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Rete regionale dei Centri interculturali

I "cyber" genitori a scuola

Nella cosiddetta epoca di Internet e del digitale, il paradigma delle vecchie generazioni che trasmettono il loro sapere alle nuove si è invertito e i figli sviluppano un linguaggio e delle conoscenze informatiche e digitali che i genitori spesso non conoscono e non riescono a gestire.

E' in questo contesto che nasce il progetto europeo DGGMLF - Digital Generation Gap in Migrant and Low educated Families, il cui obbiettivo è ridurre la distanza generazionale creata dal mondo di Internet e delle tecnologie informatiche tra cittadini adulti autoctoni e migranti a bassa scolarizzazione digitale con il supporto di amministratori locali, scuole e associazioni. Il progetto, che in Italia è sviluppato da Ervet (Emilia Romagna Valorizzazione Economica del Territorio) in collaborazione con la fondazione olandese Mira Media, capofila di progetto, il Centro Risorse per Immigrati di Londra e l'organizzazione per i diritti umani Active Watch di Bucarest, si propone di promuovere l'inclusione sociale organizzando corsi di sensibilizzazione e alfabetizzazione sull'uso del computer e di Internet.

La distanza generazionale cresce e i genitori dei figli digitali si ritrovano senza strumenti sufficienti per educare, proteggere e guidare i loro minori nel mondo di Internet. Ma anche chi non ha figli, con la digitalizzazione dei servizi, spesso si ritrova disorientato e intrappolato dalla Rete.

In Emilia Romagna le città scelte per la realizzazione del progetto durante l'anno scolastico 2015-2016 sono Modena e Bologna. A Bologna il progetto si svolge in collaborazione con il Comune presso la sede del Centro Zonarelli, luogo deputato alla promozione dell’inclusione sociale e dell’interculturalità. Nel comune modenese, invece, DGGMLF ha intrapreso le proprie azioni in collaborazione con il Comune di Modena e con il coinvolgimento del centro multiculturale Milinda, dell'associazione Onlus Casa delle donne migranti Semira Adamu, del Centro Provinciale Istruzione Adulti (CPIA), di alcune delle scuole primarie a più alta densità di alunni di origine straniera.

In particolare, nell'ex capitale estense, DGGMLF si è intrecciato con Scuola 2.0: Code it, Make it!, un progetto innovativo promosso dal Comune all'interno di sei scuole primarie con l'obiettivo di implementare l'uso delle tecnologie digitali nell'insegnamento in un ottica di didattica multidisciplinare, che favorisce l'inclusione, la valorizzazione e lo sviluppo di competenze e abilità diverse.

E così, da gennaio a maggio 2016 in quattro scuole elementari modenesi, mentre i bambini sperimentavano il mondo della programmazione con Scuola 2.0, i loro genitori venivano invitati a partecipare ad incontri introduttivi sul tema di internet sicuro e dei servizi online (due incontri per ogni scuola). Per la prima volta genitori italiani e non, sono stati guidati dagli animatori digitali alla scoperta del sito della scuola e del registro elettronico (che presto sostituirà definitivamente quello cartaceo) e insieme ai facilitatori digitali di Ervet hanno potuto esprimere feedback sulla reale accessibilità dei servizi online, sulla chiarezza e sull'usabilità del sito della scuola. Rimandi importanti per la scuola che ora ha indicazioni puntuali e può lavorare su criticità mai neanche prese in considerazione prima, ma anche per i genitori, che ora possono sentirsi più partecipi della vita scolastica dei figli.

Intanto, durante gli incontri introduttivi gli operatori di DGGMLF raccolgono i bisogni e gli argomenti di interesse direttamente dai genitori, indiscussi protagonisti del progetto, per organizzare un percorso di approfondimento ad hoc che si sviluppa in quattro puntate nel mese di maggio e in cui confluiscono i genitori delle quattro scuole coinvolte. Il gruppo di partecipanti è molto eterogeneo per livello di alfabetizzazione digitale, di competenza linguistica e a volte anche di scolarizzazione. Ciononostante, grazie all'approccio comunicativo-relazionale dell'equipe di Ervet, il percorso di approfondimento da sensibilizzazione digitale si trasforma spontaneamente in un'importante occasione di riflessione sugli approcci educativi di ciascuno e diventa un esempio di partecipazione e collaborazione tra genitori di provenienze, lingue, generi e culture diverse accomunati dall'esperienza genitoriale e dall'interesse superiore dei figli.

La distanza genitori-genitori, scuola-genitori italiani e scuola-genitori stranieri viene colmata durante i laboratori di DGGMLF e, grazie alla presenza di partecipanti rappresentanti dei Comitati genitori, si predispongono le basi per un confronto tra Comitati delle varie scuole sulle buone prassi di coinvolgimento parentale. Infatti, l'integrazione e la partecipazione dei genitori italiani e stranieri alla vita della scuola e al patto di corresponsabilità educativa sono temi dolenti per gli organi istituzionali e rappresentativi, che faticano a gestirli in maniera efficace.

In questo senso anche i risultati conseguiti da DGGMLF non sono stati privi di difficoltà: prime fra tutte la comunicazione intrascolastica e la promozione con i genitori. Il dispendio di risorse ed energie spese inizialmente nella comunicazione di tipo formale-istituzionale per mezzo di volantini multilingue e comunicazioni ufficiali alla scuola e alle famiglie, infatti, ha raccolto risultati poco soddisfacenti rispetto al numero di persone coinvolte, invece, successivamente con un approccio di relazione diretta con i genitori.

Dalle risposte del territorio e dei vari contesti scolastici, però, è stato possibile individuare un esempio particolarmente virtuoso di creazione e gestione del rapporto scuola-famiglia. Se la percezione generale è di un dialogo poco attento tra genitori e istituzioni scolastiche con conseguente distanza ed estraneità reciproca, in una scuola, invece, l'attivismo del Comitato genitori, fortemente motivato e orientato alla creazione e co-costruzione di una relazione alla pari con i genitori, ha contribuito a creare nella scuola un clima di ascolto, fiducia e collaborazione generale e questo ha facilitato il successo del progetto DGGMLF.

Adesso, il nuovo compito dei facilitatori di Ervet, è proprio quello di accompagnare la scuola in questione e il suo Comitato genitori nel processo di auto consapevolezza e auto valorizzazione delle azioni e situazioni efficaci nel rapporto scuola-famiglia. L'obiettivo finale, infatti, a partire dall'esperienza di DGGMLF e dall'esempio virtuoso emerso è quello di riflettere e scambiare buone prassi con gli altri Comitati genitori per estenderle ad altre scuole del Comune di Modena.

Per approfondimenti

Progetto DGGMLF

Progetto Scuola 2.0: Code it, make it!

 

Alessia Rosa Avallone
volontaria in Servizio Civile Nazionale- Progetto Giovani in Comunic-azione
presso il MEMO- Multicentro Educativo Sergio Neri
del Comune di Modena
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Pubblicato il 28/09/2016 — ultima modifica 28/09/2016
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