Nessuno sceglie di diventare rifugiato

I giorni di difficoltà vissuti dal nostro territorio ce lo hanno fatto capire ancora meglio: è con enorme dispiacere e rimpianto che si lascia la propria casa e la propria terra. Ancora di più quando si è costretti.

Un rifugiato fugge per necessità, per mettere in salvo se stesso e la propria famiglia, perché il suo Paese non è più in grado di garantirgli sicurezza e protezione. “Nessuno sceglie di diventare rifugiato” - frase che racchiude il senso di questa Giornata mondiale - vuole farci riflettere su questo: cosa faremmo noi al suo posto?

Per noi che accogliamo è importante approfondire le motivazioni che spingono le persone a partire: quelle dei rifugiati, che fuggono per mettere in salvo la proprio vita, e quelle dei migranti che si muovono in cerca di lavoro e di un futuro migliore. L’obiettivo è cogliere le differenze, lo strumento è quello dell’ascolto e della conoscenza, per diffondere un atteggiamento orientato all’incontro e all’aiuto, senza altre sovrastrutture.

Per i territori che accolgono è una sfida certo difficile perché è da portare avanti custodendo la capacità di costruire coesione sociale. Una condizione di cui beneficiano tutti, ma soprattutto la comunità che accoglie. In questo senso i progetti di accoglienza e integrazione dei rifugiati sono banchi di prova per capire quanto siamo capaci di metterci in gioco e di stare uniti, secondo il principio per cui si cresce solo se crescono tutti.

È importante comunque sapere chi è un rifugiato, conoscere la sua storia, è anche un modo per aprire una finestra sul resto del mondo, per prendere consapevolezza che continuano a esserci, oggi, territori di guerra e di violenza, anche molto vicino a noi, sulle altre sponde del Mediterraneo, in cui la tutela della vita non è garantita.

Globalizzazione è anche questo: non solo essere informati, ma conoscere, essere partecipi. L’esperienza dell’Emergenza Nord Africa è stata un’occasione per diverse comunità del nostro territorio per questo tipo di riflessione e coinvolgimento. E la Giornata mondiale del Rifugiato è un’occasione in più, per tutti noi, per prendere consapevolezza e ritrovare slancio verso coloro che sono in cerca di rifugio.

Teresa Marzocchi
Assessore alle Politiche sociali

19/06/2012
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