia composta da madre +4 bambini sono stati inseriti in Comunità madre-bambino.

Ufficio di Piano di Forlì

  • FORME DI AFFIDAMENTO E ACCOGLIENZA PER BAMBINI E FAMIGLIE: FAMIGLIE DI APPOGGIO, FAMIGLIE TUTOR, RETI DI FAMIGLIE

Ente promotore: Comune di Forlì Servizio Politiche di Welfare

Ente attuatore: Comune di Forlì Servizio Politiche di Welfare, in convenzione con Organizzazioni del Terzo Settore

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Centro Famiglie del Comune di Forlì, Cooperativa Paolo Babini, Associazione Papa Giovanni XXIII, Domus Coop, Centro di aiuto alla Vita di Forlì.  

Il sostegno familiare si realizza attraverso varie forme di affiancamento al minore e alla sua famiglia, definite con il consenso della famiglia stessa. Si attiva in situazioni che non presentano gravi carenze genitoriali, tant’è che non è prevista la separazione del minore dalla sua famiglia. L’obiettivo prioritario è il sostegno alla genitorialità. Rappresenta una forma di solidarietà tra famiglie, che non rientra nella categoria dell’affidamento familiare, anche se indubbiamente è culturalmente ed operativamente ad esso connesso, che ha come finalità fondamentale quella di sostenere un nucleo familiare in difficoltà e di prevenire il possibile allontanamento del minore dalla propria famiglia.  È possibile prevedere alcune forme di sostegno anche all’interno di un regime di affido ai Servizi Sociali da parte del Tribunale per i Minorenni, sempre che questo preveda la permanenza del minore presso la propria famiglia; anche in questo caso l’intervento è caratterizzato dalla consensualità da parte della famiglia. Le Famiglie di sostegno possono essere coppie sposate o conviventi, con o senza figli, e anche persone singole. Non esiste un limite d’età. Le persone interessate segnalano la propria disponibilità al Centro Affidi e successivamente intraprendono un percorso di conoscenza, formazione, approfondimento personale che si conclude di norma entro alcuni mesi. La famiglia tutor rappresenta un supporto con funzioni di tutoraggio in affiancamento a più nuclei familiari che presentano particolare vulnerabilità, complessità e multi problematicità. L’intervento è orientato al recupero delle autonomie personali e sociali. Non si tratta di un sostegno nella cura dei figli, ma di una forma di affiancamento che accompagna nella gestione delle relazioni sociali e nei percorsi di autonomia i genitori o le persone che presentano particolari fragilità e difficoltà. La famiglie tutor è attivata con un progetto del Servizio Sociale, richiede il consenso del soggetto/i in situazione di vulnerabilità e la condivisione degli obiettivi. I compiti della famiglia tutor sono :- garantire l’affiancamento dei nuclei accolti in abitazioni comunali o assegnatari di abitazione, nei diversi interventi progettati dall’assistente sociale; realizzare momenti di incontro periodici con i nuclei familiari; mantenere i rapporti con il servizio sociale; partecipare a occasioni di formazione organizzate sia dal Comune che in collaborazione con le Organizzazioni del Terzo Settore. Le famiglie tutor sono individuate a seguito del percorso di formazione e valutazione dall’équipe del Centro Affidi e inseriti nella banca dati del Centro. In collaborazione con le Organizzazioni del Terzo Settore sono attive reti di famiglie affidatarie che svolgono attività di sostegno ai minori inseriti in comunità e che hanno momenti periodici di confronto sia di gruppo che individuali con la supervisione di operatori qualificati afferenti alle organizzazioni del terzo settore.

Ufficio di Piano del Distretto Rubicone 

  • GRUPPO DI AUTO MUTUO AIUTO PER FAMIGLIE AFFIDATARIE CONDOTTO DA ESPERTI “GRUPPO FLIPPER”

Ente promotore: Servizio area tutela e Centro per le famiglie

Ente attuatore: Centro per le famiglie del Distretto Rubicone e Mare

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Provincia (FC) 

È un progetto in continuità (ormai è attivo da otto anni) due operatori del centro per le famiglie (psicologi) conducono il gruppo che si incontra una volta al mese presso il Centro per le famiglie. Il gruppo tratta argomenti inerenti alle tematiche dell'affido, l'obiettivo è quello di condividere con le altre famiglie i problemi quotidiani legati all'affido; rafforzare e riconoscere le proprie risorse e imparare ad accogliere i propri limiti; scoprire l'importanza del dare e ricevere nella condivisione delle esperienze. 

  • GRUPPI DI PAROLE , GRUPPI DI MINORI IN AFFIDO FAMILIARE

Ente promotore: Servizio Tutela e Centro famiglie

Ente attuatore: Centro per le famiglie

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Provincia (FC) 

Il gruppo di parole dei minori in affido è condotto da due operatori del centro per le famiglie (un educatore e un pedagogista) . I minori si ritrovano una volta al mese (come le loro famiglie affidatarie) . Si lavora con il “gruppo” principalmente sul senso della reciprocità in quanto non è possibile chiarire il proprio sé senza intersecarlo con le storie degli altri. La reciprocità in questo caso specifico si può attivare sulle storie del gruppo e sulle storie familiari. Per la realizzazione di questo obiettivo intermedio ci sembra importante costruire un contesto che permetta di giocare, di immaginare, di pensare, percepire e dare alloggio e grande importanza all'elaborazione delle emozioni; si implementa il senso di sicurezza in relazione al proprio sé ed al contesto sociale: attraverso il metodo del gioco, della narrazione ed anche della espressione “artistica” si riconoscono i saperi nascosti. In questo contesto pensato per il “gruppo” potranno emergere ragazzi/bambini in grado di considerarsi competenti, in grado di collegare i fili della propria storia percependone il senso fino a diventare soggetti attivi nel contesto sociale/scolastico.

Ufficio di Piano di Rimini Nord

  • UNA FAMIGLIA PER CRESCERE

Ente promotore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Ente attuatore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Associazioni

Il progetto è nato nel 1998 dalla necessità di riflettere su quanto già realizzato, sulle difficoltà riscontrate e i problemi aperti, per arrivare a riformulare protocolli e procedure operative dei Servizi e a ridefinire le modalità di informazione e di coinvolgimento dei cittadini sull'argomento Affido Familiare. A questo scopo si prevedeva l'organizzazione di un servizio per l' Affido Familiare (Gruppo Affido), centralizzato a livello aziendale che servisse il territorio dei due Distretti di Rimini e Riccione dell'Azienda U.S.L. Questo gruppo di operatori costituiva l'equipe centrale di riferimento per tutti gli operatori del settore i quali gestivano a livello territoriale le situazioni di affido, avvalendosi per il reperimento delle famiglie e l'abbinamento con i minori della Banca Dati centralizzata. Il progetto si proponeva il raggiungimento dei seguenti obiettivi:1) Formulazione di un Regolamento interno all'Azienda per l'Affido Familiare.2) Individuazione e istituzione delle Procedure Tecniche e Amministrative interne all'Azienda.3) Definizione di una Campagna di promozione e sensibilizzazione all'Affido Familiare.4) Istituzione di un Coordinamento con Associazioni o altri gruppi organizzati già operanti.5) Attivazione di Gruppi di formazione/informazione delle famiglie.6) Istituzione di una Banca Dati e Anagrafe delle Famiglie fruibile a livello Aziendale.

    • SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DI ORIGINE IN DIFFICOLTÀ

Ente promotore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Ente attuatore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Associazioni

Il sostegno è una forma di accoglienza/accompagnamento, a carattere preventivo, centrata sulle esigenze del minore e della sua famiglia. Lo sguardo preventivo permette di cogliere non solo i limiti ma anche le risorse presenti all’interno dei nuclei familiari per sostenerle e rafforzare i legami e la relazione tra genitori e figli. Tale progetto si attiva, infatti, in situazioni di vulnerabilità/fragilità che necessitano di un sostegno alla funzione genitoriale in un’ottica di prevenzione ma che non presentano gravi carenze genitoriali. Si realizza in un regime di consensualità tra le parti: Servizio, famiglia d’origine e famiglia di sostegno.

    • A SOSTEGNO DELL’AFFIDO

Ente promotore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Ente attuatore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Associazioni

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Azienda USL della Romagna - Rimini; Provincia di Rimini; Centro per le Famiglie del Comune di Rimini; Centro per le Famiglie Unione Comuni della Valmarecchia; Associazioni che operano sul territorio rispetto alla tematica dell’affido familiare (Associazione Famiglie per l’Accoglienza e Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII).

Il progetto viene realizzato in collaborazione con il Gruppo Affido dell’Azienda USL della Romagna e con le Associazioni territoriali che si occupano di affido familiare. Vengono realizzate attività rivolte alla cittadinanza, finalizzate alla cultura dell’accoglienza e attività rivolte direttamente alle famiglie accoglienti, di formazione e sensibilizzazione di gruppi familiari e di auto-mutuo aiuto per famiglie affidatarie. Gli incontri sono svolti all’interno dei Centri per le famiglie del Distretto socio-sanitario di Rimini Nord.  

Ufficio di Piano di Riccione Distretto Sud

  • UNA FAMIGLIA PER CRESCERE

Ente promotore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Ente attuatore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Associazioni

Il progetto è nato nel 1998 dalla necessità di riflettere su quanto già realizzato, sulle difficoltà riscontrate e i problemi aperti, per arrivare a riformulare protocolli e procedure operative dei Servizi e a ridefinire le modalità di informazione e di coinvolgimento dei cittadini sull'argomento Affido Familiare. A questo scopo si prevedeva l'organizzazione di un servizio per l' Affido Familiare (Gruppo Affido), centralizzato a livello aziendale che servisse il territorio dei due Distretti di Rimini e Riccione dell'Azienda U.S.L. Questo gruppo di operatori costituiva l'equipe centrale di riferimento per tutti gli operatori del settore i quali gestivano a livello territoriale le situazioni di affido, avvalendosi per il reperimento delle famiglie e l'abbinamento con i minori della Banca Dati centralizzata.  Il progetto si propone il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

1) Formulazione di un Regolamento interno all'Azienda per l'Affido Familiare.

2) Individuazione e istituzione delle Procedure Tecniche e Amministrative interne all'Azienda.

3) Definizione di una Campagna di promozione e sensibilizzazione all'Affido Familiare.

4) Istituzione di un Coordinamento con Associazioni o altri gruppi organizzati già operanti.

5) Attivazione di Gruppi di formazione/informazione delle famiglie.

6) Istituzione di una Banca Dati e Anagrafe delle Famiglie fruibile a livello Aziendale. 

  • SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DI ORIGINE IN DIFFICOLTÀ

Ente promotore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Ente attuatore: Azienda usl della Romagna-Rimini

Altri soggetti coinvolti nel progetto: Associazioni

Il sostegno è una forma di accoglienza/accompagnamento, a carattere preventivo, centrata sulle esigenze del minore e della sua famiglia. Lo sguardo preventivo permette di cogliere non solo i limiti ma anche le risorse presenti all’interno dei nuclei familiari (target) per sostenerle e rafforzare i legami e la relazione tra genitori e figli. Tale progetto si attiva, infatti, in situazioni di vulnerabilità/fragilità che necessitano di un sostegno alla funzione genitoriale in un’ottica di prevenzione ma che non presentano gravi carenze genitoriali. Si realizza in un regime di consensualità tra le parti: Servizio, famiglia d’origine e famiglia di sostegno.

 

 

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Pubblicato il 04/11/2015 — ultima modifica 05/11/2015
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