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Infanzia e adolescenza

Bambini, adolescenti e famiglie in condizioni di povertà

I bambini e i ragazzi rappresentano una risorsa fondamentale per lo sviluppo della comunità regionale e devono pertanto essere sostenuti in tutte le tappe della crescita con l'obiettivo di perseguirne il benessere e la salute. Alcune circostanze, però, possono generare situazioni di povertà sia materiale che educativa di bambini e ragazzi e rendere necessarie risposte di sostegno, di affiancamento e aiuto.

Cosa fa la Regione

Le politiche regionali sviluppano prevalentemente interventi trasversali rivolte al contrasto di povertà ed esclusione sociale, in un’ottica di prevenzione. Le azioni e gli interventi attivati si inquadrano nelle strategie e negli orientamenti delineati dalla Commissione europea, con le Raccomandazioni sui temi legati alla povertà infantile e alle situazioni di svantaggio sociale, quali l’alimentazione e la lotta allo spreco alimentare, l’istruzione prescolastica, i minori fuori famiglia, la questione delle popolazioni nomadi, riferendosi anche alla Convenzione ONU del 1989 sui diritti del d’infanzia e adolescenza.

La povertà materiale

Al centro di queste sofferenze e deprivazioni concorrono soprattutto specifiche fasi della vita familiare, ove eventi critici quali separazioni, sfratti e perdita del lavoro aumentano notevolmente le situazioni di fragilità. Un rilevante fattore di rischio è correlato all’instabilità coniugale, rappresentata da separazioni e divorzi ed al fenomeno della monogenitorialità. Dall’ultimo censimento emerge come in Emilia-Romagna siano residenti oltre 82.100 nuclei familiari monogenitore con almeno un figlio minorenne. Di questi, circa 70.550 sono composti da madri sole con bambini e ragazzi. Questo dato, pari al 5,7% del totale dei nuclei familiari risulta in crescita rispetto a quello del censimento del 2001, quando si attestava sul 3,7%.

Anche la presenza di più figli all’interno della famiglia, specie se di minore età, aumenta la vulnerabilità e le difficoltà economiche della famiglia stessa e può contribuire ad al rischio di scivolare in stato di povertà. L’attuale crisi economica e la perdita del lavoro, infine, hanno inciso pesantemente, anche laddove sono stati predisposti strumenti legislativi e programmi di intervento e sostegno.

È bene ricordare, poi, come la povertà delle famiglie sia un fattore economicamente rilevante rappresentando un freno allo sviluppo di tutta la società, perché riduce l’investimento in istruzione e nel capitale umano dei bambini, aumenta il grado di trasmissione familiare delle situazioni di povertà e riduce, più in generale, il grado di uguaglianza delle opportunità.

La povertà educativa

La povertà educativa, cioè la privazione delle opportunità di apprendimento e di uno sviluppo armonico delle qualità, dei talenti e delle relazioni, che sovente si accompagna a quella materiale, è insidiosa quanto quest'ultima e colpisce a partire dall'accesso ai Servizi educativi per l'infanzia, fino al mondo dell'istruzione e della formazione. La Strategia Europa 2020 ha posto, tra gli obiettivi quantitativi da raggiungere a quella data, la riduzione al di sotto del 10% della quota di abbandoni scolastici precoci (Early School Leavers). La scelta di non proseguire gli studi - spesso indice di un disagio sociale ed economico  nelle aree meno sviluppate -  non è assente neanche nelle regioni più prospere come l’Emilia-Romagna. In Italia, sebbene il fenomeno sia in progressivo calo, si è ancora lontani dagli obiettivi europei: nel 2012 la quota di abbandoni scolastici precoci è pari al 17,6 % (il 20,5 tra gli uomini e il 14,5 tra le donne) e in Emilia-Romagna al 15,4%.

Un altro aspetto su cui, ragionando in termini di prevenzione, è corretto focalizzare l’attenzione è il ritardo scolastico (esprime lo scarto tra l’età anagrafica dell’alunno e l’età scolare della sua classe d’inserimento., dato che cresce evidentemente al progredire degli ordini di scuola: negli ultimi anni scolastici in Emilia-Romagna è risultato attorno l’11,5% nella secondaria di primo grado e al 26% della scuola secondaria. Gli studenti in ritardo di due o più anni, che denotano situazioni scolastiche più complesse, sono il 2,4% nella secondaria di I grado e il 7,7% in quella di II grado, ove la componente della cittadinanza rimane un fattore rilevante. Infine diversi studi mettono in relazione la frequenza dei bambini ai Servizi per l’infanzia a un migliore rendimento scolastico.

A chi rivolgersi

Servizio Politiche sociali e socio educative

Responsabile: Maura Forni
Segreteria: Telefono 051 5277206
Fax: 051 5277080
Email: SegrSvilSoc@regione.emilia-romagna.it
Email certificata: segrsvilsoc@postacert.regione.emilia-romagna.it

Servizio Politiche per l'integrazione sociale, il contrasto alla povertà e terzo settore

Responsabile: Monica Raciti
Segreteria: Tel. 051 5277485
Fax: 051 5277074
Email: SegrSpa@regione.emilia-romagna.it
Email certificata: segrspa@postacert.regione.emilia-romagna.it

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Pubblicato il 24/12/2015 — ultima modifica 13/01/2017
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