Anziani ma non solo
Non abbiamo alternativa. Per riuscire a dare risposte di qualità alle esigenze dei cittadini salvaguardando criteri di giustizia ed equità è sempre più necessario lavorare insieme, in ogni campo e in quello degli anziani in modo particolare.
L’ho pensato di nuovo sabato mattina, a Imola, dove – dopo diversi rinvii dovuti a un mese di maggio terribile per la nostra regione – abbiamo ripreso il percorso di iniziative per la celebrazione dell’Anno dell’anziano attivo e della solidarietà fra le generazioni.
La mattinata ha evidenziato il valore delle esperienze che i territori realizzano. Iniziative importanti per varietà di contenuti, per il numero delle persone che coinvolgono e per il carattere di innovazione e ricerca che il lavoro sul campo non esita a produrre.
È davanti a queste esperienze che si colgono la necessità e il significato dell’innovazione del nostro welfare, ovvero la capacità di costruire intorno ad una situazione data una serie di risposte comunque indirizzate al miglioramento.
Un obiettivo che conosce oggi una declinazione particolare ed ulteriore, quando pensando alla ricostruzione del dopo terremoto e alle modalità per “far tornare a casa” gli anziani nel più breve tempo possibile, emerge la proposta di ripensare alle loro abitazioni per ricostruirle più funzionali rispetto alla possibilità di garantire l’autonomia sconfiggendo nel contempo la solitudine.
Un impegno che conosce in Emilia-Romagna i preziosissimi risultati ottenuti dal Fondo regionale per la non autosufficienza, che la nostra Regione – unica in Italia – riesce ancora a sostenere, soprattutto quando ad esso si affiancano i più diversi interventi di sostegno e socializzazione sostenuti nella solidarietà e gratuità dalle nostre comunità.
Nei prossimi mesi continueremo il nostro viaggio di scoperta e valorizzazione del protagonismo degli anziani e dell’associazionismo di promozione sociale, convinti che da questo ascolto attento nasceranno gli spunti per aggiornare al meglio la nostra proposta politica ed operativa. Perché solo lavorando davvero insieme potremo far crescere ancora il nostro welfare.
Teresa Marzocchi
Assessore alle Politiche sociali
