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Povertà: le richieste alla Caritas

Nel 2012 sono state quasi 20 mila (19.921) le persone che si sono rivolte ai Centri di ascolto e ai servizi della Caritas sul territorio regionale (pari allo 0,45% della popolazione regionale). Erano 16.325 nel 2011.

Tra coloro che hanno chiesto aiuto, 7 su 10 sono stranieri. Anche se, considerando solamente i nuovi arrivi, si nota un aumento della componente italiana: segno che la crisi ha colpito con maggiore intensità gli italiani rispetto a persone di altre nazionalità.

Gli uomini sono il 51% degli utenti dei Centri di ascolto. Ma negli ultimi anni emergono due fenomeni: l’aumento delle ragazze madri e delle ex badanti.

I senza tetto sono 3.557, un dato che si avvicina molto a quello rilevato dall’Istat (4.394). Ciò significa che il circuito Caritas intercetta una quota molto rilevante delle persone senza fissa dimora.

Utenti centri di ascolto Caritas

Età. Dividendo la popolazione per fasce d’età, il 28,06% è composto da persone con meno di 34 anni, il 53,9% è tra i 35 e i 54, il 16,37% ne ha più di 55. La fascia più esposta al rischio di povertà è quella tra i 35 e i 55 anni ossia l’età produttiva e riproduttiva in cui la mancanza di lavoro e il carico familiare incidono in maniera pesante.

Gli effetti della fuoriuscita dal mercato del lavoro si sono manifestati anche nella fascia di età più elevata. Il target delle persone incontrate nei Centri di ascolto mostra uno spostamento marcato verso la fascia degli over 45.

Condizione abitativa. Sette su 10 utenti dei Centri di ascolto vivono in famiglia o con altre persone. Nel 2012, rispetto agli anni precedenti, è leggermente aumentata la quota percentuale di chi vive da solo, pari al 31,64% del totale. Dall’osservazione della situazione delle famiglie, emerge un quadro caratterizzato da fragilità economica a cui spesso si accompagnano problematiche legate all’instabilità dei rapporti coniugali, alla difficoltà di interpretare il ruolo genitoriale, alla rarefazione delle relazioni. Vulnerabilità che si presenta con maggiore frequenza nelle famiglie monogenitoriali, in quelle monoreddito o con ammortizzatori sociali a termine, nei nuclei con forte instabilità lavorativa (contratti a termine, lavoro sommerso), nelle famiglie numerose e in quelle con uno o più componenti disabili. Anche se normalmente sono le famiglie numerose o con figli disabili quelle più a rischio di povertà, ai Centri di ascolto quelle più fragili sono quelle giovani con bambini piccoli.

Condizione abitativa utenti centri di ascolto Caritas

Lavoro e disoccupazione. La percentuale di disoccupati tra le persone che si sono presentate ai Centri di ascolto è del 69,1%, per un aumento percentuale del 3% circa rispetto l’anno precedente. Rappresentano il 16,1% i working poor, che percepiscono un reddito spesso collegato a un lavoro senza contratto o caratterizzato da forte precarietà.

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 26/06/2014
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