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Guida all'informazione sociale

Fatti e numeri dell'Emilia-Romagna in continuo aggiornamento

Disabilità: i minori

I minori seguiti ogni anno dalle unità operative di neuropsichiatria delle Ausl in regione sono oltre 33 mila, di cui circa un terzo sono certificati in situazione di disabilità ai fini dell’integrazione scolastica.

Alunni disabili. Nell’anno scolastico 2010/2011 i minori con disabilità che frequentano le scuole (statali e non) della regione sono 13.254 (dati Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna su dati rilevazione Miur) ovvero il 2,3% del totale degli alunni. Rispetto al 2007/2008 gli studenti con disabilità certificata sono aumentati di 1.000 unità, ma l’incidenza sul totale degli alunni è rimasta pressoché stabile, passando dal 2,2% del 2007/2008 al 2,3% del 2010/2011. Il totale degli alunni iscritti è infatti passato da 559.033 a 588.783.

Alunni disabili

La scuola primaria è quella con la percentuale più elevata di disabili, quasi il 36% degli alunni disabili è iscritta alle elementari.

Distribuzione territoriale. Nell’anno scolastico 2010/2011 su 11.910 alunni disabili frequentanti le scuole statali della regione (sono quasi 507 mila gli studenti iscritti in totale), il 22,43% è iscritto a Bologna (2.671 studenti), il 15,51% a Modena (1.847) e il 13,14% a Reggio Emilia (1.565). Ma l’incidenza maggiore rispetto al totale degli alunni si registra a Ferrara dove i disabili sono 1.086 su 36.889 (2,94%) e a Piacenza dove sono 870 su 33.597 (2,59%). L’incidenza più bassa si trova a Forlì-Cesena dove gli alunni disabili sono 908 su 49.107 (1,85%).

Insegnanti di sostegno. Sono 6.181 i docenti per il sostegno attivi nell’anno scolastico 2010/2011 per 11.910 studenti disabili. Bologna è la provincia con il maggior numero di insegnanti, 1.337 per 2.671 studenti, con un rapporto di 2 alunni per ogni docente.

Sono due le province in cui il rapporto alunno/docente è superiore a 2: Forlì-Cesena (2,29) e Parma (2,26).

Servizi regionali per i minori disabili. I riferimenti per i minori sono il pediatra di famiglia, la pediatria di comunità o consultorio pediatrico, il medico di famiglia (quando scelto dalla famiglia del minore dai 6 ai 14 anni), il centro di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. In particolare, il centro di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza attua programmi personalizzati di riabilitazione e mantenimento delle abilità; la pediatria di comunità, insieme al pediatra di famiglia e al servizio di neuropsichiatria e psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza attiva percorsi assistenziali per favorire l’inserimento scolastico dei bambini disabili, anche alla luce della Legge regionale 4/2008 (articoli 4 e 5).

Al termine della presa in carico da parte dei servizi per i minori (che avviene, di norma, al compimento dei 18 anni), per le persone con bisogni più complessi che richeidono l’intervento di diversi servizi sociali e sanitari dell’area adulti, viene compiuta una valutazione complessiva dei bisogni a cui partecipano diversi operatori sociali e sanitari del Comune e dell’Azienda Usl di residenza attraverso un’équipe denominata “Unità di valutazione multidimensionale”.

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 26/06/2014
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