lunedì 22.10.2018
caricamento meteo
Sections

Povertà

Lettura dei Piani Attuativi Annuali 2012

Monitoraggio dei PAA 2012 e tabella di confronto con l'anno precedente

La Regione Emilia-Romagna con propri atti (delibere dell’Assemblea legislativa n. 62/2011 e n. 74/2012, delibere di Giunta regionale n. 2168/2011, 355/2012, e n. 688/2012) ha stabilito criteri, indirizzi e attribuito risorse ai vari ambiti distrettuali per la programmazione sociale nel proprio territorio. In osservanza di tali disposizioni i singoli distretti hanno dato vita ad una programmazione fondata su progettualità rivolte a specifiche aree di bisogno (infanzia e adolescenza, giovani, immigrati stranieri, povertà ed esclusione sociale).

In questa sede si è effettuata la lettura dell’area contrasto alla povertà e all’esclusione sociale nella documentazione disponibile al 28.02.2013. Non si sono potute prendere in considerazione, per via dei gravi eventi sismici, le aree distrettuali di Carpi e Mirandola.

Nell’esame dei progetti si è fatto riferimento a quelli che riguardavano esclusivamente l’area contrasto alla povertà ed esclusione sociale, escludendo, in tal modo, quelli che coinvolgevano contemporaneamente più aree di bisogno onde avere una più diretta e precisa focalizzazione dell’area in esame.

Si è utilizzata una metodologia di lettura diversa rispetto all’anno precedente: la lettura dei PAA 2011 fu svolta con l’ausilio di un data base di Access mentre per i PAA 2012 si è proceduto ad una mera lettura documentale. Eventuali scostamenti tra un’annualità ed un’altra sono pertanto imputabili anche a questa motivazione. In ogni caso si fornisce un file di confronto per gli aspetti comparabili riscontrati.

Inoltre si fornisce una tabella descrittiva e riassuntiva focalizzata sui dati più importanti introdotti dalla programmazione distrettuale.

La programmazione dei 36 distretti su 38 effettivi ha dato vita, nell’ambito in esame, a 144 progetti ognuno dei quali è stato dettagliato in corrispettiva scheda analitica. Le progettualità previste sono molto variabili numericamente da un minimo di 2 ad un massimo di 9 per ambito distrettuale, con una media di 4 progetti per distretto.

Tutti i progetti sono stati attuati in rete, ovvero con la collaborazione di Istituzioni pubbliche (AUSL, AOSP, ASP, INPS, ecc.) e/o soggetti privati (es. Istituti di credito) e del terzo settore (Associazioni di volontariato, Caritas, Cooperative Sociali, ecc.); si può arrivare sino a 12 collaborazioni messe in campo.

La maggior parte dei progetti sono in continuità con la programmazione dell’annualità precedente (137 pari al 95% circa) e solo 7 sono di nuova attuazione (pari al 5% circa).

Sul totale dei 144 progetti una buona parte ha indicato come settore unico d’intervento la povertà e l’esclusione sociale, mentre in alcuni casi ha indicato target multipli. In alcuni casi, ad esempio, il distretto ha utilizzato le specifiche risorse regionali destinate al contrasto alla povertà per una platea più ampia coinvolgendo altre aree di bisogno (es. responsabilità familiari, immigrazione, giovani e dipendenze, disabili ed in minor numero anziani e infanzia ed adolescenza).

Il dettaglio dei destinatari, interessati dai diversi progetti, indica la tendenza ad una trasversalità degli interventi ed un relativo superamento delle categorie di utenza. Tra i target individuati spiccano gli adulti in difficoltà indicati in 131 progetti seguiti dalle famiglie in difficoltà presenti in 61 progetti (famiglie che possono essere anche straniere), poi gli adulti stranieri presenti in 18 schede e gli ex detenuti richiamati in modo esplicito in 6 schede. Si rilevano anche altri destinatari indicati in alcune schede: solo donne, operatori del settore, ma con una frequenza estremamente poco significativa.

Per quanto riguarda le progettazioni inerenti le popolazioni Rom e Sinte diverse zone sociali hanno presentato iniziative in merito e precisamente:

1. Piacenza urbano: progetto di accompagnamento educativo alla transizione dei campi di sosta - tutoring familiare;

2. Fidenza: interventi a bassa soglia - accoglienza abitativa e sostegno alimentare;

3. Reggio Emilia: qualità di vita e percorsi di accompagnamento/sostegno per l'inclusione sociale della popolazione nomade;

4. Modena: consolidamento del progetto accoglienza e integrazione nel tessuto sociale di particolari soggetti ad alto rischio di esclusione o emarginazione;

5. Castelfranco Emilia: azioni a contrasto della povertà e dell'esclusione sociale ed a sostegno dei lavoratori colpiti dalla crisi economica;

6. Ferrara: accoglienza, coordinamento dell'accoglienza;

7. Rimini Nord: Michel Roland;

8. Rimini Nord: Servizio di mediazione sociale e del conflitto.

Le azioni indicate nei progetti si possono raggruppare in alcune categorie o tipologie di “macroazioni” quali:

“trasferimenti economici” (contributi erogati a fondo perduto o sotto forma di prestiti, buoni spesa, ecc.) comprendente 61 progetti pari al 42% circa degli stessi: visto la forte crisi economica che affronta il paese, prevalgono, soprattutto, gli interventi che prevedono l’erogazione di contributi economici ordinari e straordinari come sostegno al reddito e spesso finalizzati al pagamento di affitti e utenze varie (presenti in 41 progetti pari al 67% dei progetti che prevedono trasferimenti economici);

“accoglienza abitativa” contemplata in 38 progetti pari al 26% circa degli stessi: prevale l’accoglienza in centri a bassa e bassissima soglia prevista in 27 progetti pari al 71% circa dei progetti che prevedono questa azione;

“fornitura di beni di prima necessità” (viveri, vestiario, prodotti per l’igiene personale, ecc.) comprendente 36 progetti pari al 25% circa degli stessi: spiccano in quest’ambito le azioni afferenti il recupero alimentare;

“politiche attive del lavoro” prevista in 51 progetti pari al 35% circa degli stessi: trattasi in maggioranza di interventi finalizzati all’inserimento o reinserimento lavorativo (31 progetti pari al 61% dei 51 progetti previsti). Il ricorso alla borsa lavoro è il principale mezzo utilizzato essendo previsto in 19 progetti pari al 37% circa dei progetti che rientrano in questo tipo di azione;

“inserimento/reinserimento sociale, formazione e sviluppo di rete” previsto in 90 schede progetto pari al 62% circa delle stesse.

Per quanto riguarda la responsabilità ed il coordinamento dei progetti i Comuni sono i protagonisti assoluti nelle loro varie forme di rappresentanza: Comuni capofila (97) e Unione di Comuni (21) per quasi il 83% dei progetti mentre per ciò che concerne gli altri Enti Pubblici (ASP, AUSL, ecc.) (7) per quasi il 5% mentre Associazionismo, Cooperazione sociale, ONLUS e Volontariato (18) sono rappresentati da circa il 12%.

Documenti da scaricare

Tabella riassuniva PAA 2012

Tabella confronto 2011-2012

< archiviato sotto: >
Azioni sul documento
Pubblicato il 10/07/2013 — ultima modifica 24/02/2014
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it