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Guida all'informazione sociale

Fatti e numeri dell'Emilia-Romagna in continuo aggiornamento

Bambini e ragazzi in regione

Sono oltre 711 mila i minorenni residenti in Emilia-Romagna, il 16% del totale della popolazione. Il loro numero è costantemente aumentato negli ultimi 5 anni. I bambini e ragazzi di origine straniera sono il 17,5% del totale dei minorenni e il 22,7% degli stranieri residenti (quasi 125 mila su oltre 547 mila stranieri).

Al 1° gennaio 2013 si contano in Emilia-Romagna oltre 711.268 bambini e ragazzi (0-17 anni) su di una popolazione complessiva di 4.471.104 residenti. La percentuale di popolazione minorenne si attesta quasi al 16% del totale, con un costante aumento nel corso degli ultimi cinque anni. In particolare, dal 2008 al 2013, l’incremento dei minorenni (+9,4%) è stato oltre il doppio della crescita (+4,6%) della popolazione complessiva. I minorenni di origine straniera sono 124.718 (pari a oltre il 22% dei residenti stranieri e al 17,5% del totale dei minori residenti), con un aumento di 3.675 unità rispetto al primo gennaio 2012.

La crescita complessiva, di circa 61.223 bambini e ragazzi nel periodo considerato, è però in flessione nel tempo: fino al 2010 essa si è infatti mantenuta al di sopra delle 16.500 unità, fino a raggiungere le 6.500 unità aggiuntive dell’ultimo anno.

Minori in carico ai Servizi sociali. Alla fine del 2012 sono poco più di 53.200 i bambini e i ragazzi in carico ai Servizi sociali (compresi quelli con benefici economici) ovvero 7,5 ogni 100 residenti minorenni. Il 48% sono stranieri. (Dati Sistema informativo SISAM-ER). Gli interventi vanno dai benefici di natura economica per fronteggiare situazioni di disagio abitativo o lavorativo delle famiglie (contributi temporanei o continuativi, esenzione dalle rette scolastiche, buoni spesa, ecc.) a quelli di supporto specifico alle famiglie in difficoltà nella cura e nella protezione dei figli (servizio sociale professionale, assistenza domiciliare, inserimento in centro diurno, affiancamento famigliare, supporto alle relazioni…) fino a quelli più forti di tutela, solitamente in esecuzione di provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, da prevedere in caso di pregiudizio, grave disagio, maltrattamento, abuso e/o abbandono (affidamento familiare, accoglienza in comunità, gestione di incontri protetti con i genitori, ecc…).

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si registra una diminuzione dell’utenza in carico, del 2,2% (si passa dai 54.459 di fine 2011 ai 53.263 di fine 2012) a fronte di un aumento della popolazione minorile residente del 0,9% (da 704.716 a 711.268).

I nuovi casi presi in carico nel corso del 2012 sono oltre 11.700, in aumento del 9% rispetto al 2011 (+962). I nuovi utenti rappresentano poco oltre il 18% dei minori in carico alla fine dell’anno, a fronte di una percentuale di dimessi del 17,8% circa.

Gli stranieri rappresentano una quota molto importante, in crescita rispetto all’utenza complessiva in carico alla fine del 2012: si tratta del 48% (pari a oltre 25.500 minori), a fronte di un 46,6% dell’anno precedente. Ci sono grosse differenze tra province: a Piacenza sono stranieri 59 minori su 100, a Ferrara 42, a Rimini 27.

Minori in carico ai servizi

Minori con provvedimento di affido al servizio sociale: si tratta di oltre 5.400 bambini e ragazzi, che incidono in media sull’utenza in carico per poco oltre il 10%, con una variazione interprovinciale che va dal 7,5% di Parma al 16,5% di Rimini. Rapportati alla popolazione target residente le differenze si levigano: se a livello regionale vi sono 7,6 minori con provvedimento di affido al Servizio sociale ogni 100 residenti, il tasso più alto si registra a Piacenza (10,3), quello più basso a Parma (5,4).

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 13/06/2014
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