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Famiglie

Norme e atti amministrativi

I principali riferimenti normativi delle politiche regionali

La Regione sostiene la dimensione familiare in diversi documenti normativi, a partire dal nuovo Statuto regionale che all’art. 9 “riconosce e valorizza la funzione delle formazioni sociali e lo specifico ruolo sociale proprio delle famiglie, promuovendo le condizioni per il suo efficace svolgimento”.

Con riferimento alla normativa di settore si ricordano provvedimenti generali, quali la legge regionale n. 27/89, che istituisce i Centri per le famiglie, la legge regionale n. 2/03 che, all’art. 9, “sostiene il ruolo essenziale delle famiglie nella formazione e cura delle persone e nella promozione della coesione sociale, valorizza i compiti che la famiglie svolgono sia nella vita quotidiana, sia nei momenti di difficoltà e disagio legati all’assunzione di responsabilità di cura”, la legge regionale 14/08, in materia di politiche per le giovani generazioni, che riconosce e valorizza il ruolo delle famiglie e ne prevede il costante sostegno anche tramite la rivisitazione dei compiti dei Centri per le famiglie. La stessa legge (come già precedentemente la direttiva in materia di affidamento familiare e accoglienza in comunità DGR 846/07), focalizza poi l’attenzione sulle famiglie di origine, raccomandando e spesso disponendo il sostegno alle famiglie in difficoltà, a quelle affidatarie ed adottive, in un’ottica di comunità solidale, che valorizza le capacità di chi chiede aiuto e sostiene l’azione di chi lo presta. Inoltre il vigente Piano sociale e sanitario 2008/10 all’interno delle politiche dedicate alle famiglie ed alle responsabilità genitoriali (Parte III, capitolo 1), pone particolare attenzione sia alla qualificazione ed estensione della rete dei servizi dedicati alle famiglie, che alle politiche per la conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro.

Da segnalare inoltre l’art. 48 della legge regionale n. 24/09 (legge finanziaria 2010) che, in attuazione del principio di non discriminazione sancito sia a livello statale che internazionale, stabilisce che i diritti generati dalla legislazione regionale nell'accesso ai servizi, alle azioni e agli interventi, si applichino alle singole persone, alle famiglie e alle famiglie anagrafiche, cioè ad ogni “insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”. Lo stesso articolo impegna inoltre la Regione, di concerto con gli Enti locali e con il coinvolgimento delle parti sociali e dei soggetti del terzo settore, a promuovere azioni positive per il superamento di eventuali condizioni di svantaggio derivanti da pratiche discriminatorie. L’art. 49 della stessa legge prevede una direttiva di definizione degli indirizzi generali per il concorso da parte degli utenti al costo dei servizi sociali e socio-educativi “prevedendo comunque ulteriori criteri a tutela della condizione delle famiglie numerose, ai sensi dell'articolo 31 della Costituzione”.

Politiche per la prima infanzia
In questa sezione sono raggruppate le norme regionali generali che regolano gli ambiti delle politiche sociali per bambini e ragazzi, quelle educative e per le famiglie.

Di particolare rilevanza l'annuale Programma per la promozione e tutela dei diritti, la protezione e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva e il sostegno alla genitorialità

23 leggi per le famiglie

Le principali norme regionali 

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Pubblicato il 02/08/2011 — ultima modifica 18/03/2014
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