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Infanzia e adolescenza

Il percorso di costruzione dell’identità personale e collettiva in adolescenza

Adolescenti12Nel 2006, a partire dal patrimonio di esperienze realizzate da fine anni Novanta nell’ambito di applicazione della Legge n. 285/97 «Disposizioni per la promozione di diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza», il Servizio Politiche familiari, infanzia e adolescenza ha ritenuto opportuno avviare scambi e confronti con i propri territori per consolidare e trasferire nei Piani di zona le buone prassi realizzate in materia di promozione dei diritti di bambini e ragazzi, individuando quale ambito prioritario le progettualità rivolte alla fascia dei preadolescenti e degli adolescenti. Si è così costituito un tavolo di lavoro regionale, con referenti di ognuna delle Province, chiamati ad approfondire per gruppi i temi della partecipazione degli adolescenti (centri aggregativi e educativi), le attività di sostegno alle competenze educative (sportelli d'ascolto nelle scuole) e quelle legate all'accoglienza interculturale (ragazzi stranieri a scuola) con gli obiettivi di favorire il confronto delle esperienze, promuovere la cultura della documentazione anche attraverso la  pubblicazione dei materiali prodotti, consolidare e trasferire le buone prassi all'interno dei Piani di zona, stimolare la messa in discussione dei modelli operativi ed avviare l'apertura a scambi con altre regioni. I risultati di questa esperienza si sono tradotti anche nella realizzazione di giornate seminariali, documenti, riflessioni e proposte. 

Nel 2010, quale evoluzione di questo tavolo di lavoro, il Servizio Politiche familiari, infanzia e adolescenza ha costituito un Gruppo di lavoro regionale sulla promozione del benessere dei preadolescenti e degli adolescenti in raccordo con le Province, che si affianca al gruppo sulla prevenzione del rischio. Il gruppo si è dato il compito di elaborare linee guida di programmazione, produrre materiali per il miglioramento della qualità dei servizi, stimolare la messa in rete e la condivisione di buone pratiche, coinvolgendo anche i diversi servizi regionali che si occupano di adolescenti.

L’adolescenza - diversamente dalla pubertà che è un fenomeno biologico - è una realtà prevalentemente culturale e quindi soggetta a tutte le trasformazioni legate al volgere della storia e al mutare dei costumi. In adolescenza l’assunzione di un’identità di ruolo maschile e femminile richiede la trasformazione del rapporto con i genitori, l’inserimento nei gruppi dei pari, l’avvio di relazioni sentimentali e sessuali e l’acquisizione di nuove competenze.

Il cambiamento culturale che ha interessato l’immagine del bambino nell'ultimo secolo, non ha del tutto pervaso l’area dell'adolescenza, ancora ampiamente letta nell'ottica della problematicità, del disagio, della transitorietà e non dell’importanza di questa fase della vita per la ridefinizione della propria identità, per l’espansione della propria autonomia e l'assunzione di nuove responsabilità individuali e collettive.

La complessità sociale che connota la vita quotidiana dei ragazzi di questa fascia d’età e le loro famiglie, spesso poco preparate ad affrontare il ruolo genitoriale, rende necessario, al contrario, che tale ambito di intervento venga assunto come prioritario, avendo come riferimento più obiettivi: migliorare i contesti e gli stili di vita dei ragazzi e il sistema delle loro relazioni con i coetanei e all’interno dei contesti familiari; favorire l’azione educativa di genitori, insegnanti, operatori extrascolastici, attraverso azioni mirate a rafforzarne le forme di collaborazione e le competenze comunicative, sociali e relazionali; stabilire con i ragazzi e le ragazze modalità di relazione attente allo sviluppo delle loro potenzialità, in una logica di prevenzione del disagio giovanile, ma anche di educazione alla legalità, alla assunzione di responsabilità e di esercizio attivo ai loro diritti di cittadinanza. 

Si tratta di promuovere azioni, servizi tra loro integrati che consentano all’adolescente di essere agevolato nel suo percorso di costruzione della sua identità personale e collettiva, evitando quanto descritto nel 2° Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza: «Troppo frequentemente il mondo degli adulti ha delegato all’istituzione scolastica l’educazione e la formazione degli adolescenti, senza essere in grado di offrire altri spazi ed opportunità di esercizio della cittadinanza». Si tratta, quindi, di «...riconoscere concretamente il loro diritto di cittadinanza e riaffermare quanto sia preziosa, per tutta la società, la loro crescita e la loro formazione». 

L’adolescenza pone interrogativi sempre più complessi e mutevoli e la risposta non può che essere un intervento contestuale, onnicomprensivo, una risposta «di comunità». Una comunità educante che nel suo insieme sia pronta a farsi carico di un impegno inderogabile di promozione di condizioni di crescita e maturazione in un contesto sociale sano.

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Pubblicato il 30/07/2013 — ultima modifica 16/09/2013
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