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Migranti, l'Istituto Affari Internazionali: "Incrementare l'accoglienza diffusa sul territorio"

Intervista a Bernardo Venturi del centro di studi e ricerca Istituto Affari Internazionali, tra i relatori dell'incontro pubblico sulle migrazioni e i richiedenti asilo organizzato dalla Regione per il 4 maggio, che interverrà su "Nuova strategia globale UE e migrazioni"
Accoglienza diffusa sul territorio e sussidi ai richiedenti asilo che li aiutino a integrarsi e diano loro dignità è la soluzione proposta in questa intervista dal professor Bernardo Venturi, tra i relatori dell'incontro pubblico "L'Agenda UE sulle migrazioni: un anno in rotta. Migranti e rifugiati tra guerre, frontiere, hotspots e relocations. Situazione attuale e sviluppi futuri" in programma a Bologna il 4 maggio dalle ore 10 alle 17 (Terza torre Regione Emilia-Romagna, sala “20 maggio 2012”, Viale della Fiera, 8). 
Che cos'è l'Istituto Affari Internazionali e come opera?
"L'Istituto Affari Internazionali (IAI) è il principale centro di studi e ricerca di politica internazionale in Italia. Fondato nel 1965 su iniziativa di Altiero Spinelli, dal 1980 è stato eretto a ente morale con decreto del Presidente della Repubblica. Le ricerche sono realizzate da uno staff scientifico composto di circa 30 ricercatori; negli ultimi anni l'Istituto ha mantenuto un ritmo di produzione di 30/35 progetti di ricerca l'anno e 40/50 convegni l'anno, in Italia e all'estero. Personalmente faccio parte dell'area "Europea nel Mondo", che si occupa anche di migrazione. Si veda per esempio questo speciale su migrazione in Europa". 
Quali sono le risposte messe in campo dalla UE per le migrazioni?
"Le risposte dell'UE sono molteplici, le più recenti includono il controverso accordo con la Turchia e il Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa stanziato al Vertice sulla migrazione di La Valletta dell'11-12 novembre 2015. L'UE fatica però ad avere politiche organiche e non emergenziali basate su risposte di lungo termine e fondate sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, per esempio mettendo mano all'ormai inapplicabile regolamento di Dublino. L'UE paga anche le difficoltà ad affrontare pienamente e direttamente il tema migrazione, rimasto a cavallo tra politica interna ed estera". 
E la politica estera dell'Italia è efficace per gestire i nuovi afflussi?
"Come paese frontaliero, l'Italia sente prima di altri il polso dei flussi migratori. All'interno del paese, c'è tanta generosità da parte della società civile, ma può essere fatto di più in sinergia con le istituzioni, per esempio incrementando l'accoglienza diffusa e migliorando i processi d'integrazione. In chiave europea, con il “Migration Compact” presentato da poco a Bruxelles, l'Italia prova a dare una quadro complessivo alle risposte europee e a giocare un ruolo guida. Un approccio apprezzabile, ma che per guadagnare forza deve guardare di più alla coerenza di tutte le politiche, ben oltre la cooperazione allo sviluppo e le politiche migratorie". 
Quali sono le criticità del sistema d'accoglienza internazionale?
"Molto dipende dal paese al quale ci riferiamo. I paesi dell'Unione Europea stanno vivendo due grandi criticità: da un lato, un'apatia e un preoccupante sgretolarsi del rispetto dei diritti umani e delle convenzioni internazionali; dall'altro una chiusura sul piano nazionale - per esempio, la messa in discussione del Trattato di Schengen - che rischia di risolversi soltanto in un'illusione populistica". 
Quali sono le possibili soluzioni d'accoglienza per i richiedenti asilo?

"Il quadro generale deve essere quello della coerenza delle politiche tra dimensione esterna e interna a partire da un chiaro piano di reinsediamenti, ricollocazioni, zone e canali umanitari. Poi, piani lungimiranti e non ghettizzanti di accoglienza, declinabili, per esempio, in accoglienza diffusa sul territorio (come anche in Emilia-Romagna si sta cominciando a concretizzare) e a sussidi ai richiedenti asilo che li integrino sul territorio e diano dignità, come voucher per le loro spese alimentari e non pasti pronti".

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Pubblicato il 01/05/2016 — ultima modifica 02/05/2016
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