lunedì 18.12.2017
caricamento meteo
Sections

Immigrati, l'associazione Asilo in Europa: "Occorre investire nell'integrazione"

Intervista a Federica Toso di Asilo in Europa, che interverrà all'incontro pubblico sulle migrazioni e i richiedenti asilo organizzato dalla Regione per il 4 maggio facendo il punto sui risultati dell'Agenda europea e della ricollocazione dei migranti

Ripensare il meccanismo della ricollocazione di persone in fuga da guerre e crisi umanitarie nel rispetto delle esigenze dei richiedenti asilo è uno dei nodi cruciali della questione migratoria di cui l'Europa dovrebbe tenere conto. E' quanto emerge da una conversazione con la ricercatrice Federica Toso dell'associazione Asilo in Europa che, insieme alla Regione Emilia-Romagna, ha organizzato l'incontro pubblico "L'Agenda UE sulle migrazioni: un anno in rotta. Migranti e rifugiati tra guerre, frontiere, hotspots e relocations. Situazione attuale e sviluppi futuri" in programma a Bologna il 4 maggio dalle ore 10 alle 17 (Terza torre Regione Emilia-Romagna, sala “20 maggio 2012”, Viale della Fiera, 8).

Dottoressa Toso, che cos'è e che scopi ha Asilo in Europa?
"E' un'associazione nata a Bologna nel 2013 e composta da volontari di formazione diversa. Io, per esempio, vengo dall'Università e sono ricercatrice, ma poi ci sono operatori sociali e altri professionisti che lavorano nel campo dell'accoglienza dei richiedenti asilo sia in Italia sia  in altri Stati europei. Uno degli obiettivi della nostra associazione è infatti quello di intensificare la messa in rete di informazioni e buone pratiche a livello europeo per cercare insieme azioni possibili e soluzioni efficaci".
Durante l'incontro del 4 maggio lei farà il punto sui risultati dell'Agenda europea e della ricollocazione di migranti. Qual è la situazione attuale?
"E' molto difficile, attualmente tutti gli Stati hanno grosse difficoltà a gestire gli arrivi, inclusa la Svezia che era un punto fermo dell'accoglienza e che resta, insieme alla Germania, una delle mete più ambite dai richiedenti asilo, perché in questi Paesi hanno già contatti, vi risiedono e lavorano molti loro connazionali".
Che cosa si augura per il futuro?
"Auspico venga approvata una modifica sensata del regolamento Dublino III, che  consenta di superare il criterio del Paese di primo ingresso. Inoltre, ritengo che sia necessario ripensare  il meccanismo di ricollocazione attualmente in vigore. Si sa perfettamente che in alcuni Paesi i migranti non andrebbero mai, per molte ragioni".
Qual è la situazione italiana?
"E' una situazione piuttosto complessa. Per alcuni migranti l'Italia è un Paese di transizione, mentre per altri - come nigeriani, gambiani e ghanesi - è il Paese di destinazione, in quanto sanno che difficilmente riceverebbero protezione in altri Stati dell'UE. L'Emilia-Romagna lavora molto sui rifugiati, fa un attento monitoraggio ogni anno".
Possibili soluzioni in una visione europea?
"Occorre aumentare il numero dei posti per il reinsediamento  dei rifugiati in Europa, in modo da favorire l'uscita degli stessi dai campi profughi di Giordania, Libano e Turchia. E' necessario aprire dei canali umanitari per l'ingresso regolare dei rifugiati in Europa, evitando loro il pericoloso viaggio in mare. E occorre investire sull'integrazione dei rifugiati con uno sguardo al futuro. Il che significa superare l'ottica emergenziale, coinvolgere le comunità locali, programmare".

 

Azioni sul documento
Pubblicato il 26/04/2016 — ultima modifica 26/04/2016
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it