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Guida all'informazione sociale

Fatti e numeri dell'Emilia-Romagna in continuo aggiornamento

Minori: i servizi educativi per la prima infanzia in regione

Sono 34.027 i bambini iscritti ai servizi educativi della regione nell'anno 2013/2014. In costante aumento dal 2005/2006, il numero di iscritti ai nidi ha subito un calo pari al 2,7% tra il 2011/2012 e il 2012/2013 e pari al 4,5% tra il 2012/2013 e il 2013/2014. L'indice di copertura posti/popolazione 0-2 anni in regione è pari al 34,6%.

Il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia è rappresentato da nidi d’infanzia (comprensivi di micronidi e sezioni primavera), servizi domiciliari (piccolo gruppo educativo fino a 4 oppure 7 bambini), servizi integrativi (spazio-bambini e centro per bambini e genitori) e sperimentali. Per la prima volta, nell’anno educativo 2013/2014 calano tutti gli indicatori: servizi, posti e bambini. I bambini iscritti e frequentanti i 1.206 (erano 1.223 nel 2012/2013) servizi educativi pubblici e privati dell’Emilia-Romagna sono 34.027 (erano 35.633 nel 2012/2013). I posti sono passati da 40.977 a 40.628.

Dall’anno educativo 2005/2006 si è registrato un aumento, pari a quasi il 19%, dei bambini iscritti ai nidi d’infanzia tradizionali, molto marcato tra gli anni 2007-2009 (circa il 6%) e progressivamente più contenuto negli anni successivi (+2,2% tra 2008-2009 e 2009-2010, +1,2% tra 2009-2010 e 2010-2011, +0,7% tra 2010-2011 e 2011-2012). La crescita va attribuita sia all’aumento demografico che al Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi educativi per la prima infanzia (previsto dalla Finanziaria del 2007).

Nel 2012-2013 si evidenzia per la prima volta una diminuzione, pari al 2,3%, rispetto all’anno precedente (gli iscritti ai nidi d’infanzia passano da 34.007 a 33.223). Questa diminuzione rispecchia una diminuzione dei nati, cominciata nel 2009, con un calo del 7% rispetto al 2012. Nel 2013/2014 il calo dei bambini iscritti è stato del 4,5% (1.600 bambini in meno). La diminuzione delle iscrizioni è una conseguenza del trend demografico. Dal 2011 la popolazione residente 0-2 anni in regione inizia a calare: dell’1,1% (2011 su 2010), del 2,5% (2012 su 2011) e del 3,4% (2013 su 2012). Ma potrebbe essere legata anche a motivi socio-economici e culturali. Negli ultimi 2 anni 600 posti non sono stati attivati per mancanza di iscrizioni: nel 2012/2013 ci sono state 2.760 domande di iscrizione in meno nei nidi d'infanzia rispetto all'anno precedente (pari all'11% in meno), nel 20132014 la riduzione è stata più contenuta e si è fermata a un -3%.

Anchei servizi integrativi hanno registrato una costante diminuzione di bambini dal 2005-2006. Nell’anno educativo 2013/2014 i bambini iscritti agli spazi bambini sono 938 su 1.094 posti (erano 1.117 l’anno precedente su 1.375 posti) mentre sono 960 i bambini che frequentano i 77 centri per bambini e genitori (erano 1.022 nell’anno educativo 2011/2012 per 79 servizi). In leggero aumento i servizi domiciliari: gli iscritti ai piccoli gruppi educativi sono 328 nel 2013/2014 (+57 rispetto all’anno precedente) e i gruppi sono passati da 53 a 61.

Copertura dei posti. I posti disponibili tra nidi d’infanzia, servizi integrativi, domiciliari e sperimentali sono 40.628 (erano 40.977 nel 2012/2013). L’indice di copertura dei posti sulla popolazione 0-2 anni è del 34,6% nell’anno educativo 2013/2014, valore che, per il secondo anno, va oltre l’obiettivo della copertura territoriale del 33% fissato dal Trattato di Lisbona.

 

Titolarità del servizio. Considerando i posti, la percentuale dei servizi pubblici è del 73,5% (in leggero calo rispetto al 73,9% del 2012/2013) mentre è in leggero aumento la percentuale dei servizi privati (26,5% rispetto al 26,1%). Se consideriamo le strutture, il 60% sono a titolarità pubblica mentre il restante 40% è privato. All’interno dei servizi ai titolarità pubblica, circa il 59% dei servizi sono gestiti dallo stesso ente pubblico (pari al 65% dei posti). L’ente a cui più di altri è delegata la gestione dei nidi è la cooperativa sociale: le cooperative sociali gestiscono il 26% dei posti nei nidi. Negli ultimi 3 anni, la titolarità del servizio (pubblico o privato) non mostra significative differenze, mentre sul gestore c’è una lieve diminuzione delle percentuali in capo ai comuni. L’impresa privata è titolare e gestore del 6% dei posti.

I micro nidi sono appannaggio del settore privato: le imprese private hanno titolarità e gestione del 30% dei posti. I comuni gestiscono solo il 4% dei posti e sono titolari del 27% dei posti.

Stranieri. La percentuale regionale degli iscritti con cittadinanza non italiana nei Servizi per la prima infanzia è del 10,2%.

Nidi d’infanzia. Sono 1.009 i nidi d’infanzia in Emilia-Romagna (per un totale di 38.179) e vi sono iscritti 31.801 bambini. La maggioranza dei nidi (81%) ha sezioni a tempo pieno (pari o superiore a 9 ore) e un’apertura standard fino a 9 ore. Il 65% dei nidi offre un servizio prolungato oltre quello standard (o apertura anticipata di 30 minuti o la chiusura oltre l’orario di 90 minuti). Il 28% dei nidi regionali offre entrambi i servizi: orario anticipato e prolungato. Il 38% dei nidi offre servizi anche nel mese di luglio. Rimini (38%), Ravenna (16%) e Forlì-Cesena (12%) hanno nidi aperti anche in agosto per i bambini dei lavoratori impiegati nel turismo estivo.

Liste d’attesa. Le domande presentate nell’anno scolastico 2013/2014 per i nidi d’infanzia pubblici e privati convenzionati sono state 21.197, con un calo del 2,9% rispetto all’anno precedente (21.835 domande). Rispetto al 2011/2012, anno in cui le domande erano 24.595 si registra una netta diminuzione delle liste di attesa, legata soprattutto al complessivo calo delle iscrizioni nei nidi d’infanzia, dato a sua volta influenzato dal calo delle nascite.

Nidi aziendali. Realtà in leggero ma costante aumento i nidi aziendali coprono il 3,8% dei posti totali (erano l’1,8% nel 2010/2011). Il loro numero è cresciuto dai 19 del 2010/2011 ai 33 del 2013/2014. I posti sono più che raddoppiati, passando da 672 a 1.441.

 

GLOSSARIO

Nidi d’infanzia: possono accogliere bambini in età 3 - 36 mesi, sia a tempo pieno che a tempo parziale, con una ricettività massima fissata a 73 posti bambino, elevabile a 84 con l’applicazione del 15% (bambini iscritti in più rispetto alla ricettività art. 2.4a Dir. 85/2012). I nidi d’infanzia possono funzionare ed essere organizzati con modalità diversificate in riferimento sia ai tempi di apertura (tempo pieno e part-time), sia alla loro ricettività (nidi o micronidi) sia alla loro localizzazione (nidi aziendali). Terminologie diverse da nido o nido d’infanzia non configurano quindi altre tipologie di servizi anzi i requisiti sono stati unificati con l’intento della massima semplificazione; per esempio per i micronidi non sono più previsti requisiti specifici di ricettività, come nella Direttiva precedente; la rilevazione annuale continua comunque a rilevarli come tipologia specifica come pure le cosiddette Sezioni Primavera denominazione con la quale vengono indicate sezioni di nido che accolgono bambini da 24 a 36 mesi aggregate a scuole dell’infanzia o ad altri servizi educativi o scolastici, ma anche per queste valgono i requisiti strutturali ed organizzativi dei nidi. Tutti i nidi d’infanzia prevedono spazi per la mensa e il riposo.

Servizi integrativi: all’interno di questi lo SpiER (Sistema informativo servizi Prima Infanzia della Regione Emilia-Romagna) rileva gli Spazio bambini che offrono accoglienza giornaliera ai bambini in età 12 – 36 mesi, affidati ad educatori per un tempo massimo d cinque ore giornaliere, non contempla il servizio di mensa e non prevede necessariamente locali specifici per il riposo dei bambini; i Centri per bambini e genitori, un servizio che offre accoglienza ai bambini insieme ai propri genitori, o adulti accompagnatori. Non contempla il servizio di mensa e non prevede necessariamente locali specifici per il riposo dei bambini. Può accogliere bambini in età 0-36 mesi e oltre con specifico progetto pedagogico.

Servizi domiciliari: sono organizzati in Piccoli gruppi educativi, valorizzano l’intimità del contesto in cui ha sede il servizio (residenza dell’educatore, altra struttura dedicata), privilegiando il rapporto personalizzato di piccolo gruppo. Possono accogliere fino a 5 o 7 bambini. Sono la trasformazione dei servizi di Educatrice domiciliare, precedentemente compresi nella sperimentazione di servizi. Lo SpiER rileva sia i Piccoli gruppi educativi ma continua a rilevare anche i servizi di educatrice domiciliare in quanto “…le autorizzazioni concesse secondo quanto previsto dalla dir. 646/2005 sono automaticamente prorogate per sette anni…fino alla cessazione…fatta salva la facoltà del richiedente di presentare nuova domanda di autorizzazione secondo le norme della nuova Direttiva 85/2012”. (Dir. 85/2012, art 10, Norme transitorie)

Servizi sperimentali: secondo la vigente direttiva è data possibilità la disponibilità di soggetti gestori pubblici e privati di realizzare sperimentazioni di servizi per l’infanzia in considerazione di esigenze di innovazione, di particolari situazioni sociali e territoriali e per fare fronte a bisogni peculiari delle famiglie, anche in seguito a situazioni di emergenza o calamità naturali. Il progetto pedagogico di cui devono disporre tali servizi, è sottoposto al parere del “nucleo regionale di valutazione dei progetti di sperimentazione”, per quello che concerne l’appropriatezza e i tempi e modalità di attuazione (Dir. 85/2012, art 5). Lo SpiER ha mantenuto una tipologia servizi sperimentali, con tutti i campi aperti, ma nell’anno 2012-2013 di cui questo report tratta, nessun servizio è stato rilevato.

Altre tipologie di servizi non soggette ad autorizzazione, ma disciplinate dalla Direttiva 85/2012 quali i servizi ricreativi o iniziative di conciliazione non sono rilevati dal sistema informativo SpiER.

I servi educativi per la prima infanzia in Emilia-Romagna - I dati dell'Anno educativo 2013-2014 (Materale in bozza)

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 14/04/2015
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