Carcere, oltre gli orizzonti ristretti
Su certi temi parlare di quello che si è fatto e che si sta facendo è importante tanto quanto farlo. Del carcere e della condizione dei detenuti, ad esempio, è fondamentale parlare. Per non dimenticare, per condividere battaglie e progetti e per rendere visibile quello che di norma è “invisibile agli occhi”.
Ecco perché desidero insistere su questo tema. Sul mondo del carcere il nostro impegno è costante e a 360 gradi, seppure i margini di movimento siano minimi, così come i possibili esiti.
Un passo importante è stata la nomina del Garante regionale dei diritti dei detenuti, che fornisce un prezioso affiancamento nell’ascolto, nella presa in carico e nella messa in evidenza di chi vive dentro “orizzonti ristretti”, in cui convivono l’espiazione della pena ma anche, troppo spesso, la solitudine e la sofferenza.
A questo va aggiunto il riavvio della Commissione area penale adulti, che ci impegna a lavorare in piena condivisione a livello territoriale e in spirito di collaborazione tra i diversi attori che si occupano di questo settore, attraverso un confronto che integri saperi e risorse, dando allo stesso tempo sostegno agli enti locali in questo momento di grave difficoltà.
Incoraggiati dai primi positivi esiti delle progettazioni integrate portate a termine grazie all’attuazione del Protocollo del teatro in carcere, proseguiamo nella ricerca di una sempre più ampia collaborazione.
Poi l’attuazione della progettazione di “Cittadini sempre” per la messa in rete del volontariato carcerario. Lo scorso febbraio, il percorso formativo sul carcere e sulla pena, rivolto a giornalisti, avvocati e volontari, ci ha dato modo di alzare il tiro, offrendo l’opportunità di conoscere la realtà del carcere e il significato della pena, i diritti dei carcerati e la giustizia minorile, comunicando l’importanza di usare un linguaggio adeguato alla delicatezza del tema e di applicare le regole per la sua corretta comunicazione. Ma il progetto non si ferma qui e proseguirà con la messa in rete di tutte le esperienze del volontariato sul mondo del carcere, con il sito internet che permetterà la ricerca dei dati e la valorizzazione del lavoro con le famiglie.
Senza dimenticare il rapporto con le Istituzioni, sia locali che nazionali, per sollecitare interventi e nello stesso tempo lavorare in piena integrazione, confidando in ogni possibile esito per la migliore applicazione dei provvedimenti generali e per lo sviluppo delle singole esperienze territoriali.
Infine prosegue il continuo confronto sui Centri di identificazione ed espulsione, ingiusti luoghi di detenzione, nonostante l’impegno quotidiano di chi ci lavora.
Tutte sfide che ci vedono convinti protagonisti, promotori, e che nello stesso tempo ci costringono continuamente ad interrogarci sul sistema penitenziario italiano e sulla condizione delle persone private della libertà. Sfide che mettono alla prova la volontà del fare, nel constatare l’esiguità degli esiti, ma a cui non ci sottraiamo, convinti che operare sia il miglior modo per non dimenticare.
Con questo spirito ci stiamo mettendo al lavoro per aggiornare la relazione annuale sul carcere che nei prossimi mesi porteremo alla condivisione in Commissione assembleare e in visibilità per la cittadinanza tutta.
Teresa Marzocchi
Assessore alle Politiche sociali
