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Povertà

Lettura dei Piani Attuativi Annuali 2011

Dati principali emersi dal monitoraggio dei PAA 2011 con grafici esplicativi

L’analisi e la comparazione dei dati che sono emersi dalla lettura delle schede progetto hanno permesso di produrre un elaborato sulle tematiche sociali dal territorio, sulle diverse modalità messe in campo dagli enti per affrontarle e su alcune peculiarità emerse dal persistere della crisi economica. 

Sul piano metodologico è sembrato opportuno un paragone con i macrodati dell’anno precedente (PAA 2010) per vedere le eventuali differenze nell’affrontare le molteplici problematiche sociali emerse sul territorio  regionale .

 

Sono state elaborate complessivamente 164 schede a fronte delle 199 pervenute l’anno precedente (circa il 18% in meno) ed il totale degli “interventi” risultano 239 a fronte dei 323  dell’anno precedente (circa il 24% in meno).

Un approfondimento delle variazioni progettuali per distretti mostra interessanti differenze territoriali. Nel documento allegato che si può scaricare sono illustrate le differenze numeriche degli interventi presentati dai distretti raggruppati per province.

Di fronte ad una diminuzione media del 24% del numero degli interventi  presentati complessivamente dal territorio , vi sono dei massimi che superano il 50% (distretti della provincia di Parma e Rimini) ed altri con spostamenti minimi (distretti di Bologna, Ferrara e Piacenza).

 

Sul totale di n.164 schede solo una parte ha indicato come settore unico d’intervento la Povertà e l’esclusione sociale, mentre la maggior parte ha indicato target multipli che rivelano una chiara trasversalità che investe:

- immigrati stranieri n.30, (nei PAA 2010 erano n. 49 schede);

- responsabilità familiari n.23, (nei PAA 2010 erano 34 schede);

- salute mentale e dipendenze n.53, (nei PAA 2010 erano 64 schede);

- disabili n.19, (nei PAA 2010 erano 23 schede);

- giovani n.13, (nei PAA 2010 erano 20 schede);

- ed in minor numero anziani e infanzia ed adolescenza.

Da notare che, se in numeri assoluti, i target trasversali sono inferiori a quelli indicati l’anno precedente, la percentuale è comunque rilevante poiché il totale delle schede pervenute è inferiore del 18%.

 

Anche l’analisi dei “destinatari” conferma la trasversalità degli interventi ed un relativo superamento delle categorie assistenziali.

Tra i destinatari degli interventi spiccano gli adulti in difficoltà indicati in 138 schede seguiti dalle famiglie in difficoltà su 78 schede; poi 17 casi in cui è indicato “altro”, sono destinatari non previsti esplicitamente nella scheda di rilevazione del data base.  Si rilevano anche gli altri destinatari indicati nella scheda: ex-detenuti, stranieri, minori, solo donne, operatori, nomadi ma con una frequenza non significativa.

 

L’esame delle  tre azioni indicate nella scheda di rilevazione dal territorio, individuate nella “DGR 2288/2010 – Programma annuale 2010: ripartizione risorse e individuazione azioni per il perseguimento degli obiettivi di cui alla deliberazione dell’A.L. n..26 del 23.11.2010-” pone il problema di un eventuale aggiornamento della gamma delle classificazioni proposte. Si rileva che accanto alle tre azioni prefissate dalla scheda, una quarta tipologia assume significatività: l’azione “altro”.

Le azioni indicate nelle schede sono: 

-          “sperimentazione misure economiche” n.49 schede;

-           “individuazione punto d’accesso” n. 59 schede;

-         “inserimento/reinserimento sociale” n. 40 schede.

-         “altro” n. 44,  indicata da sola o abbinata ad una delle tre azioni prefissate;

 

            Dall’analisi delle tipologie degli interventi confrontate con quelle presentate lo scorso anno si evince che:

a) la tipologia sperimentazione di misure economiche rappresenta circa il 32% delle azioni, in aumento rispetto al 29% dell’anno precedente;

b) l’accoglienza abitativa rappresenta circa il 14%, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente 15,79%

c) gli interventi per la fornitura di beni di prima necessità è di circa il 18,4%, in aumento di circa 1 punto percentuale;

d) nell’ambito della fornitura di beni di prima necessità abbiamo la presenza di 13 progetti per il recupero e la distribuzione di beni alimentari;

e) le politiche per l’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo rappresenta circa il 22,60% dei progetti, in calo rispetto al quasi 24% dell’anno precedente;

f) gli interventi per l’informazione, la formazione, lo sviluppo della rete, ecc. rappresentano il 12%, in diminuzione rispetto al 14% circa dello scorso anno.

 

Quasi il 60% della spesa è per gli interventi di natura economica variamente declinata (contributi economici a vario titolo erogati, pagamenti diretti di utenze e servizi, ecc.); il resto della spesa programmata si suddivide tra le altre tipologie d’intervento.

 

Per quanto riguarda la responsabilità ed il coordinamento dei progetti i Comuni sono i protagonisti assoluti nelle loro varie forme di rappresentanza: Comuni partner, Comuni capofila, Unione di Comuni per quasi l’80% dei progetti, gli altri Enti Pubblici: (ASP, AUSL, Province e Comunità montane) per quasi il 9% mentre Associazionismo, Cooperazione sociale, ONLUS e Volontariato rappresentano circa l’11%.

 

L’analisi delle figure professionali conferma la forte esternalizzazione dei servizi insieme al protagonismo del terzo settore; le figure professionali indicate nell’insieme degli interventi presentati sono in totale 329, così suddivise:

  • “operatori” n. 92 (quasi il 28%) una dizione generica che include assistenti di base, personale senza qualifica specifica oppure con qualifiche professionali “altre”;
  • “assistenti sociali” n. 61 (più del 18%) quasi sempre personale dei Comuni o degli altri Enti pubblici (ASP, AUSL, Province);
  • “volontari” n. 55 (più del 16%)  che testimoniano l’impegno delle associazioni e dei gruppi di cittadinanza attiva ;
  • “educatori” n.31  (poco più del 9%) rappresentano il nucleo forte e più qualificato del terzo settore ;
  • “amministrativi” n.38 ( poco più dell’11%) quasi tutto personale degli Enti locali.

 

Il finanziamento totale dei progetti presentati è di € 21.331.042,84 con un decremento complessivo  rispetto allo scorso anno del 23% circa, mentre risulta una diminuzione notevole di circa il 47% per quanto riguarda gli “altri fondi”, chiara dimostrazione dei problemi economici non solo degli enti pubblici territoriali, ma anche delle varie istituzioni che hanno sempre investito nel sociale.

Le risorse sono rappresentate per il 40,28% (€ 8.593.028,37) da finanziamenti regionali (Fondo Sociale Locale), per il 40,44% (€ 8.626.282,91) da finanziamenti comunali, per il 4,05% (€  863.146,90) da altre risorse regionali, per il 3,03% (€ 646.305,00) dal fondo sanitario regionale e per il 12,20% (€ 2.602.279,66) da altre risorse locali (fondazioni, banche, enti privati, ecc.).

Lo scorso anno a fronte di  € 28.509.880 di risorse complessive programmate per i PAA 2010 € 10.000.000,00 circa sono stati erogati dalla Regione,  € 13.000.000,00 circa dai Comuni e € 5.500.000,00 da “altri”.

 

Documenti da scaricare

Schede monitoraggio PAA 2011

 

 

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Pubblicato il 03/12/2012 — ultima modifica 03/11/2014
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