Infanzia e adolescenza

Accoglienza in comunità

Cosa fa la Regione

Con la Delibera di Giunta regionale n. 1904/2011 «Direttiva in materia di affidamento familiare, accoglienza in comunità e sostegno alle responsabilità familiari», la Regione, oltre a prevenire l’allontanamento di bambini e ragazzi dal proprio nucleo familiare mediante interventi a favore delle famiglie in difficoltà, ha inteso realizzare l'ampliamento, la qualificazione e l'integrazione del sistema dei soggetti e degli interventi che vengono attivati quando l’ambiente familiare sia inidoneo ad assicurare una adeguata protezione e sviluppo dei figli.

In particolare, sono stati definiti i requisiti strutturali e organizzativi di ogni tipologia di comunità per garantire la qualità dell'intervento educativo e che le risposte attivate siano le più idonee alle esigenze del bambino o del ragazzo, realizzando al contempo le condizioni per il suo rientro nel nucleo familiare.

Con successiva Delibera di Giunta regionale n. 1106/2014, si è modificato parzialmente il testo della Delibera di Giunta regionale n. 1904/2011, rivedendo le norme sulle comunità dopo la loro prima attuazione sul territorio, sulla base delle esigenze dei ragazzi ospiti e degli operatori ed integrando il testo con i riferimenti di norme statali successivamente approvate.

Sono stati affrontate alcune questioni specifiche relative alle comunità per madri con bambino – tra l’altro prevedendo, per la notte l’obbligo, di impiegare almeno un adulto che abbia fatto il percorso dell’adulto accogliente - ed in merito ai titoli per personale e adulti accoglienti in servizio al momento della pubblicazione della Delibera di Giunta regionale n. 1904/2011.

Si è previsto che le comunità educative, in casi precisi e regolamentati dalla carta dei servizi, possano accogliere bambini (6-12 anni), si è sostituito il tirocinio degli adulti accoglienti con dieci incontri di formazione e osservazione.

È stata modificata la capienza della comunità integrata, che, a rapporto numerico invariato (uno  a tre), passa da sei a nove accolti.

Si è proceduto infine a vari adeguamenti normativi (in materia di ISEE, di casellario giudiziale, di responsabilità genitoriale) individuando più nettamente il ruolo della Regione in merito a controlli e verifiche sulle comunità.

 

Le tipologie di comunità sono:

  • comunità familiare
  • comunità casa famiglia multiutenza
  • comunità educativa
  • comunità educativo-integrata
  • comunità di pronta accoglienza
  • gruppo appartamento
  • comunità per l’autonomia
  • comunità per gestanti e per madri con bambino

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pubblicato il 2013/08/28 13:50:00 GMT+2 ultima modifica 2019-07-31T12:21:14+02:00

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