La cittadinanza e la paura
Sono circa un milione i minorenni residenti in Italia, figli di genitori stranieri. Di questi, circa 650 mila sono nati nelle strutture sanitarie del nostro Paese ma, una legge (la n° 91 del 1992) ormai inadeguata, non permette loro di essere considerati cittadini italiani.
Vogliamo riportare questa situazione proprio nei giorni in cui la nostra Regione accoglie, onorata, la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il 26 novembre al Quirinale, a pochi giorni dall’avvio del Governo Monti e davanti ad una delegazione delle chiese evangeliche, il Presidente pronunciava queste parole: "Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un'autentica follia, un’assurdità".
Queste schiette affermazioni, le dichiarazioni dei Vescovi della Chiesa italiana, il sostegno trasversale di molte Autorità politiche, danno forza alla campagna “L’Italia sono anch’io” promossa da 19 organizzazioni della società civile, alla quale Assemblea e Giunta dell’Emilia Romagna hanno aderito con convinzione. Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell'Anci ne è il portavoce; proprio in questi giorni ci prepariamo a fare il punto sulle firme raccolte nel nostro territorio e a rilanciare ancora l’impegno per la diffusione di questa volontà di giustizia affinché si raggiunga il numero di 50 mila firme che consentono di chiedere la riforma della legge 91.
La riforma che vogliamo permette di riconoscere come cittadini italiani i bambini nati da genitori stranieri che hanno ottenuto da almeno un anno la cittadinanza del nostro Paese e, contestualmente, garantisce lo stesso diritto a tutti i piccoli che, pur non essendo nati qui, abbiano compiuto il primo ciclo scolastico delle elementari. Non si tratta quindi di “creare le condizioni di far nascere in Italia bambini da tutto il mondo” come qualcuno potrebbe temere alimentando così inutili paure ma di un provvedimento equilibrato e finalmente giusto.
Del resto, è ancora il Presidente della Repubblica ad "apprezzare" la notizia del conferimento della cittadinanza onoraria ai nati da genitori stranieri nel territorio della Provincia di Pesaro-Urbino, voluto dal suo presidente Matteo Ricci, considerandola una “notizia di grande valore simbolico” ed auspicando che questo esempio possa essere seguito da altre realtà territoriali, così come poi numerosi Consigli comunali e provinciali hanno fatto.
Rilanciamo allora, proprio in questi giorni, l’impegno di tutti, cittadini e istituzioni, perché la politica possa ricominciare ad occuparsi organicamente del fenomeno migratorio partendo dai piccoli per generare un futuro migliore per gli ultimi arrivati e per chi accoglie.
Teresa Marzocchi
Assessore alle Politiche sociali
La Campagna di raccolta delle firme continua in tutta Italia. A questo indirizzo tutte le informazioni
http://www.litaliasonoanchio.it/index.php?id=567
