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Violenza sulle donne: i Centri antiviolenza in regione

Presenti in regione fin dagli anni Novanta, oggi i Centri sono 13 riuniti nel Coordinamento regionale. Al 31 dicembre 2014 le donne che si sono rivolte a una Casa o a un Centro antiviolenza del Coordinamento dell’Emilia-Romagna sono state 3.298.

La Regione Emilia-Romagna conta, sin dagli anni ’90, la presenza di un Centro antiviolenza in ogni capoluogo. Oggi sono 13 i Centri sul territorio. Si tratta di luoghi gestiti da associazioni di donne che offrono una risposta concreta alla domanda di aiuto delle donne e contribuiscono alla conoscenza del fenomeno, alla sensibilizzazione sul tema e alla promozione di una cultura di contrasto alla violenza. I servizio offerti sono in parte sostenuti dagli Enti Locali sulla base di convenzioni. Le associazioni che gestiscono i centri sono riunite a livello regionale nel Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, costituito nel 2009 con l’obiettivo di potenziare attività, influenza politica e visibilità degli stessi.

Accessi. Al 31 dicembre 2014 le donne che si sono rivolte a una Casa o a un Centro antiviolenza del Coordinamento dell’Emilia-Romagna sono state 3.298, di cui 2. 799 hanno subito una qualche forma di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica (il 90%). Nel 2013,  le donne che avevano telefonato o si erano presentate direttamente erano state  3.158. Nel 2012, 2.138  donne avevano chiesto aiuto dopo aver subito violenza.

Identikit. Tra i nuovi contatti, il 64,1 % delle donne sono  italiane . In buona parte (79,3%) sono donne con figli. Tra questi ultimi, poco più della metà hanno subito a loro volta violenza, diretta o assistita (1.611). Il  91 % ha subito violenza psicologica, il 68% fisica, il  41% economica e il 14% sessuale. Ai centri chiedono di essere ascoltate e aiutate a trovare una via di uscita dalla violenza. Tra i bisogni espressi più frequentemente c'è la richiesta di informazioni (50,8%), la richiesta di un colloquio successivo di accoglienza (45%), consigli e strategie (41%), consulenze legali (21%).

Ospitalità. Sono 15 le strutture sul territorio regionale che ospitano le donne che hanno subito violenza, e i loro figli,  di cui 13 gestite da centri appartenenti al Coordinamento regionale. In totale nel 2014 sono state accolte 188 donne e 203 minori per un totale di 391persone. Rispetto al 2013 si registra un aumento sia delle donne ospitate che dei figli: sono 25 in più le donne (+15%) e 16 in più i figli (+9%). Un aumento che è da imputare sia al numero maggiore di centri che fanno parte del coordinamento regionale sia al fatto che i centri si sono dotati di strutture più numerose e diversificate, in grado di rispondere ai bisogni delle donne che hanno bisogno di ospitalità in momenti di crisi (alloggi di emergenza), in una situazione in cui è possibile programmare l'uscita dalla casa familiare (casa rifugio), in una situazione a rischio di nuove e più gravi violenze (casa rifugio a indirizzo segreto), in una situazione in cui il pericolo è cessato ed è necessario riprendere in mano la propria vita (alloggi in transizione).In media le notti di ospitalità sono 105 per donne o figlio.

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 06/03/2015
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