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Infanzia e adolescenza

Il coordinatore pedagogico


Cosa fa la Regione

Mano con pupazziIl coordinatore pedagogico, introdotto nei servizi per la prima infanzia dell’Emilia-Romagna a partire dagli anni 70, costituisce un tratto distintivo del sistema socio educativo 0-6 anni pubblico e privato e della progettualità che lo sottende. Furono i comuni capoluogo ad introdurre con forza questa figura e l’organismo definito «équipe pedagogica» o «coordinamento pedagogico».

Negli anni 90 questa figura ha aggiunto alla funzione pedagogica, quella gestionale ed amministrativa. 

Queste consapevolezze hanno ispirato la legislazione regionale che ha dato visibilità al Coordinamento pedagogico, e ne ha riconosciuto un ruolo indispensabile nell’elaborazione progettuale trasversale a tutto il sistema pubblico e privato, educativo e scolastico, nel monitoraggio, nella valutazione in itinere e finale di un servizio di buona qualità.

I Coordinamenti pedagogici provinciali

All'interno del nuovo assetto istituzionale regionale e della normativa nazionale la Legge regionale n. 19/2016 ha introdotto processi di valutazione della qualità dei servizi con la valorizzazione del ruolo dei coordinamenti pedagogici territoriali, ora collocati presso i Comuni capoluogo;

Il Coordinamento pedagogico rappresenta lo strumento atto a garantire il raccordo tra i servizi per la prima infanzia all’interno del sistema educativo territoriale, secondo principi di coerenza e continuità degli interventi sul piano educativo e di omogeneità ed efficienza sul piano organizzativo e gestionale. Il coordinamento pedagogico concorre inoltre, sul piano tecnico, alla definizione degli indirizzi e dei criteri di sviluppo e di qualificazione del sistema dei servizi per l’infanzia.

Il coordinatore pedagogico nel nuovo sistema di governance 

I recenti piani sociale e sanitario hanno introdotto un sistema di governance locale che, per quanto riguarda i CPP, sollecita i coordinatori a lavorare a stretto contatto con altre figure professionali ugualmente impegnate alla valorizzazione e promozione di una maggiore sensibilità ai temi dell’infanzia e dell’adolescenza, soprattutto di area sociale, sanitaria e scolastica

Le Leggi n. 26/2001 e n. 12/2003 hanno previsto figure di coordinamento pedagogico nelle scuole dell’infanzia, ponendosi l’obiettivo di sostenere i soggetti gestori facenti parte del sistema nazionale di istruzione affinché provvedano a dotarsi di queste professionalità.

la Legge regionale n. 19/2016 introduce processi di valutazione della qualità dei servizi e la valorizzazione del ruolo dei coordinamenti pedagogici territoriali, ora collocati presso i Comuni capoluogo.

L'indagine regionale sui coordinatori pedagogici

Il Servizio Politiche familiari, infanzia e adolescenza esegue periodicamente un'indagine finalizzata a monitorare l'evoluzione della figura delle coordinatrici e dei coordinatori pedagogici che lavorano nei Servizi pubblici e privati dei propri territori.

Le iniziative regionali di formazione per i coordinatori 

Nell’ottica della qualificazione del sistema dei coordinamenti pedagogici facenti parte di ciascuna provincia, un contributo aggiunto va destinato per promuovere e sostenere iniziative di formazione comune di tutti i coordinatori operanti a livello provinciale, affinché possano confrontarsi sui differenti orientamenti che hanno prodotto i modelli organizzativi e i progetti pedagogici attualmente esistenti.

Per approfondire

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Pubblicato il 30/07/2013 — ultima modifica 16/06/2017
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