Intercultura

Un camper itinerante per i diritti delle donne

Presentati a Imola i risultati del progetto di "Trama di Terre"

Superare l'isolamento geografico, psicologico e linguistico che ostacola le donne – abitanti dei paesi del Nuovo Circondario Imolese – dal pieno godimento dei propri diritti: è questa l'idea che l'associazione di promozione sociale Trama di Terre ha reso concreta attraverso “La carovana delle donne per i diritti umani di genere”. Progetto, quest'ultimo, che ha preso avvio nel marzo 2019, grazie ai finanziamenti della Regione Emilia-Romagna, in partnership con l'Unione dei Comuni del Nuovo Circondario Imolese, l'AUSL di Imola, il CPIA imolese e la CGIL di Imola.

Vero e proprio camper con, all'interno, uno spazio dedicato all'ascolto e, all'esterno, un banchetto dove esporre materiali informativi, una biblioteca ambulante e un piccolo area per l'intrattenimento dei bambini. Vi ha lavorato, già dal laboratorio formativo iniziale, un gruppo di donne native e migranti composto da 5 operatrici, 4 mediatrici e 16 volontarie (provenienti da Italia, Marocco, Messico, Moldavia, Pakistan, Repubblica Dominicana, Senegal e di cui 3 del Servizio Civile Regionale Emilia-Romagna).

Partita il 31 maggio 2019, la Carovana arriva a chiudere l'anno con ottimi risultati avendo svolto – questo il bilancio del progetto – ben 147 presidi per un totale di 228 ore di presenza sul territorio, a cui si sono aggiunti alcuni presidi straordinari in occasione di iniziative pubbliche, anche al di fuori del Circondario Imolese. La Carovana è di fatto uno sportello informativo itinerante sui diritti delle donne in quanto tali, in quanto migranti e in quanto madri come madri. Molteplici gli aspetti della vita quotidiana affrontati: dall'accesso al lavoro alla salute, dalla formazione linguistica e professionale alle possibilità di venir fuori da un'esperienza di violenza maschile.

Le donne incontrate, nell'ambito del progetto, sono state circa 1.700. Di queste, coloro con le quali il dialogo è stato approfondito sono state 741, mentre le donne con le quali è stato svolto un colloquio individuale sono state 176. «Delle 176 donne con cui abbiamo avuto un colloquio individuale – raccontano le operatrici di Trama di Terre in occasione della presentazione dei dati alla stampa, il 19 dicembre 2019 –, il 38% sono italiane, mentre il 62% straniere. Le nazionalità prevalenti sono state quella marocchina, rumena, tunisina e pakistana. La maggior parte delle donne incontrate ha tra i 25 e i 65 anni, e la fascia di età prevalente è quella tra i 35 e i 50 anni».

Quanto ai bisogni emersi, si chiede di «poter accedere a corsi di italiano, essere ascoltate specie nei casi di violenza esercitata dagli uomini nei loro confronti». Segue la richiesta di maggiori informazioni sui diritti delle donne, su come si accede al lavoro, alla casa o al sistema sanitario, come si consegue una patente di guida e sui diritti legati alla maternità. Relativamente alla richiesta di alfabetizzazione, «è emerso con chiarezza - sottolinea l'associazione - il dato allarmante di tantissime donne straniere presenti sul territorio anche da molti anni ma con una scarsa o nulla conoscenza della lingua italiana». Carenza e costo dei mezzi di trasporto, presenza di figli sotto i 3 anni che non frequentano i servizi per l'infanzia e il carico di lavoro di cura quotidiano: questi i principali ostacoli indicati per spiegare come «l'istruzione delle donne non sia considerata una priorità per la famiglia».

Si tratta di dati «che di certo non possono avere una vera e propria valenza statistica» ma consentono di affermare «con grande preoccupazione» che nelle donne straniere la mancata padronanza della lingua italiana «comporta una forma di isolamento ulteriore rispetto a quello delle donne italiane, che le obbliga a dipendere costantemente dagli altri, in particolare dai mariti o, comunque, dagli uomini». Il merito della carovana è «di aver permesso alle donne, in particolare migranti, di entrare direttamente in dialogo con le referenti istituzionali alle quali motivare i propri bisogni inespressi». E grazie al periodico coordinamento con tutti i partner del progetto e delle diverse istituzioni coinvolte è stato così possibile avviare, ad esempio, nuovi corsi di lingua italiana per coloro che ne avevano fatto richiesta.

«Ci auspichiamo – conclude l'associazione Trama di Terre, attiva a Imola dal 1997 – di poter proseguire questo progetto per aprire nuovi spazi di socialità e di partecipazione per le donne dove queste possano incontrarsi, prendere parola, restituire valore ai propri vissuti, superando il senso di vergogna e diventando parte attiva della vita del territorio, come cittadine pienamente titolari di diritti».

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pubblicato il 2019/12/21 18:41:00 GMT+1 ultima modifica 2019-12-23T09:35:30+01:00

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