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Fatti e numeri dell'Emilia-Romagna in continuo aggiornamento

Famiglia: la conciliazione tra lavoro e cura

Cresce la presenza femminile nel mondo del lavoro, ma restano ancora forti squilibri per ciò che riguarda i carichi di lavoro domestico tra donne e uomini. Sia a livello regionale che nazionale sono le donne a dedicare più tempo a casa e famiglia, un impegno che aumenta con l’età.

In Emilia-Romagna gli uomini dedicano poco più di 6 ore alla setttimana ai lavori domestici, contro le quasi 24 delle donne (dati 2012). In Italia la media è di 6 ore e 20 minuti per gli uomini e di quasi 26 per le donne (Dati “Fotografia del sociale” Regione Emilia-Romagna, marzo 2014).

Negli ultimi 5 anni, in Regione è cresciuto il tempo dedicato alla cura e alla casa per uomini e donne tra i 30 e i 74 anni, mentre è sensibilmente calato quello della classe di età 20-29 anni, probabilmente per il permanere dei giovani nella famiglia dei genitori.

Lavoro domestico

Conciliazione tra lavoro di cura e lavoro retribuito. Per le donne occupate è il problema maggiore. L’indice di occupazione degli uomini tra 25 e 54 anni è sensibilmente più alto tra i padri rispetto a chi non ha figli. Le madri, al contrario, hanno indici di occupazione più bassi rispetto alle loro coetanee senza figli.

Va sottolineato però che in Emilia-Romagna il tasso di occupazione di uomini e donne sono più alti rispetto al dato nazionale.

Carichi familiari. In Emilia-Romagna le persone tra i 15 ei 64 anni che dichiarano di prendersi regolarmente cura di qualcuno (figli minori di 15 anni, altri bambini, adulti disabili, malati o anziani) sono oltre un milione e 100 mila pari al 40,2% della popolazione della fascia di età considerata (dati 2010). Si tratta di una percentuale maggiore di quella registrata in Italia (38,4%) e in tutte le ripartizioni geografiche del nostro Paese. Le donne emiliano-romagnole si assumono l’onere della cura in misura maggiore rispetto agli uomini (44,6% contro 35,8%). A livello nazionale i valori sono analogamente squilibrati a sfavore delle donne (42,3% contro 34,5%).

Sono oltre 760 mila i genitori che in regione si prendono cura di almeno un figlio convivente di età inferiore ai 15 anni (il 28,6% delle donne e il 25,5% degli uomini tra i 15 e i 64 anni). Come è prevedibile, la quota maggiore di individui in questa situazione si registra nella fascia di età 35-44 anni dove le percentuali salgono a 57,9 per le donne e a 51,1 per gli uomini.

Nonni. Le persone che affermano di prendersi cura regolarmente di bambini con meno di 15 anni che non siano figli conviventi invece sono maggiormente concentrate nella fascia di età tra i 55 e i 64 anni ed è plausibile che si tratti di nonni che accudiscono i nipoti. Ciò che rimane invariato è la maggiore incidenza di donne rispetto agli uomini (21,6% contro 11,3%).

Cura degli adulti. La percentuale di persone che si occupano di adulti è maggiore in Emilia-Romagna (10,3%) rispetto al resto dell’Italia (8,4%). Ciò si può spiegare con l’invecchiamento relativamente maggiore della popolazione emiliano-romagnola. Coloro che assistono adulti (malati disabili o anziani), si concentrano nelle fasce di età oltre i 45 anni, si tratta per lo più di figli che assistono genitori anziani. Anche in questo caso le donne si assumono il peso maggiore dell’assistenza con differenziali che superano i 7 punti.

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 26/06/2014
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