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Terzo settore: i Centri servizio per il volontariato in regione

Istituiti con la Legge 266/1991, i Csv sono a disposizione delle organizzazioni di volontariato e da queste gestiti. In regione ne sono presenti 9, uno per provincia.

I Csv nascono con la Legge quadro sul volontariato 266/1991 che definisce il volontariato come “attività personale, spontanea, gratuita e svolta in contesti organizzativi”. All’articolo 15 la legge prevede che, tramite gli enti locali e attraverso modalità di finanziamento da parte delle fondazioni di origine bancaria, vengano istituiti Centri servizi a disposizione delle organizzazioni di volontariato e da queste gestiti. All’interno dei Csv, le organizzazioni di volontariato fanno esperienza di rete e democrazia e grazie ai centri hanno accresciuto e accrescono il proprio ruolo e la propria capacità di interlocuzione con i diversi soggetti sociali, dalle istituzioni agli altri attori della società civile.

Presenza. In Emilia-Romagna sono attivi 9 Centri servizi per il volontariato, uno per provincia. Al 31 dicembre 2008, aderiscono ai Csv 721 organizzazioni, il 25,1% del totale delle organizzazioni iscritte nei registri.

Cosa fanno i Csv. Inizialmente i centri supportavano le singole organizzazioni di volontariato negli adempimenti burocratici (servizi sugli aspetti giuridici, fiscali, contabili, amministrativi, assicurativi, di previdenza e lavoro legati all’attività), ma con il tempo hanno iniziato anche a operare nei settori della promozione del volontariato, dell’accesso alle risorse, della ricerca di nuovi volontari, della comunicazione, ecc. Con gli anni Duemila, il costante aumento delle risorse ha indotto i Csv, in accordo con il Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato (CoGe), a promuovere servizi d progettazione sociale, incidendo sempre più nello sviluppo di nuove e più ampie sinergie sui progetti territoriali, partendo dall’analisi dei bisogni.

Le risorse economiche. Il Piano di ripartizione 2013 (che riguarda gli accantonamenti di esercizio delle fondazioni del 2011), approvato dal CoGe, prevede la disponibilità per i Centri servizi volontariato di 3.754.805,59 euro a cui vanno aggiunte le risorse previste dal fondo di stabilità (accantonate negli anni dai centri) per oltre 1,4 milioni di euro (1.414.717, 19). Degli oltre 3,7 milioni di euro il CoGe ha deliberato di destinare 190 mila euro per le spese di funzionamento del CoGe per il 2013 (una somma inferiore del 14% rispetto a quella iscritta a bilancio per l’anno precedente), e i restanti 3.564.805, 50 euro per le spese di funzionamento dei Csv e per i servizi diretti alle organizzazioni di volontariato per l’anno 2013, fatta salva la dichiarazione degli stessi centri di destinare parte di tali risorse alla progettazione sociale in base all’accordo del 23 giugno 2010. 

 

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 26/06/2014
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