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La Regione allarga il Servizio civile

Le nuove norme prevedono il convolgimento anche di minorenni che non studiano. Il servizio sarà finanziato anche da privati
La Regione allarga il Servizio civile

Ragazze in servizio civile nelle zone colpite dal sisma (Foto d'archivio)

La giunta della Regione Emilia-Romagna ha approvato, nella seduta del 23 aprile 2014, un progetto di legge che, tra gli altri punti, semplifica le norme sul Servizio civile. 

La semplificazione si traduce con l’eliminazione dei vincoli temporali per i progetti, previsti sinora dalla normativa in vigore – e non adeguati a tutti gli ambiti d’attività: per esempio i progetti di servizio civile nelle scuole e nelle emergenze hanno durate differenti – , e con una diversa individuazione dei giovani partecipanti, non più basata sulle fasce d’età 15-18 e 18-28. Il progetto di legge intende infatti coinvolgere giovani che prima di fatto erano esclusi. Nella nuova prospettiva, anche i minorenni che hanno interrotto i propri percorsi di studio o formazione potranno prendere parte a esperienze di servizio civile insieme ai maggiorenni; per i minorenni che stanno ancora studiando, resta ferma la possibilità di fare un’esperienza adeguata per tempo, impegno, orario.

L'idea

Alla base del progetto di legge c’è la volontà di dare un segnale chiaro sia per quanto riguarda la garanzia di accesso al servizio civile regionale “a tutte le persone senza distinzione di sesso o di appartenenza culturale o religiosa, di ceto, di residenza o di cittadinanza”, sia rispetto al numero sempre più ridotto di giovani che possono partecipare al servizio civile nazionale, a causa di risorse statali in forte calo nonostante una richiesta in crescita di partecipazione da parte dei giovani. In questa direzione si pone il coinvolgimento di soggetti, pubblici e privati, nel finanziamento del Fondo regionale del servizio civile, per aumentare il numero di giovani da avviare a quest’esperienza, dando la possibilità di vincolare le risorse assegnate per specifici progetti di servizio civile regionale riguardanti un territorio o un ambito particolare. In questo modo si potrà rispondere positivamente alle richieste pervenute e responsabilizzare maggiormente il territorio regionale, allargando la partecipazione dei giovani, degli enti e delle comunità locali ai progetti.

"Facilitare la partecipazione a quest’esperienza così preziosa – ha spiegato l'assessore regionale alle Politiche Sociali, Teresa Marzocchi – significa anche intercettare i giovani che non portano a termine il diritto-dovere all’istruzione e formazione, e anche quelli che hanno più difficoltà ad accedere al servizio stesso. In quest’ottica si pone la possibilità di coinvolgere soggetti, pubblici e privati, nel finanziamento di un Fondo regionale del servizio civile, in modo da aumentare il numero di giovani da avviare a quest’esperienza”.

Servizio Civile: cosa fa la Regione

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Pubblicato il 23/04/2014 — ultima modifica 29/04/2014
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