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Fatti e numeri dell'Emilia-Romagna in continuo aggiornamento

Immigrazione: il lavoro

Nel corso del 2013 la banca dati Inail ha registrato 314.980 lavoratori dipendenti stranieri occupati in Emilia-Romagna ovvero il 20,6% del totale dei lavoratori. Il valore assoluto è in lieve flessione rispetto al 2012, segno che il calo dell’occupazione ha colpito anche la forza lavoro straniera. Nonostante ciò l’incidenza dei lavoratori stranieri è rimasta pressoché stabile.

I Paesi più rappresentati tra i lavoratori dipendenti di origine straniera sono Romania, Marocco e Albania.

Il primo settore di occupazione dei cittadini stranieri è l'industria in senso stretto (21,2% del totale degli occupati dipendenti stranieri) seguito dall'alberghiero-ristorativo (11,6%), dall'agricoltura (11,0%), dai servzi alle imprese (10,8%), dalle costruzioni (9,4%), attività svolte da famiglie (8,9%) e commercio (7,3%).

Fra i lavoratori stranieri gli uomini sono 177.100 (pari al 56,2%), mentre le donne sono 137.880 (pari al 43,8% del totale).

Imprese a titolarità straniera. Secondo i dati del Registro delle imprese – Infocamere, al 31 dicembre 2013 le imprese straniere individuali e collettive attive in regione sono 42.172 pari al 10,1% del totale delle imprese attive. La quasi totalità delle imprese straniere (84,6%) sono individuali: sono circa 35.700 (erano 35.010 nel 2012) e costituiscono l'8,5% del totale delle imprese attive in regione (418.386). Il dato è in crescita rispetto agli anni precedenti: 8,3% nel 2012 e 7,9% nel 2011. I principali settori economici sono le costruzioni (44,1% del totale delle imprese a titolare straniero), il commercio (25,1%), il manifatturiero (11,0%) e i servizi di alloggio e ristorazione (5,7%).

Immigrazione: il lavoro

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, si nota come ci sia un'alta incidenza delle imprese individuali a titolarità straniera sul totale delle imprese attive a Reggio Emilia (12%); seguono Ravenna (9,1%), Piacenza (8,9%), Rimini (8,8%), Parma (8,7%), Bologna (8,1%), Modena (7,9%), Forlì-Cesena (7,0%) e Ferrara (6,0%).

I Paesi di nascita più rappresentati tra i titolari stranieri di impresa sono Albania (4.503), Marocco (4.422) e Cina (4.061). La Cina è più rappresentata in provincia di Reggio Emilia e al secondo posto a Modena e Ferrara. Il Marocco è al primo posto a Modena, Ferrara e Ravenna, mentre l’Albania a Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza. A Bologna invece al primo posto c’è la Romania e a Parma laTunisia.

Per quanto riguarda i settori, le costruzioni sono al primo posto con il 44,1% del totale delle imprese emiliano-romagnole a titolarità straniera (erano il 45,1% nel 2012), seguite dal commercio con il 25,1% (in leggero aumento rispetto al 24,5% del 2012).

Contributi previdenziali e gettito fiscale. Secondo i dati dell’Agenzia socio-sanitaria regionale, nel 2012 i lavoratori stranieri percepiscono un reddito medio di 1.019 euro netti al mese, circa 318 euro in meno rispetto ai lavoratori italiani (-23,7%). L’ammontare economico contributivo generato dal lavoro degli stranieri risulta di oltre 900 milioni di euro, mentre il gettito fiscale complessivo dei lavoratori stranieri si può valutare in oltre 500 milioni di euro, per un totale di un miliardo e 400 milioni di euro di entrate.

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 12/05/2015
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