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Infanzia e adolescenza

Gli scambi pedagogici provinciali


Cosa fa la Regione

Bambini con disegniMettere in atto scambi pedagogici, cioè visite dialogate tra servizi educativi (nidi, scuole d’infanzia, servizi integrativi…) significa avviare un’azione vicendevole di accoglienza, in cui gli spazi mentali ed emotivi dei soggetti coinvolti, ciascuno con proprie e specifiche identità culturali, si aprono e si ascoltano, si incontrano e/o si scontrano, si modificano e si arricchiscono.

È mettere in valore le diversità che emergono nelle aspettative, nelle rappresentazioni e nelle personali intenzioni, è avere l’idea che il confronto tiene dentro l’altro e il cambiamento, che l’incontro con l’altro genera su di sé. È legittimare che le identità di ciascuno possano manifestarsi nelle loro singolarità e soggettività.

La cultura degli scambi promossa dalla Regione si è rivelata prezioso volano per una maggiore conoscenza delle teorie e delle pratiche che sottendono ai progetti pedagogici dei servizi educativi per la prima infanzia. è convinzione unanime infatti, tra gli operatori del settore educativo, che lo scambio costituisce una strategia d´azione utile a alimentare la conoscenza, il dialogo e la messa in comune delle differenti prospettive di lavoro, contribuendo non solo a diffondere la cultura dell´infanzia nel territorio, ma anche a creare le condizioni future per una sua conoscenza e divulgazione oltre confine, sia a livello interregionale che internazionale.

Ad oltre un decennio dall’avvio del progetto Scambi pedagogici, iniziato con una convenzione triennale con il Comune di Reggio Emilia per la diffusione del patrimonio teorico e pratico dell’esperienza dei servizi per l’infanzia reggiani ed ampliato su tutti i territori regionali con il coinvolgimento dei Comuni di Bologna e Modena, è stato raggiunto un numero sempre più alto di coordinatori pedagogici ed operatori di servizi pubblici e privati.

I temi oggetto del confronto attuale sono quelli delle identità dei bambini, delle famiglie e dei contesti istituzionali all’interno delle aree del sapere educativo, sociale e sanitario.

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Pubblicato il 30/07/2013 — ultima modifica 02/09/2013
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