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Il Servizio civile regionale per giovani stranieri

Dal 1998 al 2013 sono stati 940 i giovani di origine straniera coinvolti dal Servizio civile regionale, oltre 1.900 le domande rispetto a 736 posti disponibili.

L’impegno della Regione Emilia-Romagna nel Servizio civile è iniziato con la Convenzione per l’impiego degli obiettori di coscienza attivata con il ministero della Difesa nel 1985. La svolta è avvenuta nel 1997 con la sottoscrizione di un Protocollo di intesa con l’allora ministro della Difesa, Beniamino Andreatta, finalizzato alla sperimentazione di iniziative per valorizzare il Servizio civile degli obiettori di coscienza e delle ragazze che, volontariamente, decidevano di dedicare 10 mesi alle proprie comunità. In quella occasione è stata coinvolta la prima ragazza straniera nell’esperienza di Servizio civile, una seconda ragazza ha fatto servizio civile nel 2002/2003. Al Protocollo d’intesa sono seguite due leggi regionali, la 38/1999 e la 20/2003. Quest’ultima, in particolare, è stata la prima sul territorio nazionale che ha creato i presupposti per coinvolgere nel Servizio civile le persone durante tutto l’arco della loro vita. Il Servizio civile regionale, infatti, si rivolge (senza distinzione di cittadinanza) a ragazzi dai 15 ai 18 anni che possono partecipare gratuitamente a progetti adeguati al loro impegno scolastico, giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni ovvero il target tradizionale, e adulti e anziani che possono dedicare il proprio tempo libero alla collettività. Da questa legge prendono corpo anche le esperienze di Scr rivolte ai giovani di origine straniera regolarmente residenti sul territorio nazionale. Oltre al Servizio civile regionale, la Regione ha istituito la Consulta regionale del servizio civile (organo consultivo della Giunta), convoca ogni tre anni la Conferenza regionale sul Servizio civile e ha promosso la costituzione dei Copresc (Coordinamenti provinciali enti di Servizio civile) in ciascuna provincia per avvicinare ulteriormente il Servizio civile al territorio e alla comunità locale.

Scr e giovani provenienti da altri paesi. La partecipazione al Scr dei giovani di origine straniera (comunitari e non) ha come obiettivo anche quello di contribuire alla rimozione degli ostacoli al loro pieno inserimento sociale e culturale e alla loro formazione di cittadini in un’ottica di integrazione e reciproca conoscenza, che inneschi processi di assunzione di responsabilità e impegno e favorisca la coesione sociale. Dal 1998 al 2013 sono stati 940 (compresi i 133 degli avvisi provinciali dell’ottobre 2013) i giovani stranieri coinvolti dal Scr, di cui 705 avviati, 148 interruzioni e 102 subentri. Le domande sono state 1.910 contro 736 posti previsti. Dalle prime due persone di origine straniera (due ragazze) che hanno partecipato nel 1998/1999 e  nel 2002/2003, si è passati ai 40 del 2004 e ai 152 del 2010. Nel 2013 sono stati 100 i giovani coinvolti grazie progetto “Per Daniele: Straordinario Come Voi” nelle zone terremotate per il quale la Regione ha integrato i posti messi a disposizione dal Scn con 100 posti riservati ai giovani immigrati. Tra il 2004 e il 2013 la Regione ha finanziato con quasi 4 milioni di euro il Servizio civile regionale per giovani stranieri e comunitari.

Servizio civile regionale per stranieri

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Pubblicato il 13/06/2014 — ultima modifica 26/06/2014
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