martedì 23.10.2018
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Rete regionale dei Centri interculturali

Luoghi di specializzazione, studio, ricerca, sperimentazione e produzione inter-culturale

L’esperienza dei Centri in questa regione ci parla spesso di realtà attive, che moltiplicano le relazioni con altri servizi (scuola, sociale, sanità, biblioteche) e con altri soggetti (Fondazioni, Associazioni, Sindacati). Realtà che percepiscono le potenzialità positive del meticciato, ma altresì attente a non sottovalutare i rischi di una crescente sub-cultura razzista e xenofoba nell’Europa odierna e dei prossimi anni.
Luoghi di specializzazione, studio, ricerca, sperimentazione e produzione inter-culturale

nuovo logo della rete dei Centri interculturali

Oramai 12 anni fa, per la prima volta in Italia, una normativa regionale, la L.R. 5/2004*, riconosceva esplicitamente ruolo e funzioni dei Centri interculturali. 

E richiamava conseguentemente Regione ed Enti Locali ad elaborare politiche attive di sostegno verso i Centri. 
In sede di approvazione, a più d’uno sembrò una “prouderie” intellettuale inserire questo tema dei Centri interculturali in legge: in fondo di che stavamo parlando? di “confronto, incontro, scambio tra culture”, una questione immateriale, difficilmente quantificabile e misurabile.
Invece io penso che con una certa lungimiranza il legislatore abbia indicato il tema sempre più centrale e fondamentale delle politiche di coesione ed integrazione di questi anni: ovvero il tema della gestione e valorizzazione della diversità e del dialogo culturale in una comunità regionale che assume sempre più tratti interculturali.

In questi anni abbiamo lavorato molto e con costanza insieme ai Centri Interculturali della regione per rafforzare la rete, le collaborazioni, gli scambi, attraverso azioni di qualificazione del sistema regionale.
L’esperienza dei Centri in questa regione ci parla spesso di realtà attive, che moltiplicano le relazioni con altri servizi (scuola, sociale, sanità, biblioteche) e con altri soggetti (Fondazioni, Associazioni, Sindacati).
Realtà che percepiscono le potenzialità positive del meticciato, ma altresì attente a non sottovalutare i rischi di una crescente sub-cultura razzista e xenofoba nell’Europa odierna e dei prossimi anni.
Oggi entra in gioco un nuovo strumento informativo, un magazine curato dai Centri, pensato per costruire una struttura comunicativa organica e coordinata che valorizzi e diffonda la filosofia e i servizi dei Centri, intesi come luoghi di specializzazione, studio, ricerca, sperimentazione e produzione inter-culturale.
E’ un impegno ed una responsabilità che abbiamo condiviso, che la Regione sostiene,  e che certamente rappresenta un onere in più per i professionisti, gli operatori ed i volontari dei Centri interculturali che animano e realizzano quotidianamente attività, incontri, feste, ecc.  
 
Ma da più di un anno, ragionavamo sulla necessità di provare a compiere un salto di qualità, sulla urgenza di realizzare un luogo ove si incontrano, si confrontano e si generano idee a partire dalle esperienze consolidate che ciascun Centro ha maturato nel “suo” territorio circostante.
E della altrettanto necessità che i Centri non siano connotati come un luogo marginale, poco conosciuto, avulso dal sistema complessivo di welfare e più in generale da una dimensione effettivamente popolare del loro intervento.
Dunque si parte!

Buon lavoro alla redazione ed a tutti coloro che a vario titolo supportano questa nuova sfida comunicativa!

Andrea Facchini 
Servizio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale della Regione Emilia-Romagna.

* Art. 17 della L.R.5/2004:  
Interventi di integrazione e comunicazione interculturale
La Regione e gli Enti Locali, ai fini dell’integrazione e dello sviluppo della comunicazione interculturale, promuovono la realizzazione ed il consolidamento di centri interculturali, intesi come luoghi di mediazione e di confronto tra culture, finalizzati a favorire l’incontro e lo scambio tra soggetti di diversa provenienza, nonché l’elaborazione e l’attuazione di iniziative per promuovere l’integrazione sociale.
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Pubblicato il 01/05/2016 — ultima modifica 05/07/2016
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