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Fatti e numeri dell'Emilia-Romagna in continuo aggiornamento

Senza dimora: la situazione in regione

Secondo stime frutto dell’ultimo dossier Caritas sarebbero 4.394 le persone senza fissa dimora in Emilia-Romagna, di cui 1.005 nel solo comune di Bologna, tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012.

La stima (dati Rapporto Caritas-Fiopsd) calcola quelle persone che hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o di accoglienza notturna nel periodo sopraindicato.

La percentuale delle persone senza fissa dimora, secondo questa stima, corrisponde allo 0,2% della popolazione regolarmente iscritta presso i comuni in cui è stata svolta l’indagine.

Chi sono. Le persone senza fissa dimora sono in maggioranza uomini (86,9%), hanno un’età inferiore ai 45 anni (57,9%) e sono perlopiù di cittadinanza straniera (59,4%). Rispetto ai cittadini stranieri, il 99,1% è nato all’estero e solo il 20% era nella stessa condizione abitativa prima di arrivare in Italia. Sul totale delle persone senza fissa dimora, l’11,5% delle persone senza fissa dimora è di nazionalità rumena, il 9,1% marocchina, il 5,7% tunisina.

Sempre rispetto al totale dei senza dimora, il 72,9% vive da solo, mentre il 75% ha un titolo di studio uguale o inferiore alla licenza media inferiore. Secondo l’indagine qualitativa del dossier Caritas, le persone senza dimora dichiarano, in media, di vivere in questa condizione da 2 anni e mezzo circa.

Condizione femminile. Il 13,1% dei senza tetto è rappresentato da donne, in maggioranza straniere (di cui il 36,6% rumene). Il 75,4% dorme in strutture di accoglienza. Rispetto agli eventi considerati rilevanti per il percorso che porta alla condizione di senza dimora, il 70,2% si è separata dal coniuge e/o dai figli, il 55% ha perso un lavoro stabile, il 26,7% ha vissuto entrambe le esperienze. Il 25,6%, poi, dichiara di avere problemi di salute.

Condizione abitativa precedente. Il 63,9% dichiara di aver precedentemente vissuto in una casa propria, il 15,8% come ospite presso famigliari e amici, il 13,2% in strutture di detenzione, case di cura o istituti. Il 7,5% afferma di non aver mai avuto una casa.

Famiglia, condizione relazionale e di salute. Il 59,5% si è separato dal coniuge e/o dai figli. Tra i senza dimora italiani il 76,2% dichiara di avere amici, il 66% di averne che non vivono la medesima condizione abitativa; per gli stranieri le percentuali diventano del 71% e del 57%. Il 78,3% dei senza dimora provenienti dall’estero è in contatto con qualcuno della famiglia, telefonicamente o tramite internet, ma solo il 42,8% è in grado di vederli. Il 21,5% riesce a vedere i famigliari meno di una volta l’anno. Il 16,2% delle persone intervistate dichiara di avere problemi di salute, anche molto gravi.

Lavoro. Il 28,3% dichiara di lavorare, soprattutto nel settore dei servizi (l’8,6% lavora come facchino, lavavetri, lavapiatti, addetto alla raccolta dei rifiuti), mentre il 6,7% non ha mai lavorato. Sul totale delle persone senza fissa dimora il 71,7% è disoccupato. Il 61,9% dichiara di aver perso un lavoro stabile: di questi, il 44,8% ha attualmente un lavoro a termine, saltuario e poco sicuro. Il 3% delle persone intervistate, invece, dichiara di non riuscire a trovare un lavoro per problemi giudiziari o irregolarità nei documenti.

Reddito. Di media sono 13 le giornate lavorative in un mese per i senza fissa dimora con un’occupazione, per un guadagno di 347 euro mensili circa. Il 57,6% dichiara di avere una sola fonte di reddito: il 28,3% tramite un lavoro, il 9% da una pensione e l’8,7% un sussidio erogato da un ente pubblico, il 27,2% riceve denaro da parenti o amici e il 37% da estranei, tramite collette o associazioni di volontariato. Il 17,9% dichiara di non avere alcuna fonte di reddito

Accesso ai servizi. Durante il 2011, l’89,4% ha utilizzato almeno un servizio di mensa, il 71,2% di accoglienza notturna e il 63,1% di igiene personale. Il 45% ha utilizzato i servizi per l’impiego. Il 53,7% degli italiani ha chiesto assistenza ai servizi sociali, contro il 30,3% degli stranieri. Hanno chiesto aiuto presso i servizi sanitari il 64,1% degli italiani e il 48,2% degli stranieri.

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 26/06/2014
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