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Infanzia e adolescenza

Adozione


Cosa fa la Regione

Adozione internazionale

Le competenze regionali in ambito di adozione internazionale derivano  dalla Legge 184/1983 «Diritto del minore ad una famiglia» come modificata dalla Legge 476/1998 con cui l'Italia ha ratificato la convenzione internazionale dell'Aja. 

Sono assegnate alle Regioni funzioni di concorso allo sviluppo e vigilanza sulla rete dei servizi rivolti all'adozione, e in particolare «la definizione di protocolli operativi e convenzioni fra enti autorizzati e servizi, nonché forme stabili di collegamento tra gli stessi e gli organi di giustizia minorile», attraverso i quali concordare le forme migliori di collaborazione per garantire una stretta integrazione socio-sanitaria, con le autorità della giustizia minorile (Tribunale per i minorenni), e con gli enti autorizzati alle adozioni internazionali.

La Regioneha approvato e sottoscritto un primo Protocollo regionale di intesa nel marzo del 2002. Successivamente all'approvazione delle Linee di indirizzo regionali in materia di adozione, nel luglio del 2003 con deliberazione della Giunta regionale n. 1495 il primo sperimentale protocollo di intesa è stato aggiornato e modificato permettendo  la sua sottoscrizione agli Enti autorizzati  più recentemente inseriti nell'albo nazionale curato dalla Commissione per le adozioni internazionale (Cai).   

Adozione nazionale

Il compito della Regione consiste nel coordinare e promuovere attività finalizzate alla qualificazione dei servizi pubblici che si occupano di infanzia e adolescenza, cercando di realizzare il principio «del superiore interesse del minore» e il suo diritto ad una famiglia in cui crescere, in un clima armonico, e affettivo, prevenendo l'abbandono dei minori e tutelando il diritto dei bambini di crescere in un ambiente sociale  idoneo.

La prospettiva è quella di rimuovere con ogni mezzo - grazie ad interventi che appartengono all'area educativa, psicologica sociale ed anche economica - gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di questo diritto.


AffidoLe fasi dell’adozione sono:

  1. primo accesso informativo: requisiti giuridici di accesso e informazioni sull'iter
  2. preparazione delle coppie: corsi gratuiti di almeno 12 ore
  3. accertamento della salute dei coniugi: rilascio del certificato di idoneità sanitaria
  4. indagine psicosociale: percorso di conoscenza e approfondimento, con visita domiciliare
  5. presentazione della disponibilità all'adozione nazionale e internazionale presso il Tribunale per i minorenni (TpM)
  6. rilascio o meno del decreto di idoneità
  7. fase dell'attesa
  8. in caso di adozione internazionale, scelta e incarico ad un ente autorizzato dalla Cai ad operare in regione, entro un anno dall’emissione del decreto di idoneità. In caso di adozione nazionale: proposta di abbinamento agli aspiranti genitori da parte del TpM
  9. arrivo del bambino e attivazione dei servizi e interventi di post-adozione  dopo l'inserimento nella nuova famiglia, tra cui azioni finalizzate alla tutela della salute psico-fisica del bambino adottato e interventi che favoriscono l’inserimento nel contesto socio-educativo e scolastico (adozione e scuola)

A chi rivolgersi

Monica Malaguti
tel. 051 527 7517 
momalaguti@regione.emilia-romagna.it

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Pubblicato il 30/07/2013 — ultima modifica 14/11/2014
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