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Rete regionale dei Centri interculturali

La lingua madre nell’apprendimento dell’italiano come seconda lingua: un percorso bibliografico

I Centri Interculturali e le biblioteche specializzate nei temi dell’insegnamento della lingua italiana costituiscono una importante risorsa che mette a disposizione materiali e sussidi davvero utili per avviare seri percorsi di valorizzazione della L1.

L’importanza della lingua madre nell’apprendimento di una lingua seconda è ormai nota a docenti impegnati nella didattica della lingua.

Come spiega efficacemente Alessandra Laurito nel fascicolo “Ma parli arabo?” pubblicato sul sito del CDLEI (Centro per l’Educazione Interculturale del Comune di Bologna), i meccanismi cognitivi utilizzati per apprendere la lingua madre vengono utilizzati anche nei processi di acquisizione di altre lingue.
La lingua madre (o L1) è il filtro attraverso il quale si costruiscono abilità cognitive complesse come la capacità di sintesi, l’analisi critica e l’assimilazione delle nozioni. Pertanto è indispensabile che l’introduzione di una seconda lingua non sia intesa come sostituzione di quella originaria, pena la difficoltà a sostenere meccanismi così delicati.
Pertanto l’L1, in quanto lingua dell’acculturazione, avrà un ruolo fondamentale nell’apprendimento dei contenuti disciplinari, il cosiddetto italstudio, scoglio impervio che lo studente incontra nel suo percorso formativo, soprattuto a partire dalla secondaria di I grado.
Come afferma Favaro, *i bambini più piccoli, che cominciano il percorso di acquisizione nella seconda lingua senza avere alle spalle una scolarizzazione in lingua madre e per i quali dunque l’L1 non è del tutto consolidata, sono maggiormente esposti al rischio di bilinguismo sottrattivo, a scapito della madrelingua: a causa di pressioni familiari e sociali, questi giovani apprendenti sono sollecitati a privilegiare l’L2, relegando la lingua materna alla sola dimensione domestica e riducendola dunque a un sapere socialmente poco riconosciuto e, pertanto, da nascondere.
Seppur ormai ampiamente dibattuti e diffusi tali concetti restano di difficile applicazione nella didattica all’interno di classi plurilingue. Per questo motivo i Centri Interculturali e le biblioteche specializzate nei temi dell’insegnamento della lingua italiana costituiscono una importante risorsa che mette a disposizione materiali e sussidi davvero utili per avviare seri percorsi di valorizzazione della L1. In questo breve articolo ne elenchiamo alcuni fra i principali e fra i più recenti.
In particolare, restringendo il focus agli apprendenti arabofoni e sinofoni, segnaliamo i testi editi da Bonacci Editore nel 2014, L'Italiano non è difficile. Esercizi di italiano per arabi. Livello A1 – A2”, di Francesca Della Puppa”. L’eserciziario propone attività per l’apprendimento dell’italiano di livello A1-A2 rivolte a studenti di origine araba nell’ottica dell’analisi comparativa fra le due lingue.
Sempre di Della Puppa segnaliamo “Lo studente di origine araba”, edito da  Guerra, nel 2006. Nella prima parte si affrontano in generale alcuni argomenti sulla lingua e sulla cultura araba, la storia del sistema educativo di impronta islamica e laica. Si passa poi alla descrizione dei principali errori linguistici commessi da studenti arabofoni in produzioni orali e scritte. Infine, vengono proposte 37 schede didattiche operative per l'insegnamento dell'italiano e per condurre attività interculturali sui paesi arabi. 

Per sostener l’apprendimento della lingua italiana da parte dell’allievo cinese non sono molte le pubblicazioni. Fra queste segnaliamo “Lo studente di origine cinese” di Barbara d’Annunzio, che propone a docenti di italiano come L2 e LS risorse risorse utili a gestire in maniera più consapevole le dinamiche di apprendimento, e di inserimento, degli studenti cinesi nella scuola.
La didattica della lingua italiana per studenti cinesi può trarre beneficio dall’utilizzo di “L’italiano non è difficile. Esercizi di italiano per cinesi livelli A1-A2” di Barbara d’Annunzio. L'eserciziario è suddiviso in due parti: una prima sezione dedicata ai suoni e ai segni della lingua italiana, con esercizi per rinforzare l’utilizzo di lettere e di suoni che possono risultare particolarmente difficoltosi; e una seconda sezione, nella quale vengono presentati aspetti morfosintattici della lingua italiana, nei vari contesti d’uso della lingua. Nella seconda sezione sono previsti anche degli approfondimenti culturali relativi ad alcuni temi della vita e dell’organizzazione sociale in Italia. 

Queste indicazioni prendono spunto da un percorso formativo realizzato dal CDLEI nel 2015-16 in collaborazione con La Linea edizioni in cui sono state affrontate le tematiche relative alle specificità dei bisogni degli studenti arabofoni e cinesi, al quale hanno preso parte D’Annunzio e Della Puppa
Ci è parso un tentativo riuscito di approfondire le metodologie didattiche nell’insegnamento della L2 a partire dalla consapevolezza di specificità di cui sono portatori gli allievi e le allieve della scuola multiculturale. Opportunità formative per allievi e apprendenti anche adulti, formazione dei formatori e documentazione, sono i pilastri sui quali si fonda l’azione integrata del Centro mirata alla diffusione di una cultura della didattica della lingua capace di leggere i contesti di provenienza, i codici  comunicativi che li caratterizzano. Comprendere le origini delle difficoltà, per contestualizzarle e porsi obiettivi credibili nel percorso di acquisizione linguistica. 

Mirca Ognisanti, CDLEI

 

* Favaro G. (2011), A scuola nessuno è straniero. Insegnare e apprendere nella classe multiculturale, Giunti, Firenze; G. Favaro, “Parole, lingue e alfabeti nella classe multiculturale” in Italiano LinguaDue, n. 1- 2012.

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Pubblicato il 01/05/2016 — ultima modifica 08/07/2016
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